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«Questa Spal può farcela Il duello sarà col Verona» 

di Paolo Negri
«Questa Spal può farcela Il duello sarà col Verona» 

Il grande ex: il Frosinone è maturo e abituato allo stress, centrerà l’obiettivo «I biancazzurri se la giocheranno fino al termine, bisognerà gestire le forze»

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FERRARA. Ruben Buriani, grande ex spallino: sabato scorso era all’intitolazione del Centro a Gibì Fabbri...
«Bella iniziativa, di cui va riconosciuto il merito a chi l’ha ideata. Fabbri ha dato tanto al calcio ferrarese e nazionale, meritava un simile riconoscimento. Quanto a me, devo ammettere che mi sono emozionato. Guardavo la finestra della camera dove dormivo, quelle dove una volta c’era il ristorante... Ho ripercorso la mia vita, gli anni di formazione calcistica, la carriera partita proprio dalle giovanili della Spal. Il commendator Mazza creando il Centro, a fine anni ’60, si era confermato all’avanguardia, solo Milan ed Inter avevano una struttura del genere. La scorsa settimana ho visto un Centro rimesso a nuovo, sistemato. L’attuale società è da applausi. Per salire si devono curare anche le strutture».
Eccoci: per salire. Lotta per la promozione diretta in serie A. La Spal può farcela?
«Ovvio. Se la giocherà fino al termine con Frosinone e Verona. I biancazzurri stanno disputando un ottimo campionato, di livello francamente impronosticabile alla vigilia, altamente al di sopra di ogni previsione».
È vero che li ha visti all’opera venerdì sera ad Avellino?
«Proprio così. Ero a Napoli per lavoro e ho deciso di spostarmi ad Avellino per seguire la Spal. L’ho vista dal vivo per la prima volta, le altre gare le ho seguite in tv. Impressioni? La squadra in Irpinia non ha fatto bene ma può succedere, soprattutto quando si cambiano tanti uomini. D’altra parte mister Semplici li vede lavorare tutti i giorni ed avrà scelto a ragion veduta. È un campionato snervante».
Fisicamente?
«Sì, ma soprattutto non c’è il tempo per recuperare mentalmente. Stagione lunghissima, faticosa. Bisogna saper gestire e sapersi gestire».
Le due sconfitte con Frosinone ed Avellino sono un campanello d’allarme?
«Ma no, ci possono stare. Bisogna aver pazienza. L’importante, come dicevo, è recuperare forze ed energie. Le insidie non mancano».
Quali sono?
«In serie B il mese di aprile è sempre stato infernale. Qualunque squadra lotta per un obiettivo, c’è chi vuole punti per salvarsi, chi deve rientrare nei play off, chi punta alla A. La classifica è corta, bisogna stare molto attenti, ogni gara può essere una trappola. Con qualche scivolone rischi di pregiudicare tutto. Ma la Spal ha le capacità per uscire dai due ko incassati. La squadra è assortita bene, sta facendo ottimamente, sarebbe sciocco buttare via il lavoro di un anno. Di sicuro tutte le componenti credono nel possibile successo, la società l’ha dimostrato anche al mercato di gennaio inserendo un elemento come Floccari: significa che c’era e c’è la voglia di giocarsi qualcosa d’importante. Ripeto: bisogna solo stare attenti, la B è tremenda e ne so qualcosa».
In che senso?
«Stagione 76/77, giocavo nel Monza. Stagione al vertice, anche davanti al Vicenza. Ultima giornata a Modena: se vinciamo andiamo in A, se pareggiamo facciamo gli spareggi. Imponendoci, il Modena sarebbe retrocesso e si sarebbe salvata la Spal. Vantaggio Modena, segno il gol del pareggio, poi vincono loro: 2-1 e noi fuori da tutto. Incredibile».
Per la A: Frosinone, Verona, Spal?
«Il Frosinone è maturo, abituato a questo stress: centrerà l’obiettivo. Il Verona non è che brilli. Il cuore mi dice Spal ma... sì, sarà un duello Verona-Spal».

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