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Furlani: «Non siamo stati squadra» 

Furlani: «Non siamo stati squadra» 

Il coach richiama il guppo alla maturità: la tensione ci ha giocato un brutto tiro

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FERRARA. Ad Ancona, sabato prossimo, tutto in una notte. Contro la già retrocessa Recanati la Bondi si giocherà la salvezza. Dopo il ko contro Verona, dovranno vincere, i biancazzurri. «Nel secondo tempo - dice coach Adriano Furlani -, abbiamo cercato di mettere Bowers in gara, ma non ci siamo riusciti, incartandoci sull’idea di trovare un apporto offensivo maggiore da parte sua. Abbiamo sbagliato almeno 4-5 soluzioni da sotto e da liberi. La tensione ha giocato un brutto scherzo. Ci tenevamo a vincere tutti per congedarci dal nostro pubblico in maniera decorosa, la nostra voglia si è tradotta nella maniera sbagliata, tutti volevamo essere protagonisti, non abbiamo avuto l’atteggiamento da squadra che metteva nelle condizioni i singoli per poter finalizzare al meglio certe situazioni offensive: ci è mancato il giocare assieme, il nostro problema è stato l’attacco, certamente non la difesa. Due liberi solamente? Abbiamo modificato l’assetto, non recrimino su certe situazioni o certe tipologie di giocatori, è ovvio che una copia di Roderick non la troveremo. Come gruppo non abbiamo fatto la gara, non abbiamo avuto la capacità di giocare assieme, il fatto dei liberi è conseguenza di questo, abbiamo giocato perimetralmente, attaccando l’area nei primi 10’, dopo di che ci siamo smarriti e disuniti. Noi non abbiamo attaccato come dovevamo, abbiamo fatto delle scelte troppo incentrate sul talento individuale».
Ad Ancona ci si giocherà tutto. «Penso prima di tutto alla mia squadra, che non si è smarrita. Dobbiamo mutare pelle, cambiare atteggiamento, non possiamo permetterci di essere la squadra che giocava un corri e tira di grande divertimento e sostanza, adesso dobbiamo cambiare atteggiamento. Dobbiamo lavorare con serenità e tranquillità, bisogna avere la maturità per capire che il singolo deve mettersi a disposizione della squadra, non viceversa».
È amareggiato, il patron biancazzurro Fabio Bulgarelli. «Non abbiamo fatto una buona prestazione – dice il “pres” -, dovevamo giocare alla morte, non abbiamo avuto il giusto atteggiamento su tutti i fronti, da gara all’ultimo sangue. Verona è forte, lunga, di grande qualità, mentre noi stiamo pagando un’annata altalenante, per mille motivi siamo sempre corti. La benedizione dagli altri campi non è arrivata, a questo punto siamo obbligati, anche perché non confidiamo che Chieti perda a Forlì, ad andare ad espugnare Ancona (campo di casa di Recanati; ndr). Avviso ai naviganti: se noi andiamo a giocare così pure in terra marchigiana, allora perderemo. Dobbiamo tirare fuori gli attributi - ha chiuso Bulgarelli -, non possiamo pensare che Recanati faccia una passeggiata, anche perché, nonostante già sia retrocessa, sarà l’ultima gara davanti al loro pubblico: faranno una gara onorando fino in fondo la maglia. Dobbiamo andare in terra marchigiana cattivi e determinati, non vogliamo neanche pensare di dover affrontare i play out: a quel punto partiremmo sicuramente sfavoriti. Mai avrei voluto trovarmi in questa situazione. Ai tifosi dico di starci vicino: sabato c’è in ballo il nostro futuro».
Lorenzo Montanari

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