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«La Spal c’è e può farcela a salire in A» 

«La Spal c’è e può farcela a salire in A» 

Colombarini non si nasconde più ma avverte: servono equilibrio e piedi sempre per terra

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Patron Simone Colombarini, la Spal col Novara è tornata sulla retta via dopo le due sconfitte?
«È arrivato un successo molto importante dopo due battute di arresto di fila. Per la verità dal punto di vista del gioco c’era nulla da imputare per quel che riguarda la sfida contro il Frosinone, forse solo la gara contro l’Avellino non è stata affrontata con l’approccio giusto. Contro il Novara, invece, si è visto un gran bell’atteggiamento della squadra che soprattutto nel secondo tempo ha fatto capire di volere vincere».
Mancano otto giornate alla fine e si è costruito un margine di tre punti sul Verona terzo...
«Noi dobbiamo pensare solamente alle nostre partite e a fare bene. Poi, solo poi, guardare cosa fanno gli altri. Non ci saranno partite facili da qui alla fine perché tutte le squadre hanno ancora un obiettivo: quindi gare facili non ce ne saranno a partire da domenica a Brescia».
Che tipo di gara si attende allo stadio Rigamonti?
«Complicata. Loro vengono da quattro pareggi di fila da quando hanno cambiato allenatore. Sono invischiati nella zona retrocessione, probabilmente vorranno vincere perché a forza di fare un punto alla volta non è facile allontanarsi dalle zone calde. Sarà senz’altro una battaglia».
Condivide l’opinione del direttore generale Davide Vagnati che queste sono le otto partite più importanti della storia della Spal degli ultimi 50-60 anni?
«Il “direttore” è giovane e ci sta dica così. Di sicuro ci sono tante generazioni che non hanno mai visto la Spal in A e già il solo lottare per raggiungere un obiettivo di questo genere è qualcosa di fantastico; chi magari segue la Spal da più di cinquant’anni vede le cose in un’altra ottica. Tutte le opinioni sono legittime».
A proposito di opinioni: che idea si è fatto degli sbalzi di umore da parte dei tifosi che oscillano dal catastrofismo dopo le due sconfitte alla nuova esaltazione post successo col Novara?
«È normale che sia così: il tifoso vive di emozioni. Penso che sia così dappertutto. Due sconfitte di fila non le vedevamo da settembre e molti hanno visto in questo un campanello d’allarme. Per fortuna non tutti hanno un umore così mutevole. Noi dobbiamo non esaltarci mai, mantenere i piedi ben ancorati a terra, questo è il tipo di atteggiamento giusto per potere centrare il grandissimo obiettivo per il quale siamo in lizza. Dobbiamo rimanere sempre equilibrati con la consapevolezza che siamo primi, secondi o terzi in serie B e quindi ogni sentimento di delusione sarebbe qualcosa di esagerato e fuori luogo. Noi dobbiamo avere tutti la consapevolezza che ci siamo e ce la possiamo fare».
A volte nei bar e nei social, si dice e si è letto dopo le due sconfitte “non vogliono andare su”. Come commenterebbe queste frasi?
«Questa penso che sia l’assurdità più grande che si può dire o scrivere. Non c’è motivazione alcuna per la quale non si dovrebbe volere andare su. Andare nella categoria superiore è sinonimo di maggiori contributi e anche se si dovesse poi di nuovo retrocedere in serie B ci sarebbe poi pure il paracadute dal punto di vista economico. Per non parlare poi di cosa vorrebbe dire “salire” per la carriera di tutti. Questa è una affermazione che proprio non sta in piedi».
Gradinata riaperta da qui alla fine del campionato o non più?
«Noi chiediamo ogni volta, siamo quasi stanchi di chiedere. Noi lo vorremmo comunque sempre per cercare di accontentare quante più persone possibili per di più in una situazione nella quale le prossime squadre in arrivo a Ferrara, dal Trapani alla Pro Vercelli ad eccezione dal Bari all’ultima, non porteranno tanti tifosi ospiti. Noi auspichiamo che ci possa essere la possibilità di vederla riaperta».
Esauriti i 1000 biglietti ospiti per Brescia nemmeno all’ultimo ce ne saranno altri?
«Non credo, il loro settore ospiti è anche stato ridotto, contiene quelli e non credo ce ne saranno altri».
Andrea Tebaldi
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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