Inter, a rischio anche l’Europa League
Dopo il crollo di Crotone lunedì di lavoro e ritiro anticipato di un giorno
2 MINUTI DI LETTURA
MILANO. Processo all'Inter, franata senza orgoglio sul campo del Crotone dove tutte le grandi hanno vinto. I dirigenti accusano, accusa anche Stefano Pioli che forse incassa una fiducia passeggera ma che, inevitabilmente, sarà il primo a finire sulla graticola.
La stagione rischia di chiudersi con una implosione drammatica. Fallito l'obiettivo Champions, è tangibile il rischio di lasciarsi sfuggire anche la più modesta Europa League, competizione alla quale l'Inter sembra allergica. La resa dei conti va in scena ad Appiano Gentile dove si ritrovano Ausilio, Gardini, Zanetti e Pioli per strapazzare i giocatori. Dopo il danno, si rischia la beffa: sabato il derby con un Milan galvanizzato dalla vittoria contro il Palermo e avanti in classifica. Poi, Fiorentina e Napoli: la società vuole limitare i danni in previsione di una nuova, l'ennesima, rivoluzione di una squadra che non trova pace, instabile e fragile, forse pure arrogante come dice Piero Ausilio. Niente giorno di riposo e ritiro anticipato di appena un giorno: una punizione a metà per i giocatori a capo chino di fronte alle loro responsabilità. Poco onore, scarso attaccamento alla maglia, nessuna fame. Il Crotone ha corso e sudato, si è impegnato e ci ha creduto portando a casa una vittoria meritata. I campioni dell'Inter latitano, Icardi non segna fuori casa e ultimamente neanche a San Siro. È un campione ma non del tutto, lontano dalla classe cristallina di stelle come Dybala e Higuain, di Insigne o Belotti. Bene fa Bauza a escluderlo, per ora, dalla Nazionale argentina. L'Inter non è ancora una grande squadra. Pioli è un allenatore serio e concreto ma il tasso tecnico è troppo povero per coltivare traguardi ambiziosi. Suning sta a guardare ma - di certo - la proprietà è irritata e delusa. La tentazione di far cadere l'ennesimo allenatore è forte nel solco di una tradizione consolidata dai tempi di Moratti a oggi.
La stagione rischia di chiudersi con una implosione drammatica. Fallito l'obiettivo Champions, è tangibile il rischio di lasciarsi sfuggire anche la più modesta Europa League, competizione alla quale l'Inter sembra allergica. La resa dei conti va in scena ad Appiano Gentile dove si ritrovano Ausilio, Gardini, Zanetti e Pioli per strapazzare i giocatori. Dopo il danno, si rischia la beffa: sabato il derby con un Milan galvanizzato dalla vittoria contro il Palermo e avanti in classifica. Poi, Fiorentina e Napoli: la società vuole limitare i danni in previsione di una nuova, l'ennesima, rivoluzione di una squadra che non trova pace, instabile e fragile, forse pure arrogante come dice Piero Ausilio. Niente giorno di riposo e ritiro anticipato di appena un giorno: una punizione a metà per i giocatori a capo chino di fronte alle loro responsabilità. Poco onore, scarso attaccamento alla maglia, nessuna fame. Il Crotone ha corso e sudato, si è impegnato e ci ha creduto portando a casa una vittoria meritata. I campioni dell'Inter latitano, Icardi non segna fuori casa e ultimamente neanche a San Siro. È un campione ma non del tutto, lontano dalla classe cristallina di stelle come Dybala e Higuain, di Insigne o Belotti. Bene fa Bauza a escluderlo, per ora, dalla Nazionale argentina. L'Inter non è ancora una grande squadra. Pioli è un allenatore serio e concreto ma il tasso tecnico è troppo povero per coltivare traguardi ambiziosi. Suning sta a guardare ma - di certo - la proprietà è irritata e delusa. La tentazione di far cadere l'ennesimo allenatore è forte nel solco di una tradizione consolidata dai tempi di Moratti a oggi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
