basket serie b - parla coach Benedetto
«Alla Baltur manca ancora continuità ma c’è un po’ di tempo per lavorarci»
CENTO. La Baltur piega senza troppa fatica Vicenza e ora è quarta. Un tormentone ancora non definitivo, in quanto due eventuali sconfitte di Piacenza nelle ultime due giornate aprirebbero le porte...
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CENTO. La Baltur piega senza troppa fatica Vicenza e ora è quarta. Un tormentone ancora non definitivo, in quanto due eventuali sconfitte di Piacenza nelle ultime due giornate aprirebbero le porte del terzo posto: utopia. Lecco, l’unica che poteva strappare la quarta piazza alla Baltur, è caduta malamente a Faenza. E quarto posto sia.
La partita di domenica non è mai stata in discussione; Baltur a tratti schiacciante, a tratti no. Un po’ troppo discontinua. Tipico di chi ancora sta cercando una sua precisa identità in vista dei playoff. Sembra una barzelletta, perché il campionato non è iniziato ieri, ma da sette mesi; ma è davvero così, perché la Balture, nel corso della stagione, ha dovuto cambiare assetto tante, troppe volte: «Siamo quarti: lo meritava la società, lo meritavano i ragazzi e lo meritavano i nostri tifosi, che ci seguono ovunque. Questa categoria - ricorda coach Giovanni Benedetto - è imprevedibile, ogni settimana c’è sempre un risultato a sorpresa, di scontato non c’è nulla e il nostro girone è senza ombra di dubbio quello qualitativamente migliore. Non sappiamo ancora contro chi giocheremo, ma intanto dico che entriamo nei playoff dalla porta principale, perché essere quarti vuol dire giocare un’eventuale gara tre in casa al primo turno. Ci restano due partite da affrontare serenamente, recuperare energie e tutti i giocatori per quello che sarà un altro campionato, perché ai playoff è davvero tutto diverso».
Una dedica speciale per chi i playoff li osserverà dalla tribuna: «Dedichiamo questo risultato a Seba Vico e alla sua signora, dando il benvenuto alla loro prima figlia, la piccola Nicole».
Tornando al basket, inevitabile chiedergli perché la Baltur vada così tanto a strappi. Anche domenica, pur non avendo mai rischiato, non ha mai preso per le corna la partita, tenendo Vicenza quasi sempre a dieci punti, distanza non troppo rassicurante. Benedetto non nega che gli alti e bassi sono da sempre una caratteristica di questa squadra, sulla quale occorre lavorare: «Questo andamento non sempre costante è da limitare, non è una novità e lo sappiamo. Si migliora dando ulteriori certezze al gruppo, attendiamo di avere al cento per cento Benfatto e di rivedere Andreaus nei playoff; e attendiamo maggior continuità da parte dei nostri giovani. Vi garantisco che ci sono ragazzi con un talento impressionante; per crescere anche i più giovani (Brighi, Chiera e D’Alessandro) devono abituarsi a giocare ad alti livelli, per vincere».
Domenica non sono mancati segnali positivi, come l’attacco alla zona, decisamente migliorato. E attaccarla con Benfatto in campo è un altro vivere. È giusto responsabilizzare i più giovani, come fa Benedetto, dai quali attende una volta per tutte un’esplosione ancora non arrivata, ma alla fine ai playoff la differenza da sempre la fanno i più esperti: scommettere su Pignatti o Benfatto è una garanzia.
Simone Gagliardi
La partita di domenica non è mai stata in discussione; Baltur a tratti schiacciante, a tratti no. Un po’ troppo discontinua. Tipico di chi ancora sta cercando una sua precisa identità in vista dei playoff. Sembra una barzelletta, perché il campionato non è iniziato ieri, ma da sette mesi; ma è davvero così, perché la Balture, nel corso della stagione, ha dovuto cambiare assetto tante, troppe volte: «Siamo quarti: lo meritava la società, lo meritavano i ragazzi e lo meritavano i nostri tifosi, che ci seguono ovunque. Questa categoria - ricorda coach Giovanni Benedetto - è imprevedibile, ogni settimana c’è sempre un risultato a sorpresa, di scontato non c’è nulla e il nostro girone è senza ombra di dubbio quello qualitativamente migliore. Non sappiamo ancora contro chi giocheremo, ma intanto dico che entriamo nei playoff dalla porta principale, perché essere quarti vuol dire giocare un’eventuale gara tre in casa al primo turno. Ci restano due partite da affrontare serenamente, recuperare energie e tutti i giocatori per quello che sarà un altro campionato, perché ai playoff è davvero tutto diverso».
Una dedica speciale per chi i playoff li osserverà dalla tribuna: «Dedichiamo questo risultato a Seba Vico e alla sua signora, dando il benvenuto alla loro prima figlia, la piccola Nicole».
Tornando al basket, inevitabile chiedergli perché la Baltur vada così tanto a strappi. Anche domenica, pur non avendo mai rischiato, non ha mai preso per le corna la partita, tenendo Vicenza quasi sempre a dieci punti, distanza non troppo rassicurante. Benedetto non nega che gli alti e bassi sono da sempre una caratteristica di questa squadra, sulla quale occorre lavorare: «Questo andamento non sempre costante è da limitare, non è una novità e lo sappiamo. Si migliora dando ulteriori certezze al gruppo, attendiamo di avere al cento per cento Benfatto e di rivedere Andreaus nei playoff; e attendiamo maggior continuità da parte dei nostri giovani. Vi garantisco che ci sono ragazzi con un talento impressionante; per crescere anche i più giovani (Brighi, Chiera e D’Alessandro) devono abituarsi a giocare ad alti livelli, per vincere».
Domenica non sono mancati segnali positivi, come l’attacco alla zona, decisamente migliorato. E attaccarla con Benfatto in campo è un altro vivere. È giusto responsabilizzare i più giovani, come fa Benedetto, dai quali attende una volta per tutte un’esplosione ancora non arrivata, ma alla fine ai playoff la differenza da sempre la fanno i più esperti: scommettere su Pignatti o Benfatto è una garanzia.
Simone Gagliardi
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