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Bondi, questa è una sconfitta molto crudele 

di Marco Nagliati
Bondi, questa è una sconfitta molto crudele 

Arbitraggio “scientifico” contro Roderick La squadra dà tutto ma il finale è amarissimo

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FERRARA. Una sconfitta crudele, che tra tanti padri porta indelebile il marchio dell’arbitro veneziano Enrico Boscolo. Prevenuto e “scientifico” nell’eliminare prima Roderick e poi Pellegrino. Già priva di Moreno, la sostanza è che per gran parte della ripresa la Bondi gioca punto a punto contro Udine senza tre uomini del quintetto. Regge tra alti e bassi tecnici ed emotivi fino 1’17” dalla sirena (63-64), quando una fucilata di Okoye da tre e la zampata del vecchio leone Vanuzzo da due chiudono i giochi.

La battaglia salvezza, di conseguenza, rimane aperta. I risultati altrui confortano (Chieti ko), il calendario estense preoccupa: Trieste, Verona e l’ultima a Recanati. I ragazzi di Furlani hanno messo cuore e coraggio, ma contro certi “poteri” nulla si può. Boscolo “punta” Roderick da subito: richiamo ufficiale già nel primo tempo, su uscita da un blocco con neppure un fischio né gioco fermato. Soprattutto, grida vendetta il dopo. Sfondo per il 3º fallo di T-Rod al 21’. Dubbio, dubbio, dubbio 4º fallo sanzionato al 22’ e tecnico immediato per la cacciata di Roderick dalla partita. Boscolo aspettava col colpo in canna, Terrence stavolta non ha avuto reazioni che meritavano la sanzione disciplinare. Il direttore di gara l’aspettava al varco. Così come lo stesso Boscolo, su palese fallo di Molinaro, s’è inventato invece il 5º di Pellegrino al 36’.


Remando così palesemente controcorrente per la Bondi era dura uscirne indenne. Va detto che la pattuglia estense s’è messa giocare tardi, dopo 12’ in cui le ha buscate di brutto (-16). Senza Moreno, coach Furlani ha giocoforza puntato sempre sul quintetto alto. Per un quarto intero la Bondi è stata orribile: senza regia (Cortese e Roderick ad alternarsi e pressati), soprattutto priva del sacro fuoco.

 Ferrara è affondata senza ritmo: 14-30 al 12’. Macerie emotive ferraresi. Era, anche, questione, mentale. Perché quando il cuore è tornato caldo, pompando sangue nelle vene, la Bondi ha trovato ferocia. Break di 13-0 in 3’, poi 22-5 in 5’. Difesa estrema, tutti generosi (Okoye bloccato con cambi sistematici in aiuto a Molinaro). Energia e rabbia. Bowers finalmente non subisce più fisicamente. Roderick attacca ispirato: di quei 22 punti della rinascita, ben 17 sono dei due mori Bondi (36-35 all’intervallo).


La ripartenza dopo l’intervallo è terribile. Udine insacca con lo “step back” letale da tre di Veideman. Allunga le mani sul bottino (36-43 con uno 0-8). Boscolo cala la mannaia disciplinare e - di fatto - caccia Roderick. Qualche minuto dopo Zacchetti calcerà il pallone addosso ad un arbitro ed è sanzionato a malapena col tecnico. Furlani se la gioca con quel che resta: Mastellari play, Cortese (neppure doveva giocare) guardia, Molinaro-Bowers ali e Pellegrino (finché non viene mandato in panca) pivot. Dopo ci sarà il debuttante Crotta.

E qui, la Bondi evidenzia il concetto di cuore. Difende su tutto, usa fisico e volontà. Udine è costretta a molti tiri al limite dei 24”, ed ha anche una discreta dose di buona sorte: tripla di tabella di Pinton, cesti ballerini di Zacchetti e Fall. Bondi allo stremo, da applausi. Il pubblico fa il suo: 9-0 di parziale (57-57 al 35’). Bowers firma l’ultimo vantaggio interno (60-59 al 37’), poi è rincorsa (63-64; 65-67). Cortese non segna, Vanuzzo sì su rimbalzo lungo dopo un errore di Okoye. “Grazie di tutto” sibila il ds Pasi agli arbitri al suono della sirena.
 

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