«Per la Baltur conta solo il gioco»
Basket serie B. D’Alessandro: terza o quarta cambia poco, l’importante è reinserire Benfatto
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CENTO. Il terzo posto è andato. Ora si va a caccia delle ultime vittorie della stagione regolare per consolidare il quarto, che, a meno di un suicidio, arriverà. In fondo, l’obiettivo della Baltur era arrivare tra le prime 4, per evitare un’eventuale gara 3 lontano da Cento al primo turno dei playoff.
Lorenzo “Lollo” D’Alessandro racconta cosa non è andato a Piacenza: «Purtroppo contro squadre di questo calibro non si può sbagliare niente, nemmeno per un attimo - apre la guardia/ala biancorossa, che sta rispondendo presente in quella che per lui è la stagione della verità -, e a Piacenza la chiave è stata non aver tenuto in difesa nell’uno contro uno, il loro penetra e scarica ha fatto saltare le rotazioni difensive. Nel secondo periodo loro si sono incendiati e in fiducia se ne sono andati: in trasferta contro squadre così forti diventa difficile ribaltare il passivo. Siamo quarti, poi, chissà, niente è impossibile. Comunque, la differenza tra arrivare terzi o quarti è minima, dipenderà solo dagli accoppiamenti: c’è un po’ di rammarico, perché conosciamo il nostro potenziale, ma alla fine l’importante è essere fra le quattro».
La sconfitta di Piacenza ha fatto male, ma in fondo non così tanto. D’Alessandro ha una sua idea: «Noi siamo gli stesssi che qualche settimana prima hanno battuto Orzinuovi, non è cambiato niente. Abbiamo perso una partita importante che avrebbe dato un ulteriore segnale, ma l’obiettivo non cambia. I playoff sono un altro campionato, conta arrivarci al completo e in salute; dalla semifinale in poi giocare con Omegna o altre cambia poco, se vuoi arrivare fino in fondo prima o poi devo giocare anche con le più forti. Noi ora dobbiamo lavorare per giocare con Benfatto, lui è uno che sposta gli equilibri: giocare con lui o senza è molto diverso. Abbiamo tutte le carte per arrivare fino in fondo».
“Lollo” è cresciuto parecchio, si è guadagnato minuti e la fiducia del coach, spesso e volentieri buttato nella mischia già nello starting five. Alla domanda se si sente, adesso, un giocatore di serie B, sorride: «Me lo hai già chiesto qualche mese fa... Ora rispondo che, rispetto all’inizio del campionato, ho acquisito sicurezza nei miei mezzi, quindi dico di sì, mi sento un giocatore di questa categoria, perché posso aiutare la squadra: mi sento parte del gruppo, maturato, posso davvero dare una mano ai miei compagni per arrivare fino in fondo. Mi sto ritagliando il giusto minutaggio, a seconda dell’avversario che incontriamo, del tipo di difesa che dobbiamo attaccare. Quando le difese si schiacciano molto sotto e si riempie l’area, allora io ho più possibilità di essere pericoloso; in caso contrario, Bedetti, che è giocatore diverso da me, ha più spazio. L’allenatore è bravo a gestirci».
Deve ancora crescere in difesa e nelle scelte, ma, rispetto allo scorso anno, una cosa è certa: D’Alessandro in serie B ci sta alla grande.
Domenica Baltur in casa contro Vicenza, squadra già maltrattata pesantemente all’andata. Sarà l’occasione per salutare Demartini, ex di giornata.
Simone Gagliardi
Lorenzo “Lollo” D’Alessandro racconta cosa non è andato a Piacenza: «Purtroppo contro squadre di questo calibro non si può sbagliare niente, nemmeno per un attimo - apre la guardia/ala biancorossa, che sta rispondendo presente in quella che per lui è la stagione della verità -, e a Piacenza la chiave è stata non aver tenuto in difesa nell’uno contro uno, il loro penetra e scarica ha fatto saltare le rotazioni difensive. Nel secondo periodo loro si sono incendiati e in fiducia se ne sono andati: in trasferta contro squadre così forti diventa difficile ribaltare il passivo. Siamo quarti, poi, chissà, niente è impossibile. Comunque, la differenza tra arrivare terzi o quarti è minima, dipenderà solo dagli accoppiamenti: c’è un po’ di rammarico, perché conosciamo il nostro potenziale, ma alla fine l’importante è essere fra le quattro».
La sconfitta di Piacenza ha fatto male, ma in fondo non così tanto. D’Alessandro ha una sua idea: «Noi siamo gli stesssi che qualche settimana prima hanno battuto Orzinuovi, non è cambiato niente. Abbiamo perso una partita importante che avrebbe dato un ulteriore segnale, ma l’obiettivo non cambia. I playoff sono un altro campionato, conta arrivarci al completo e in salute; dalla semifinale in poi giocare con Omegna o altre cambia poco, se vuoi arrivare fino in fondo prima o poi devo giocare anche con le più forti. Noi ora dobbiamo lavorare per giocare con Benfatto, lui è uno che sposta gli equilibri: giocare con lui o senza è molto diverso. Abbiamo tutte le carte per arrivare fino in fondo».
“Lollo” è cresciuto parecchio, si è guadagnato minuti e la fiducia del coach, spesso e volentieri buttato nella mischia già nello starting five. Alla domanda se si sente, adesso, un giocatore di serie B, sorride: «Me lo hai già chiesto qualche mese fa... Ora rispondo che, rispetto all’inizio del campionato, ho acquisito sicurezza nei miei mezzi, quindi dico di sì, mi sento un giocatore di questa categoria, perché posso aiutare la squadra: mi sento parte del gruppo, maturato, posso davvero dare una mano ai miei compagni per arrivare fino in fondo. Mi sto ritagliando il giusto minutaggio, a seconda dell’avversario che incontriamo, del tipo di difesa che dobbiamo attaccare. Quando le difese si schiacciano molto sotto e si riempie l’area, allora io ho più possibilità di essere pericoloso; in caso contrario, Bedetti, che è giocatore diverso da me, ha più spazio. L’allenatore è bravo a gestirci».
Deve ancora crescere in difesa e nelle scelte, ma, rispetto allo scorso anno, una cosa è certa: D’Alessandro in serie B ci sta alla grande.
Domenica Baltur in casa contro Vicenza, squadra già maltrattata pesantemente all’andata. Sarà l’occasione per salutare Demartini, ex di giornata.
Simone Gagliardi
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