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Bondi alla ricerca di una sola maledetta vittoria 

Bondi alla ricerca di una sola maledetta vittoria 

Basket A2. Coach Furlani e quell’ultimo difficile passo «È il momento della grande difficoltà: serve energia» 

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FERRARA. A Trieste, domani pomeriggio, per cogliere la «maledetta vittoria», come l’ha chiamata coach Adriano Furlani, che garantirebbe ai biancazzurri la quasi matematica salvezza. «Abbiamo la necessità di esserci - dice il tecnico della Bondi -, come il bisogno di giocare di squadra, costruendo noi le situazioni».
Il messaggio è forte e chiaro.
«A livello di energia fisica non possiamo farci mettere i piedi in testa. Non ci siamo fatti mancare niente: abbiamo raccolto bellissime soddisfazioni, adesso è il momento della grande difficoltà, generata da situazioni esterne. Dobbiamo capire ciò che ci riserverà questo finale di stagione. Non siamo tranquilli, anche perché non abbiamo ancora la serenità di un risultato certo. I ragazzi hanno ancora la volontà e la voglia di provare a raggiungere un risultato non solo per demerito altrui, ma pure per meriti nostri».
Domani, Trieste...
«Andiamo per giocarcela, ben cosci che comunque le ultime due gare possono essere quelle decisive. Adesso Trieste è in un momento di condizione fisico-atletica-mentale importante. Il loro ko a Udine ha rigenerato una Trieste molto pimpante, che fino in fondo potrà competere per un importante risultato. L’Alma ha una fisionomia ben precisa: roster lungo, composto da giocatori intercambiabili. È l’atteggiamento a fare la differenza. Domani vincerà la squadra forse meno pronta dal punto di vista tecnico-tattico, ma più in gas, con energie fisiche da spendere. Andiamo a giocare in un campo difficilissimo».
A livello fisico fondamentale sarà tenere botta.
«Siamo contati e limitati nelle rotazioni. A livello di energia non dobbiamo uscire massacrati, l’approccio mentale alla gara non deve essere arrendevole».
Messaggio finale?
«Chi ci verrà a seguire è davvero encomiabile, i nostri tifosi sono riusciti a trasmettere la loro passione, ricevendo in cambio anche alcune importanti soddisfazioni. C’è questa simbiosi fra pubblico e squadra, che va amata per le sue follie ed incongruenze. A noi manca ancora un ulteriore passettino per garantirci di festeggiare assieme un risultato che il pubblico merita, la città merita, la Ferrara sportiva merita. E che anche questi ragazzi si meritano di raggiungere».
Due parole su Josh Steel?
«E’ molto giovane, atleticamente ben impostato. Basta così».
La sensazione è che il diesse Pasi alla fine virerà su altri profili. Si parla di Hordur Vilhjalmsson (islandese) e di Jonas Jarvelainen (lettone).
Lorenzo Montanari

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