la promozione in prima categoria
«La Comacchiese ci ha creduto»
Mister Chomakov: grazie alla mia famiglia, ai ragazzi e alla società
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COMACCHIO. Si completa nel migliore dei modi il doppio salto di categoria della Comacchiese, che in due anni è tornata in Prima categoria. È presto per rivedere i lagunari nel calcio regionale che conta, ma intanto qualcosa è stato fatto.
«La strada è ancora lunga - dice Krassimir Chomakov, allenatore-giocatore della Comacchiese -, sono molto soddisfatto e contento di quanto abbiamo fatto, soprattutto per il presidente e per i ragazzi».
In tanti avrebbero voluto la sua posizione di classifica, in primis il Tresigallo; mister, che campionato è stato?
«C’erano altre squadre, non solo il Tresigallo, da tenere d’occhio. Prima di Natale eravamo sotto di 7 punti, ma siamo stati lì con la testa e siamo riusciti a rimontare».
Proprio prima di tagliare il panettone si era paventata l’ipotesi di un avvicendamento in panchina: cosa c’era di vero?
«Non ho mai pensato di dimettermi, in primis per i ragazzi, che hanno sempre creduto in me, e poi per la società, che mi ha sempre sostenuto lasciandomi sereno».
Si sente più allenatore o giocatore?
«“Secondo me sono prima di tutto allenatore, ma quando gioco mi diverto ancora; cerco di fare insieme e bene tutte e due le cose, ma è molto difficile. Diciamo che cerco di fare il mio nel miglior modo possibile, il prossimo anno ci penseremo».
Questo biennio, intanto, non è andato per niente male…
«In due anni abbiamo fatto un’impresa, vinto due campionati di fila, sono molto soddisfatto».
Come l’ha accolta la sua Comacchio?
«Domenica, quando giocheremo in casa e vedremo la gente in tribuna, capiremo meglio. Le vittorie sono risultati che portano pubblico allo stadio, spero che ci sia tanto entusiasmo».
Mancano due partite, come le affronterete?
«Grande festa, ma finché non è finito il campionato, restiamo concentrati. Senza dubbio affronteremo gli ultimi due impegni con chi ha giocato meno».
Ha già pensato cosa fare da “grande”?
«È molto presto per decidere sul prossimo anno, deciderà il presidente».
Che società ha oggi la Comacchiese?
«Dall’anno scorso è nato qualcosa, siamo partiti da zero, la società sta crescendo e stiamo provando a fare grandi cose».
A chi dedica questa promozione?
«Alla mia famiglia, che mi sta sempre vicino, nel bene e nei momenti di difficoltà. Poi, ai ragazzi, che sono stati umili e lì con la testa, al presidente e alla società, che hanno creduto in me, e a tutto il paese di Comacchio».
Mister, ha giocato tra i professionisti, nella Nazionale bulgara: a chi si ispira?
«Tutti gli allenatori che ho avuto mi hanno lasciato qualcosa, poi cerco di trasmettere la mia esperienza ai ragazzi».
Corrado Magnoni
«La strada è ancora lunga - dice Krassimir Chomakov, allenatore-giocatore della Comacchiese -, sono molto soddisfatto e contento di quanto abbiamo fatto, soprattutto per il presidente e per i ragazzi».
In tanti avrebbero voluto la sua posizione di classifica, in primis il Tresigallo; mister, che campionato è stato?
«C’erano altre squadre, non solo il Tresigallo, da tenere d’occhio. Prima di Natale eravamo sotto di 7 punti, ma siamo stati lì con la testa e siamo riusciti a rimontare».
Proprio prima di tagliare il panettone si era paventata l’ipotesi di un avvicendamento in panchina: cosa c’era di vero?
«Non ho mai pensato di dimettermi, in primis per i ragazzi, che hanno sempre creduto in me, e poi per la società, che mi ha sempre sostenuto lasciandomi sereno».
Si sente più allenatore o giocatore?
«“Secondo me sono prima di tutto allenatore, ma quando gioco mi diverto ancora; cerco di fare insieme e bene tutte e due le cose, ma è molto difficile. Diciamo che cerco di fare il mio nel miglior modo possibile, il prossimo anno ci penseremo».
Questo biennio, intanto, non è andato per niente male…
«In due anni abbiamo fatto un’impresa, vinto due campionati di fila, sono molto soddisfatto».
Come l’ha accolta la sua Comacchio?
«Domenica, quando giocheremo in casa e vedremo la gente in tribuna, capiremo meglio. Le vittorie sono risultati che portano pubblico allo stadio, spero che ci sia tanto entusiasmo».
Mancano due partite, come le affronterete?
«Grande festa, ma finché non è finito il campionato, restiamo concentrati. Senza dubbio affronteremo gli ultimi due impegni con chi ha giocato meno».
Ha già pensato cosa fare da “grande”?
«È molto presto per decidere sul prossimo anno, deciderà il presidente».
Che società ha oggi la Comacchiese?
«Dall’anno scorso è nato qualcosa, siamo partiti da zero, la società sta crescendo e stiamo provando a fare grandi cose».
A chi dedica questa promozione?
«Alla mia famiglia, che mi sta sempre vicino, nel bene e nei momenti di difficoltà. Poi, ai ragazzi, che sono stati umili e lì con la testa, al presidente e alla società, che hanno creduto in me, e a tutto il paese di Comacchio».
Mister, ha giocato tra i professionisti, nella Nazionale bulgara: a chi si ispira?
«Tutti gli allenatori che ho avuto mi hanno lasciato qualcosa, poi cerco di trasmettere la mia esperienza ai ragazzi».
Corrado Magnoni
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