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Una Bondi senza risorse cade a Trieste 

Una Bondi senza risorse cade a Trieste 

Roderick è scappato, Cortese infortunato In sei giocano col cuore fino al 35’ con una big

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TRIESTE . Non era certo il giorno per conquistare la decisiva vittoria salvezza. Vuoi per l’avversario, vuoi anche per l’organico estremamente ridotto che Adriano Furlani s’è trovato ad amministrare. Senza la sua stella Roderick, tornata anzi tempo negli Stati Uniti lasciando compagni, società e tifosi a bocca aperta, e ieri senza il proprio leader emotivo nonché capitano Riccardo Cortese (ai box per un guaio al polpaccio) la Bondi più operaia che si è mai vista è riuscita a tenere in scacco l’Alma per più di tre quarti di partita. Hanno giocato in sei, con l’aiuto di un paio di baby. Certo, alla fine è arrivata una sconfitta, ma solo perché la fortissima Trieste è riuscita a pigiare sull’acceleratore proprio quando Ferrara aveva ormai la lingua fuori ed aveva spesso tutte le energie che aveva in corpo.
Ecco, allora, che il meno sedici finale ha i connotati severi perché Ferrara ha combattuto e giocato con sale in zucca, come forse mai aveva fatto. Partendo dal piano tattico della gara ideato da Furlani e dal suo staff, passando per una interpretazione corretta da parte di una squadra che, guardando in faccia i propri limiti, ha capito come doveva affrontare una Trieste che sul proprio campo, fino ad ora, ha perso solo una volta e che per come sta giocando resta una delle favorite alla promozione in serie A. Una sconfitta dà sempre fastidio, ma a fine partita nell’entourage della Bondi non c’era delusione. In primo luogo per la prova mostrata dalla squadra. E in seconda battuta perché da Bologna è arrivata la notizia che Chieti ha perso, restando a quattro punti di distanza la “maledetta vittoria” - per dirla con le parole di Furlani - non è arrivata ma la zona play out è ancora a distanza di sicurezza. Con due sole giornate da giocare. Come si pensava, diventa importante, se non decisiva, la gara di sabato prossimo contro Verona. Dove Ferrara conta di recuperare Cortese e, magari, inserire anche un puntello. Ma se lo spirito è quello mostrato contro l’Alma Trieste, c’è da essere ottimisti.
Dopo una settimana turbolenta, con la partenza di Roderick e il perdurare dei problemi fisici di Cortese, stare in partita fino al 35’ con Trieste è una mezza vittoria. Quasi un pareggio, per dirla in termini calcistici. Che la Bondi ha ottenuto facendo leva sulla tattica. Con una difesa a zona che in più di una occasione ha messo in difficoltà Trieste. Poi il ritmo lento in fase offensiva, che ha avuto l’effetto di spezzare le trame di gioco della squadra di Dalmasson. Brava la Bondi a cercare spesso i suoi lunghi, facendo arrivare la palla in area con puntualità. Lì Trieste faceva fatica sulle rotazioni e si trovava spesso in affanno. Nonostante questo, dopo un primo mini allungo, la Bondi ha lasciato strada a Trieste che è andata sul +9 (24-15). Colpendo da lontano l’Alma è arrivata fino al 31-20 prima che Ferarra, dopo tanto gioco interno, trovasse qualche canestro dall’arco con Moreno. Ed è dalla mano di Bowers che è arrivato il 37-35 del 19’, autentica boccata di ossigeno.
Il meglio è arrivato nel terzo periodo. Ferrara continua ad addormentare la gara, soffocando ogni corsa avversaria e dopo la schiacciata di Parks per il 47-36 sono ancora i biancazzurri a fare il match. Un parziale di 20-9 in 19’ con canestri da lontano di Moreno, incursioni di Molinaro e cesti da sotto di Pellegrino. Morale, ad inizio terzo quarto la tripla di Mastellari fissa il +3 (56-59) al 31’. Trieste sembra non trovare il filo del gioco, Ferrara resta avanti. Errori, palle perse: gara sempre punto a punto. Siamo al 35’, la Bondi ha evidenti problemi di tenuta, Trieste no. E si vede. Green e Parks cominciano a correre, il Pala Trieste diventa una bolgia e sul 76-61 la gara è chiusa. Ma per la Bondi non è una serataccia.
Mauro Cavina

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