Il peso di attaccare sotto la Curva Ovest
Nella ripresa bisognerebbe sempre spingere da quella parte Il muro di folla e il tifo trascinano, e condizionano le rivali
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FERRARA. La Spal bellina, sempre in cerca del gioco ma un po’ accademica del primo tempo dell’altra sera contro il Novara, nella ripresa ha lasciato spazio ad una squadra più determinata, più grintosa, aggressiva, pressante. Non a caso il successo è maturato e si è concretizzato in quella seconda frazione. Condotta attaccando “sotto” la Curva Ovest. Particolare importantissimo, forse decisivo.
Può sembrare un dettaglio, ma non lo è. Quando sceglie il campo, la Spal dovrebbe sempre optare per giocare il secondo tempo spingendo verso il settore dei propri tifosi. Cambiano le prospettive, i punti di riferimento: verso le vecchia Est cosa si vede? Un gigantesco telone, e lo spicchio dei tifosi ospiti sulla sinistra dei biancazzurri. Non è che in tali condizioni la squadra non sappia o non possa sviluppare il proprio calcio, non è che non debba adattarsi ad ogni condizione, non è che si esprima in campo nemico. Ma quando si “inquadra” la Ovest è tutta un’altra musica. Ed è meglio suonarla nei secondi tempi.
Quel muro di folla è impressionante. Una marea umana colorata di biancazzurro che canta a squarciagola, incita a getto continuo, trascina. Gli avversari di turno possono esserne impressionati, il portiere ospite là sotto non deve sentirsi completamente a proprio agio, le rivali vengono schiacciate dal peso della tifoseria spallina. Il cui effetto è esaltante per la squadra di mister Semplici, alimentata da una benzina che moltiplica le forze, che può aiutare a metterci quell’indispensabile qualcosina in più a livello agonistico e di forza mentale. Attaccando da quella parte sai che - in genere - qualcosa può sempre accadere. (p.n.)
Può sembrare un dettaglio, ma non lo è. Quando sceglie il campo, la Spal dovrebbe sempre optare per giocare il secondo tempo spingendo verso il settore dei propri tifosi. Cambiano le prospettive, i punti di riferimento: verso le vecchia Est cosa si vede? Un gigantesco telone, e lo spicchio dei tifosi ospiti sulla sinistra dei biancazzurri. Non è che in tali condizioni la squadra non sappia o non possa sviluppare il proprio calcio, non è che non debba adattarsi ad ogni condizione, non è che si esprima in campo nemico. Ma quando si “inquadra” la Ovest è tutta un’altra musica. Ed è meglio suonarla nei secondi tempi.
Quel muro di folla è impressionante. Una marea umana colorata di biancazzurro che canta a squarciagola, incita a getto continuo, trascina. Gli avversari di turno possono esserne impressionati, il portiere ospite là sotto non deve sentirsi completamente a proprio agio, le rivali vengono schiacciate dal peso della tifoseria spallina. Il cui effetto è esaltante per la squadra di mister Semplici, alimentata da una benzina che moltiplica le forze, che può aiutare a metterci quell’indispensabile qualcosina in più a livello agonistico e di forza mentale. Attaccando da quella parte sai che - in genere - qualcosa può sempre accadere. (p.n.)
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