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Spal, la vita senza Floccari (e Zigoni)

di Paolo Negri
Spal, la vita senza Floccari (e Zigoni)

Finotto con Antenucci: l'ultima volta insieme col Benevento

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 All’attacco della serie A senza... metà attacco. Lunedì al “Mazza” contro il Trapani la Spal sarà infatti priva dell’infortunato Floccari e dello squalificato Zigoni: un forfait che pesa 15 gol (7 l’ex bolognese, arrivato a gennaio; 8 il figlio d’arte). Restano Antenucci e Finotto (16 reti totali: 14+2). Come dire, appunto, che il reparto offensivo sarà al 50% del proprio potenziale.
L’annotazione è di puro tenore numerico: mancheranno due punte su quattro. Ed in panchina non ci saranno alternative di ruolo, a parte il giovane Costantini che però - per caratteristiche - è più attaccante esterno. Il problema, insomma, non sarà la qualità (Antenucci è super, di un’altra categoria, oltre che essere il miglior realizzatore biancazzurro; e Finotto è molto più che affidabile) ma la quantità, l’assenza di soluzioni anche solo per mutare il modulo laddove fosse necessario: il 4-2-4 o il 3-4-3 talvolta utilizzati a gara in corso, questa volta non saranno possibili a meno - nel secondo caso - del debutto dello stesso Costantini.
Con Finotto come partner, dovrà anche cambiare un po’ il modo di giocare di Antenucci, la sua interpretazione della gara. Il tandem con Floccari ha infatti altre peculiarità: sono attaccanti che giocano abbastanza vicini, si cercano in uno-due, dialogano, sanno aprire spazi come venire incontro, tener palla, far salire la squadra, andare alla conclusione, segnare: non si tratta di tipiche prime punte, ma di avanti che prediligono comunque giostrare centralmente. Finotto è invece più uomo da spazi, che sa puntare, andare in progressione. Con lui al fianco, Antenucci dovrà recitare un ruolo di riferimento.
In questa stagione Antenucci e Finotto hanno giocato insieme dall’inizio a Perugia, a Pisa e con il Benevento ed in queste occasioni non hanno mai segnato. La sconfitta in Umbria (1-0) è stata “seguita” dai successi in Toscana e sui campani: 1-0 e 2-0, reti di Arini a Pisa e di Vicari e di Floccari (al debutto in biancazzurro, subentrato al 20’ della ripresa proprio a Finotto) contro il Benevento. Non va visto come un limite, ma come la capacità di far andare a rete i compagni.
D’altra parte, è una delle caratteristiche di questa Spal: la forza del collettivo, tutti possono segnare. Lo dicono i numeri. Sono ben 16 i giocatori ad essersi suddivisi i 57 bersagli (miglior attacco del campionato) centrati dalla squadra: 14 gol Antenucci; 8 Zigoni; 7 Mora e Floccari; 3 Arini, Schiattarella e Giani; 2 Cremonesi, Finotto e Bonifazi; 1 Pontisso, Cerri, Beghetto, Vicari, Costa e Schiavon.
Le assenze di Floccari e Zigoni (quest’ultimo sa essere pedine importantissima, sia per come rende servizio alla squadra, sia per qualità individuali e capacità realizzative, per come pesa sulle difese avversarie, per come si esprime sia dall’inizio che entrando in corsa) saranno sicuramente pregiudizievoli ma non insuperabili. Lo insegna la storia del campionato spallino, alla luce del percorso compiuto, di un solitario primo posto raggiunto all’insegna di identità, continuità, gioco e capacità di annullare le assenze di questo e quello. La forza del gruppo, appunto, evidenziata anche dalle cifre citate poco fa: non si mandano in gol 16 giocatori se non c’è un impianto più che solido.
La Spal, tra l’altro, a Chiavari ha vinto giocando con Floccari e Finotto in avanti; a Salerno si è imposta con Zigoni e Finotto; a Brescia ha calato il tris pur essendo già priva di Floccari. E abbiamo menzionato solo tre casi, recenti, giusto per far capire come la squadra di mister Semplici sappia fare risultato indipendentemente dalla composizione della coppia offensiva. È evidente che la gara contro il Trapani sarà tanto difficile - visto il momento dei siciliani, la loro capacità di fare gol alle big - quanto cruciale: restare a +5 sul Verona quando mancheranno sei giornate al termine sarebbe infatti un importantissimo passo avanti verso la promozione diretta in serie A. Per questo, una volta di più, la Spal dovrà attingere a tutte le proprie risorse per andare oltre le assenze.

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