basket serie b - parla pignatti
«Baltur nelle mani dei suoi giovani E noi sgomitiamo sottocanestro»
CENTO. Di playoff ne ha giocati tanti. Da quello in biancorosso del 2005 con sconfitta in finale contro Castelletto (e un suo tiro obbligato dall’angolo sbagliato nel finale appena entrato in campo)...
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CENTO. Di playoff ne ha giocati tanti. Da quello in biancorosso del 2005 con sconfitta in finale contro Castelletto (e un suo tiro obbligato dall’angolo sbagliato nel finale appena entrato in campo) con la divisa della Benedetto XIV a quello vincente di un anno fa, sempre in biancorosso ma targato Forlì. Passando per quelli di Siena e di Mirandola con coach Toto Tinti. Tutti vincenti.
Luca Pignatti è pronto. Stagione di spessore la sua, comunque vada a terminare. Sempre protagonista con la Baltur. L’impressione di adesso è che “Pigna” sia il giocatore che più di tutti abbia in mano la squadra. Quello più sul pezzo. In campo dà istruzioni, carica i compagni, stringe i denti anche quando la fatica imporrebbe un cambio. Ma il bene della squadra conta di più. A tratti pare essere lui il vero regista, anche se il ruolo in campo è decisamente un altro.
«Gioco ormai da dieci anni, un po’ d’esperienza ce l’ho, faccio tutto il possibile per aiutare la squadra, cerco sempre di fare la cosa più giusta. Questo - afferma Pignatti - è stato un anno molto particolare, tra infortuni, cambio dell’allenatore e altro, siamo stati costretti più volte a cambiare tipo di gioco, mille assetti o giù di lì. Siamo una squadra piena di ragazzi, tutti con del talento, e io faccio tutto quello che posso per aiutarli a crescere e raggiungere l’obiettivo. Se dire che sono un regista in campo è un complimento, ringrazio, ma il ruolo spetta ad altri».
Lui è un vincente, non si scopre niente di nuovo. Un dubbio: a Forlì ha vinto con Vico al suo fianco, a Siena con Vico e Ranuzzi, a Mirandola con Venturelli, tutti tiratori. A Cento c’era il neo papà Vico, ma ora non c’è più, almeno fino al prossimo raduno. Ora? Chi sarà il tiratore? «Ci sono dei giovani dall’ottimo potenziale, bella età 22 anni. Sono loro che devono farci fare il salto di qualità. Noi più esperti giochiamo sotto, penso a me, a Benfatto, Andreaus. La palla all’inizio dell’azione ce l’hanno loro: arriveremo dove ci porteranno, ma siamo fiduciosi, perché il potenziale è grande».
Tutto vero, spesso discontinui, però, soprattutto in attacco, dove migliora l’approccio alla zona, ma più per la presenza di un catalizzatore di palloni come Benfatto e dei giochi a due, che per le percentuali al tiro, ancora troppo basse. E allora è giusto sperare nei più giovani, tra i quali il più in palla è senz’altro D’Alessandro. Ma altresì logico reputare che nei playoff la differenza spesso la fanno i più esperti. La coppia Pignatti-Benfatto si sta cercando a ripetizione nel corso della partita per ricollaudarsi in vista delle sfide che contano davvero: «Benfatto è una presenza, uno che sposta davvero, va cercato. Bisogna giocare con lui, ne trae beneficio il gioco e tutta la squadra. Anche domenica lo abbiamo cercato tanto, io ci sto provando in ogni modo; è un giocatore fondamentale».
Può attaccarre il ferro, richiamare il raddoppio e sè, liberando un compagno per un tiro pulito. A Cento, sarà il caldo anomalo di questi giorni, si respira già l’aria dei playoff. Restano due partite, a iniziare dalla trasferta di sabato sera a Lecco. Poi, finale di stagione al Palaharcos contro coach Tinti che sogna i playoff, per una sfida tutta centese.
Simone Gagliardi
Luca Pignatti è pronto. Stagione di spessore la sua, comunque vada a terminare. Sempre protagonista con la Baltur. L’impressione di adesso è che “Pigna” sia il giocatore che più di tutti abbia in mano la squadra. Quello più sul pezzo. In campo dà istruzioni, carica i compagni, stringe i denti anche quando la fatica imporrebbe un cambio. Ma il bene della squadra conta di più. A tratti pare essere lui il vero regista, anche se il ruolo in campo è decisamente un altro.
«Gioco ormai da dieci anni, un po’ d’esperienza ce l’ho, faccio tutto il possibile per aiutare la squadra, cerco sempre di fare la cosa più giusta. Questo - afferma Pignatti - è stato un anno molto particolare, tra infortuni, cambio dell’allenatore e altro, siamo stati costretti più volte a cambiare tipo di gioco, mille assetti o giù di lì. Siamo una squadra piena di ragazzi, tutti con del talento, e io faccio tutto quello che posso per aiutarli a crescere e raggiungere l’obiettivo. Se dire che sono un regista in campo è un complimento, ringrazio, ma il ruolo spetta ad altri».
Lui è un vincente, non si scopre niente di nuovo. Un dubbio: a Forlì ha vinto con Vico al suo fianco, a Siena con Vico e Ranuzzi, a Mirandola con Venturelli, tutti tiratori. A Cento c’era il neo papà Vico, ma ora non c’è più, almeno fino al prossimo raduno. Ora? Chi sarà il tiratore? «Ci sono dei giovani dall’ottimo potenziale, bella età 22 anni. Sono loro che devono farci fare il salto di qualità. Noi più esperti giochiamo sotto, penso a me, a Benfatto, Andreaus. La palla all’inizio dell’azione ce l’hanno loro: arriveremo dove ci porteranno, ma siamo fiduciosi, perché il potenziale è grande».
Tutto vero, spesso discontinui, però, soprattutto in attacco, dove migliora l’approccio alla zona, ma più per la presenza di un catalizzatore di palloni come Benfatto e dei giochi a due, che per le percentuali al tiro, ancora troppo basse. E allora è giusto sperare nei più giovani, tra i quali il più in palla è senz’altro D’Alessandro. Ma altresì logico reputare che nei playoff la differenza spesso la fanno i più esperti. La coppia Pignatti-Benfatto si sta cercando a ripetizione nel corso della partita per ricollaudarsi in vista delle sfide che contano davvero: «Benfatto è una presenza, uno che sposta davvero, va cercato. Bisogna giocare con lui, ne trae beneficio il gioco e tutta la squadra. Anche domenica lo abbiamo cercato tanto, io ci sto provando in ogni modo; è un giocatore fondamentale».
Può attaccarre il ferro, richiamare il raddoppio e sè, liberando un compagno per un tiro pulito. A Cento, sarà il caldo anomalo di questi giorni, si respira già l’aria dei playoff. Restano due partite, a iniziare dalla trasferta di sabato sera a Lecco. Poi, finale di stagione al Palaharcos contro coach Tinti che sogna i playoff, per una sfida tutta centese.
Simone Gagliardi
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