Pratiche illecite per la cittadinanza Coinvolto il Kaos
Bufera sul calcio a 5: oltre 300 i brasiliani coinvolti Sette sono del team estense. Il club: noi siamo parte lesa
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FERRARA. È bufera sul calcio a cinque italiano, ma ci sono anche calciatori professionisti che militano in squadre di massima serie in Italia, Francia, Portogallo e Brasile - come Bruno Corsini Henrique del Palermo e Gabriel Boschilia del Monaco, compagine di Ligue 1 peraltro ancora in corsa in Champions League - tra i 300 sudamericani, perlopiù brasiliani, che sono riusciti a ottenere illecitamente la cittadinanza italiana dietro compenso, rivolgendosi a un impiegato del Comune napoletano di Brusciano (il 57enne Michele Di Maio) e al titolare di un’agenzia di pratiche amministrative di Terni (il 43enne italo-brasiliano Luis Sonda), entrambi finiti ai domiciliari. Le persone coinvolte, ottenendo la cittadinanza, aggiravano le norme che limitano l’ingresso in squadra di calciatori extracomunitari.
Tra questi, sette giocatori dell’Under 21 del Kaos Ferrara. Sei attualmente con i neri e uno in prestito a Rieti. Tutti brasiliani: Luan Felipe Fiuza, nato a Curitiba il 2 agosto 1998; Mateus Neuhaus Garcia, nato a Sant’Angelo il 26 marzo 1997; Pedro Henrique Figliero da Silva, nato a Sant’Angelo il 12 giugno 1997; Lucas Baroni, nato a Charrua il 23 giugno 1997; Guillherme Arruda Zonta, nato Cascavel il 7 maggio 1997 e Fortuna de Lemos Tiago, nato ad Sananduva il 29 gennaio 1997; nel Rieti (serie A), Luis Felipe Naibo Turmena, nato a Erechim il 10 gennaio 1991.
C’è, anche, l’ammissione di un dirigente del Kaos stesso il quale ha dichiarato agli inquirenti di aver versato 3.700 euro a Luis Sonda e somme tra gli 85 e i 150 euro per ogni pratica per ottenere le cittadinanze italiane per almeno cinque giocatori brasiliani. “Soldi che venivano versati per procurare illegalmente l’ingresso e la permanenza nel territorio italiano o comunque nella Unione Europea” scrive Daniela Critelli, il gip del tribunale di Nola. Si tratta di documenti che attestavano lo “iure sanguinis” (parentela), il riconoscimento per uno straniero della cittadinanza italiana quando è il figlio di padre o madre italiani o con avi italiani, anche se emigrato all’estero. L’indagine è partita nel maggio del 2016, quando un dirigente della questura di Terni ha segnalato alcune anomalie rilevate nell’ambito di alcune pratiche. L’analisi delle 400 pratiche sospette ha evidenziato che in 191 casi mancavano indicazioni cruciali sui moduli o documentazione fondamentale come certificati di matrimonio. Addirittura, molte persone risultano residenti nell’abitazione di Di Maio.
Ieri sera il Kaos, chiamato in causa dal gip Critelli, ha comunicato di essere “estraneo ai fatti e di non conoscere nel dettaglio i termini della vicenda”. Successivamente, il club estense ha fornito alcuni particolari: che era al corrente delle indagini e che a settembre, convocato dai carabinieri di Ferrara, ha collaborato fattivamente e pienamente. La società ha fatto il nome di Luis Vanderlei Sonda, precisando che si è rivolta all’agenzia Interamina International di Sonda quale professionista incaricato del disbrigo di pratiche di tesseramento. L’iter per ottenere la cittadinanza è stato quindi seguito da Sonda e il Kaos non è mai materialmente entrato in possesso dei documenti. Il team si ritiene, dunque, parte lesa.
Tra questi, sette giocatori dell’Under 21 del Kaos Ferrara. Sei attualmente con i neri e uno in prestito a Rieti. Tutti brasiliani: Luan Felipe Fiuza, nato a Curitiba il 2 agosto 1998; Mateus Neuhaus Garcia, nato a Sant’Angelo il 26 marzo 1997; Pedro Henrique Figliero da Silva, nato a Sant’Angelo il 12 giugno 1997; Lucas Baroni, nato a Charrua il 23 giugno 1997; Guillherme Arruda Zonta, nato Cascavel il 7 maggio 1997 e Fortuna de Lemos Tiago, nato ad Sananduva il 29 gennaio 1997; nel Rieti (serie A), Luis Felipe Naibo Turmena, nato a Erechim il 10 gennaio 1991.
C’è, anche, l’ammissione di un dirigente del Kaos stesso il quale ha dichiarato agli inquirenti di aver versato 3.700 euro a Luis Sonda e somme tra gli 85 e i 150 euro per ogni pratica per ottenere le cittadinanze italiane per almeno cinque giocatori brasiliani. “Soldi che venivano versati per procurare illegalmente l’ingresso e la permanenza nel territorio italiano o comunque nella Unione Europea” scrive Daniela Critelli, il gip del tribunale di Nola. Si tratta di documenti che attestavano lo “iure sanguinis” (parentela), il riconoscimento per uno straniero della cittadinanza italiana quando è il figlio di padre o madre italiani o con avi italiani, anche se emigrato all’estero. L’indagine è partita nel maggio del 2016, quando un dirigente della questura di Terni ha segnalato alcune anomalie rilevate nell’ambito di alcune pratiche. L’analisi delle 400 pratiche sospette ha evidenziato che in 191 casi mancavano indicazioni cruciali sui moduli o documentazione fondamentale come certificati di matrimonio. Addirittura, molte persone risultano residenti nell’abitazione di Di Maio.
Ieri sera il Kaos, chiamato in causa dal gip Critelli, ha comunicato di essere “estraneo ai fatti e di non conoscere nel dettaglio i termini della vicenda”. Successivamente, il club estense ha fornito alcuni particolari: che era al corrente delle indagini e che a settembre, convocato dai carabinieri di Ferrara, ha collaborato fattivamente e pienamente. La società ha fatto il nome di Luis Vanderlei Sonda, precisando che si è rivolta all’agenzia Interamina International di Sonda quale professionista incaricato del disbrigo di pratiche di tesseramento. L’iter per ottenere la cittadinanza è stato quindi seguito da Sonda e il Kaos non è mai materialmente entrato in possesso dei documenti. Il team si ritiene, dunque, parte lesa.
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