Da Ferrara fino in Norvegia per la Ragnarok
Snowkite. Il 19enne Nicola Felisati a Gelio ha chiuso la massacrante gara al 45º posto
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FERRARA. Lo spot della nota bevanda energetica - sponsor di gare vicine all’estremo in tutto il mondo - calza a pennello per il 19enne ferrarese Nicola Felisati. Lui le ali le mette per volare, attaccato a una vela e alla sua passione per lo snowkite.
Questo mix lo ha portato a gareggiare la scorsa settimana nel Red Bull Ragnarok 2017, una gara massacrante a Gelio, in Norvegia, dove lui e gli altri 17 della pattuglia italiana sono arrivati a bordo di un furgone carico di speranze, vele, sci e tavole da snow, dopo un giorno e mezzo di viaggio.
I ferraresi del gruppo sono due; oltre a Nicola c’è l’esperto Emanuele Ferri, che dall’alto dei suoi 46 anni fa da “zio” a tutti.
La passione per il kitesurf a Nicola arriva come un tornado nel 2009, a 11 anni. Estate e inverno li passa a divertirsi nelle acque dei Lidi degli Estensi e di Volano; non importa la temperatura esterna, fondamentale è la presenza del vento. Non soddisfatto della sola acqua, nel febbraio del 2016 Nicola ha il suo primo approccio con lo snowkite al centro Melette 2000 ad Asiago. Ad aprile dello stesso anno consegue il brevetto di Istruttore 1º livello Iko e inizia l’insegnamento all’Adriatico Wind Club di Porto Corsini e all’Este Kite School di Lido degli Estensi. Chiusa l’estate con un’esperienza in Sardegna, l’inverno lo passa ad allenarsi in palestra e in acqua per preparare la Ragnarok 2017.
I geni sportivi a Nicola non mancano certo. Papà Marco è stato campione italiano e nazionale di ginnastica, conquistando parecchi titoli in carriera. Mamma Elena Carlini è stata schermitrice di livello negli anni ’80, sfiorando le Olimpiadi di Los Angeles ’84 dopo una serie infinita di titoli regionali, un titolo nazionale e gare di Coppa del Mondo. Geni che hanno contagiato anche la sorella Giorgia, che gioca a pallamano in serie A.
Non ci si stupisce dunque, che per Nicola, alla ricerca di nuove emozioni, la Ragnarok sia stata un’attrazione fatale, che lo ha portato a essere al via sabato scorso con altri 350 concorrenti provenienti da 27 Paesi. La gara consiste nel percorrere 5 giri con 5 gate per un totale di 130 km nello spot di Hardangervidda con base gara ad Haugastol. La giornata è terribile, con il vento che raggiunge raffiche fino a 30 nodi e in alcuni punti anche 50, su un percorso nuovo e molto difficile, che ha messo a dura prova tutti i kiters. Partono in 350, ma solo 8 arriveranno alla fine nei tempi previsti. In 15 vanno dritti all’ospedale. Nicola chiude la sua gara dopo 5 ore di battaglia al 45º posto, Emanuele sarà 79º. Per essere la prima volta è un ottimo risultato.
Sul volto solo gioia, che nemmeno la fatica massacrante potrà mitigare, anche se ha avuto diversi momenti in cui si è trovato in serie difficoltà a causa delle raffiche forti del vento. Vento che certamente lo porterà adesso verso nuove avventure, d’altronde “Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”.
Dario Cavaliere
Questo mix lo ha portato a gareggiare la scorsa settimana nel Red Bull Ragnarok 2017, una gara massacrante a Gelio, in Norvegia, dove lui e gli altri 17 della pattuglia italiana sono arrivati a bordo di un furgone carico di speranze, vele, sci e tavole da snow, dopo un giorno e mezzo di viaggio.
I ferraresi del gruppo sono due; oltre a Nicola c’è l’esperto Emanuele Ferri, che dall’alto dei suoi 46 anni fa da “zio” a tutti.
La passione per il kitesurf a Nicola arriva come un tornado nel 2009, a 11 anni. Estate e inverno li passa a divertirsi nelle acque dei Lidi degli Estensi e di Volano; non importa la temperatura esterna, fondamentale è la presenza del vento. Non soddisfatto della sola acqua, nel febbraio del 2016 Nicola ha il suo primo approccio con lo snowkite al centro Melette 2000 ad Asiago. Ad aprile dello stesso anno consegue il brevetto di Istruttore 1º livello Iko e inizia l’insegnamento all’Adriatico Wind Club di Porto Corsini e all’Este Kite School di Lido degli Estensi. Chiusa l’estate con un’esperienza in Sardegna, l’inverno lo passa ad allenarsi in palestra e in acqua per preparare la Ragnarok 2017.
I geni sportivi a Nicola non mancano certo. Papà Marco è stato campione italiano e nazionale di ginnastica, conquistando parecchi titoli in carriera. Mamma Elena Carlini è stata schermitrice di livello negli anni ’80, sfiorando le Olimpiadi di Los Angeles ’84 dopo una serie infinita di titoli regionali, un titolo nazionale e gare di Coppa del Mondo. Geni che hanno contagiato anche la sorella Giorgia, che gioca a pallamano in serie A.
Non ci si stupisce dunque, che per Nicola, alla ricerca di nuove emozioni, la Ragnarok sia stata un’attrazione fatale, che lo ha portato a essere al via sabato scorso con altri 350 concorrenti provenienti da 27 Paesi. La gara consiste nel percorrere 5 giri con 5 gate per un totale di 130 km nello spot di Hardangervidda con base gara ad Haugastol. La giornata è terribile, con il vento che raggiunge raffiche fino a 30 nodi e in alcuni punti anche 50, su un percorso nuovo e molto difficile, che ha messo a dura prova tutti i kiters. Partono in 350, ma solo 8 arriveranno alla fine nei tempi previsti. In 15 vanno dritti all’ospedale. Nicola chiude la sua gara dopo 5 ore di battaglia al 45º posto, Emanuele sarà 79º. Per essere la prima volta è un ottimo risultato.
Sul volto solo gioia, che nemmeno la fatica massacrante potrà mitigare, anche se ha avuto diversi momenti in cui si è trovato in serie difficoltà a causa delle raffiche forti del vento. Vento che certamente lo porterà adesso verso nuove avventure, d’altronde “Nessun vento è favorevole per il marinaio che non sa a quale porto vuol approdare”.
Dario Cavaliere
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