La sfida infinita: di nuovo Federer-Nadal
di Paolo Rossi
Tennis. A Miami ancora uno scontro tra i due titani, intanto il torneo femminile incorona a sorpresa la britannica Konta
3 MINUTI DI LETTURA
Non c’è due senza tre. Questo, Roger Federer, s’è ripetuto fino alla noia prima di questa sera, alla vigilia della finale del torneo Master 1000 di Miami. «Ho già battuto due volte quest’anno Nadal, dunque anche i proverbi mi vengono in aiuto…». Effettivamente i due grandi rivali si rivedono dopo le sfide di Melbourne (finale degli Australian Open) e di Indian Wells (sedicesimi del torneo californiano). Lo spagnolo ora spera che il clima della Florida (in particolare il vento) possa aiutarlo nell’invertire la tendenza negativa e disarmare lo svizzero che sembra davvero inarrestabile in questo inizio stagione. «È stato bello vincere in questo modo - ha detto Federer -. Poteva andare in entrambi i modi». Non l’ha presa bene Kyrgios, che ha letteralmente sfasciato a terra la sua racchetta, mostrando la sua frustrazione per aver perso un match durato tre ore e giocato punto su punto. L’australiano è stato anche fischiato dal pubblico che ovviamente ha preso le parti dello svizzero per tutto il tempo. Anche la Florida voleva il remake della sfida, ed è stata accontentata: «Rafa? Il mio più grande rivale» ha confermato Federer rivelando la sensazione che tutto il mondo del tennis sta provando in questi ultimi giorni. «Ci si sente come ai vecchi tempi… certo, mai avrei pensato all’inizio del 2017 di vincere Australian Open, Indian Wells e ora, potenzialmente, Miami. Qui, in Florida, non pensavo che sarebbe andata così bene perché il campo è più lento che a Indian Wells, e mi sarei detto soddisfatto se fossi arrivato in semifinale. Ora c’è il titolo a portata, ma con Rafa ci sarà una montagna da scalare. Lui non ha mai vinto questo torneo, e ci tiene. Sembra di essere tornati al passato, ora giochiamo uno contro l’altro ogni settimana e non ne abbiamo mai abbastanza. Speriamo non sia l’ultima volta che giochiamo contro».
Pensieri condivisi dallo stesso Nadal: «Sono entusiasta di giocare contro Roger. È una grande sfida per me, e credo per tutti. Se non dovessi vincere Miami, cosa che ancora non sono riuscito a fare, non cambierà la mia carriera. Me ne farò una ragione».
Stasera sapremo. Questo torneo ha intanto fatto felice anche l’Italia, grazie a Fognini approdato fino alla semifinale (e sconfitto poi da Nadal). L’azzurro ora è atteso a Charleroi, in Belgio per disputare il quarto di finale di Coppa Davis, ma le sue parole alla fine del match hanno aperto qualche interrogativo: «Sono stanco, e mi fanno male il polso e il tallone. In più la priorità è riabbracciare Flavia (Pennetta, ndr) che non vedo da due mesi praticamente. Devo sentire il medico e riposare qualche giorno. Voglio giocare la Davis, siamo un bel gruppo. Siamo amici, ma devo essere in condizioni di poter giocare». A capitan Barazzutti sono fischiate le orecchie, sperando che – quelle di Fognini – fossero solo parole dettate dal momento e dalla delusione del risultato negativo. «È un pesce d’aprile che non fa ridere. Non facciamo scherzi, non ci provate neanche».
Nel frattempo Miami, ieri sera, ha incoronato la regina del 2017: Johanna Konta, britannica di origine australiana. Nella finale che nessuno s’aspettava, quella contro la rediviva danese Wozniacki, l’ha spuntata in due set, 6-4, 6-3. È il suo secondo torneo dell’anno, dopo quello di Sydney.
Pensieri condivisi dallo stesso Nadal: «Sono entusiasta di giocare contro Roger. È una grande sfida per me, e credo per tutti. Se non dovessi vincere Miami, cosa che ancora non sono riuscito a fare, non cambierà la mia carriera. Me ne farò una ragione».
Stasera sapremo. Questo torneo ha intanto fatto felice anche l’Italia, grazie a Fognini approdato fino alla semifinale (e sconfitto poi da Nadal). L’azzurro ora è atteso a Charleroi, in Belgio per disputare il quarto di finale di Coppa Davis, ma le sue parole alla fine del match hanno aperto qualche interrogativo: «Sono stanco, e mi fanno male il polso e il tallone. In più la priorità è riabbracciare Flavia (Pennetta, ndr) che non vedo da due mesi praticamente. Devo sentire il medico e riposare qualche giorno. Voglio giocare la Davis, siamo un bel gruppo. Siamo amici, ma devo essere in condizioni di poter giocare». A capitan Barazzutti sono fischiate le orecchie, sperando che – quelle di Fognini – fossero solo parole dettate dal momento e dalla delusione del risultato negativo. «È un pesce d’aprile che non fa ridere. Non facciamo scherzi, non ci provate neanche».
Nel frattempo Miami, ieri sera, ha incoronato la regina del 2017: Johanna Konta, britannica di origine australiana. Nella finale che nessuno s’aspettava, quella contro la rediviva danese Wozniacki, l’ha spuntata in due set, 6-4, 6-3. È il suo secondo torneo dell’anno, dopo quello di Sydney.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
