Bondi: una mission impossible contro l’inviolabile Trieste
Basket A2. Alle 18 estensi sul parquet di un’Alma vincitutto Senza Roderick cogliere punti salvezza sembra durissima
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FERRARA. E’ vero che la Bondi è la squadra delle vittorie impossibili, ma immaginare che oggi (palla a due alle 18) possa andare a strappare i due punti all’Alma Trieste è forse eccessivo. Poi è vero, nessun giocatore va mai in campo per perdere. E così faranno i giocatori della Bondi. Ma ci sono molti indizi che depongono a favore dei padroni di casa rispetto a una eventuale vittoria estense. Primo fra tutti la sostanziale imbattibilità del palasport triestino, violato una sola volta quest’anno, per mano di Treviso. È successo alla prima giornata, quando la De Longhi ha battuto l’Alma 66-70 in quella che fino ad ora è stata l’unica sconfitta interna, per quello che è un record del girone Est della A2. L’Alma sul proprio campo ha una marcia in più. Che non è solo il calore del proprio pubblico, ma anche la determinazione di una squadra che nel tempo ha unito al grande fervore agonistico la capacità di gestire con saggezza il ritmo delle gare. Questo ha fatto di Trieste una delle squadre rivelazione del torneo, capace di tenere il passo delle favorite. Con pieno merito l’Alma si trova a concorrere per le prime posizioni della griglia playoff. Dopo un piccolo e leggero calo, la squadra dell’esperto coach Dalmasson ha ripreso quota battendo in sequenza la Virtus Bologna e Mantova, e ora vuole continuare in velocità anche l’ultimo spicchio di stagione regolare.
Di segno completamente diverso il momento della Bondi. In ballo c’è sempre una salvezza da conquistare e che continua a tenere in ansia squadra, società e pubblico. Come se non bastasse a complicare il quadro ci si è pure messo Terrence Roderick che, come un fulmine a ciel sereno, ha fatto le valigie e se n’è tornato negli Stati Uniti. Così ora Ferrara si trova senza un americano proprio nel momento decisivo della stagione. Per prima cosa la società ha cercato di correre ai ripari, cercando comunitari liberi sul mercato. Sono stati trovati un paio di giocatori, ma poi si è deciso di attendere. In prova c’è stato il giovane inglese Josh Steel, ma è già stato rimandato a casa. E allora mercato sospeso per capire cosa combinano le dirette concorrenti nella corsa per evitare i playout, per poi decidere il da farsi. Intanto la Bondi andrà ad affrontare Trieste senza uno dei due americani, ripetendo quanto successo nella sfida di andata (persa 76-67) dove Ferrara fu priva (anche lì a sorpresa) di Bowers, che decise di non giocare per stare vicino alla moglie che aveva appena partorito.
Pure Trieste in settimana ha avuto qualche assenza (fuori fino a giovedì Green e Bossi), ma oggi sarà al completo e pronta a tenersi stretta i due punti. Mentre Ferrara, che non avrà Roderick ma potrà contare sul rientro di Moreno dopo la giornata di squalifica, dovrà fare di necessità e provare a mettere qualche sassolino in un ingranaggio davvero ben oliato. L’Alma ha negli americani due veri trascinatori: Green e Park, guardia e ala, segnano 30 punti di media a partita catturando 13 rimbalzi. Altra bocca da fuoco è Da Ros, mentre la qualità degli italiani come Bossi, Pecile, Cittadini e Prandin non la si scopre certo oggi. La Bondi prova a fare di necessità virtù. «Andremo a giocarcela sereni – ha detto alla vigilia il capitano Riccardo Cortese - non avendo nulla da perdere, sebbene noi per assurdo giochiamo meglio proprio contro le squadre come Trieste, cioè le più forti del campionato. Mi verrebbe da dire che queste sono le nostre partite, perciò faremo del nostro meglio».
Mauro Cavina
Di segno completamente diverso il momento della Bondi. In ballo c’è sempre una salvezza da conquistare e che continua a tenere in ansia squadra, società e pubblico. Come se non bastasse a complicare il quadro ci si è pure messo Terrence Roderick che, come un fulmine a ciel sereno, ha fatto le valigie e se n’è tornato negli Stati Uniti. Così ora Ferrara si trova senza un americano proprio nel momento decisivo della stagione. Per prima cosa la società ha cercato di correre ai ripari, cercando comunitari liberi sul mercato. Sono stati trovati un paio di giocatori, ma poi si è deciso di attendere. In prova c’è stato il giovane inglese Josh Steel, ma è già stato rimandato a casa. E allora mercato sospeso per capire cosa combinano le dirette concorrenti nella corsa per evitare i playout, per poi decidere il da farsi. Intanto la Bondi andrà ad affrontare Trieste senza uno dei due americani, ripetendo quanto successo nella sfida di andata (persa 76-67) dove Ferrara fu priva (anche lì a sorpresa) di Bowers, che decise di non giocare per stare vicino alla moglie che aveva appena partorito.
Pure Trieste in settimana ha avuto qualche assenza (fuori fino a giovedì Green e Bossi), ma oggi sarà al completo e pronta a tenersi stretta i due punti. Mentre Ferrara, che non avrà Roderick ma potrà contare sul rientro di Moreno dopo la giornata di squalifica, dovrà fare di necessità e provare a mettere qualche sassolino in un ingranaggio davvero ben oliato. L’Alma ha negli americani due veri trascinatori: Green e Park, guardia e ala, segnano 30 punti di media a partita catturando 13 rimbalzi. Altra bocca da fuoco è Da Ros, mentre la qualità degli italiani come Bossi, Pecile, Cittadini e Prandin non la si scopre certo oggi. La Bondi prova a fare di necessità virtù. «Andremo a giocarcela sereni – ha detto alla vigilia il capitano Riccardo Cortese - non avendo nulla da perdere, sebbene noi per assurdo giochiamo meglio proprio contro le squadre come Trieste, cioè le più forti del campionato. Mi verrebbe da dire che queste sono le nostre partite, perciò faremo del nostro meglio».
Mauro Cavina
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