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Grillenzoni furioso: «Il Mesola ci proverà fino in fondo»
MESOLA. All’indomani della debacle a San Giorgio di Piano contro il Basca, non ci sta l’allenatore mesolano Mauro Grillenzoni a lasciar passare il messaggio apparentemente dettato dal tennistico...
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MESOLA. All’indomani della debacle a San Giorgio di Piano contro il Basca, non ci sta l’allenatore mesolano Mauro Grillenzoni a lasciar passare il messaggio apparentemente dettato dal tennistico risultato di 6-3 per i bolognesi.
Mister, cosa succede?
«Premetto che di regola - spiega il tecnico castellano - in vent’anni di calcio non ho mai parlato di arbitri, ma ciò che ho visto nelle ultime due partite mi ha lasciato sbalordito. Già due settimane fa, contro il Casalecchio, il direttore di gara prima non ci ha accordato un rigore per tocco di mano in area della barriera su punizione di Hermas, poi ha cambiato una rimessa dal fondo a nostro favore con un calcio d’angolo per gli avversari, sul quale poi, per nostro demerito, sono passati in vantaggio, infine ha espulso Aleotti dalla panchina, a mio modo di vedere con eccessiva fiscalità».
La partita a San Giorgio di Piano l’ha lasciata ancora più amareggiato, a quanto pare...
«Sì, sono rimasto ancora più stupito. Siamo stati penalizzati dal primo al 90esimo minuto, ogni volta che l’arbitro fischiava era per un fallo o un’ammonizione a nostro sfavore. Prima ha espulso Palladino lasciandoci in inferiorità numerica e per un fallo che, a mio avviso, meritava solo un giallo, poi ha convalidato la lore rete del 2-0 nonostante un evidente fuorigioco, tra l’altro segnalato dall’assistente. Nella ripresa, dopo che abbiamo pareggiato, ci ha negato un penalty su Pasca, dandoci una punizione dal limite, ha espulso Giovanni Masieri lasciandoci in nove e, in sette minuti, ci ha sanzionato con due penalty, per poi accordarcene uno allo scadere completamente inesistente, come un “contentino”».
Insomma la direzione di Siano di Parma non le è piaciuta.
«Eravamo al paradosso, con la panchina bolognese che allargava le braccia quasi per scusarsi, con il pubblico che ci esortava ad abbandonare il terreno di gioco e con uno degli assistenti che ha mancato di rispetto a Soncin. Nonostante tutto questo, abbiamo giocato in nove, non abbiamo protestato e siamo stati educati. Dico tutto ciò per rispetto ai miei giocatori, che s’impegnano, e a una società che non è mai mancata. Abbiamo enormi limiti, ma vorremmo giocare ad armi pari con gli altri: se sarà così, accetteremo la retrocessione senza drammi, ma non vogliamo essere umiliati e perdere in questo modo, i miei giocatori non meritano questo trattamento».
E ora?
«Due partite da vincere, poi non dipenderà solo da noi: le nostre speranze sono ridotte al lumicino, ma ce la giocheremo fino all'ultimo. Se retrocederemo, vorrei che fosse solo per i nostri demeriti e non perché questi vengano ingigantiti da altri, vorremmo potercela giocare».
Per l'ultima in casa con il Conselice, Grillenzoni non disporrà di Aleotti, Giovanni Masieri e Palladino, oltre a Cutiuba e Santon, squalificati, ma rientreranno almeno Casini, Mastella e Sahli per tentare l’impresa.
Lorenzo Gatti
Mister, cosa succede?
«Premetto che di regola - spiega il tecnico castellano - in vent’anni di calcio non ho mai parlato di arbitri, ma ciò che ho visto nelle ultime due partite mi ha lasciato sbalordito. Già due settimane fa, contro il Casalecchio, il direttore di gara prima non ci ha accordato un rigore per tocco di mano in area della barriera su punizione di Hermas, poi ha cambiato una rimessa dal fondo a nostro favore con un calcio d’angolo per gli avversari, sul quale poi, per nostro demerito, sono passati in vantaggio, infine ha espulso Aleotti dalla panchina, a mio modo di vedere con eccessiva fiscalità».
La partita a San Giorgio di Piano l’ha lasciata ancora più amareggiato, a quanto pare...
«Sì, sono rimasto ancora più stupito. Siamo stati penalizzati dal primo al 90esimo minuto, ogni volta che l’arbitro fischiava era per un fallo o un’ammonizione a nostro sfavore. Prima ha espulso Palladino lasciandoci in inferiorità numerica e per un fallo che, a mio avviso, meritava solo un giallo, poi ha convalidato la lore rete del 2-0 nonostante un evidente fuorigioco, tra l’altro segnalato dall’assistente. Nella ripresa, dopo che abbiamo pareggiato, ci ha negato un penalty su Pasca, dandoci una punizione dal limite, ha espulso Giovanni Masieri lasciandoci in nove e, in sette minuti, ci ha sanzionato con due penalty, per poi accordarcene uno allo scadere completamente inesistente, come un “contentino”».
Insomma la direzione di Siano di Parma non le è piaciuta.
«Eravamo al paradosso, con la panchina bolognese che allargava le braccia quasi per scusarsi, con il pubblico che ci esortava ad abbandonare il terreno di gioco e con uno degli assistenti che ha mancato di rispetto a Soncin. Nonostante tutto questo, abbiamo giocato in nove, non abbiamo protestato e siamo stati educati. Dico tutto ciò per rispetto ai miei giocatori, che s’impegnano, e a una società che non è mai mancata. Abbiamo enormi limiti, ma vorremmo giocare ad armi pari con gli altri: se sarà così, accetteremo la retrocessione senza drammi, ma non vogliamo essere umiliati e perdere in questo modo, i miei giocatori non meritano questo trattamento».
E ora?
«Due partite da vincere, poi non dipenderà solo da noi: le nostre speranze sono ridotte al lumicino, ma ce la giocheremo fino all'ultimo. Se retrocederemo, vorrei che fosse solo per i nostri demeriti e non perché questi vengano ingigantiti da altri, vorremmo potercela giocare».
Per l'ultima in casa con il Conselice, Grillenzoni non disporrà di Aleotti, Giovanni Masieri e Palladino, oltre a Cutiuba e Santon, squalificati, ma rientreranno almeno Casini, Mastella e Sahli per tentare l’impresa.
Lorenzo Gatti
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