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Spal nel segno del bomber Antenucci fa 101 

di Paolo Negri
Spal nel segno del bomber Antenucci fa 101 

Quota storica con la doppietta al Trapani Sono 82 reti nella B italiana e 19 in Inghilterra

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FERRARA. Un gol nel 2-0 al Novara. Un altro nel 3-1 di Brescia. Doppietta lunedì, decisiva per battere 2-1 il Trapani. È una Spal nel segno di Mirco Antenucci.
Con le reti realizzate contro i siciliani il bomber è arrivato a 16 centri stagionali. Di più: ha superato il traguardo dei 100 gol in B. Per la precisione sono 101, ripartiti tra la cadetteria italiana (82) e la seconda serie inglese (19 in due stagioni con il Leeds United, vestendo la maglia numero 7 che fu di Peter Lorimer ed Eric Cantona, due icone). Aggiungiamoci le 21 reti segnate in carriera in C1, ed il bersaglio colto in serie A. La somma è di 123 gol in 493 partite.
Nel momento topico del campionato, dopo le due consecutive sconfitte con Frosinone ed Avellino, Antenucci si è caricato i biancazzurri sulle sue robuste spalle. Non da solo, certo, ma rivestendo un ruolo di primissimo piano. Da leader vero, autentico, trascinante, come quando dopo l’1-1 al Trapani è rientrato a centrocampo arringando la folla, caricandola, trasmettendole l’entusiasmo e la convinzione che la rimonta poteva essere completata. O come quando dopo il 2-1 è salito sui tabelloni ai piedi della Ovest, simbolico piedistallo per un giocatore eccezionale ed una squadra che a sua volta sta compiendo qualcosa di straordinario.
Nelle tre consecutive vittorie che hanno portato la Spal al solitario primato in classifica, che l’hanno vista aumentare il vantaggio sulla seconda (dal +2 sul Frosinone al + 5 sul Verona che pur appaiato ai ciociari li “precede” grazie al vantaggio negli scontri diretti) Antenucci ci ha messo molto più dello zampino. Un impatto pubblicamente riconosciutogli da mister Semplici e - ovviamente - non sfuggito ai tifosi. Che davanti ai gol, alle corse, ai movimenti, al pressing, ai contrasti, ai controlli orientati, alla gestione del pallone nelle fasi calde, si sono inchinati alla classe, alla qualità, all’umiltà, al sacrificio, alla leadership del cannoniere biancazzurro.
Le cifre dicono che Antenucci finora ha appunto segnato 16 gol (e non dimentichiamo i pali che ha colto...), con una media - altissima - di 1 rete ogni 165 minuti. Cui bisogna aggiungere anche 7 assist. Restano sei partite, quelle che mancano per completare l’opera, per rivedere la Spal in serie A dopo ben 49 anni. Un’impresa, la promozione sognata da tutti, che Antenucci vuole ulteriormente contribuire a centrare. Per la squadra, per sé, per la città. Una Ferrara in cui si è perfettamente inserito con la famiglia. Lo si vede passeggiare in centro, lo si incontra - come lunedì sera - in un noto ristorante (il The Lab di via degli Adelardi) dove pur essendo con moglie e figlie viene assediato da tifosi e tifose che chiedono una foto, un selfie, un autografo e lui ha la gentilezza e la pazienza di accontentare tutti.
Anche questi sono segnali di coinvolgimento, di identificazione, di serenità. La simbiosi tra la città e la Spal è diventata totale ed Antenucci ne è uno dei simboli: trascinatore in campo, semplice cittadino - e non presuntuoso idolo - nella vita di tutti i giorni.
Sabato a Latina, poi martedì con il Cittadella, ancora sabato a La Spezia... Il tour de force continua. Antenucci e la Spal intendono proseguire la marcia. Per conquistare la promozione diretta in serie A. A come... Antenucci.
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