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La Spal allunga in vetta con un’altra rimonta 

dall'inviato Marco Nagliati
La Spal allunga in vetta con un’altra rimonta 

Modalità “decollo definitivo” attivata: +8 sul Frosinone sconfitto e terzo

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LATINA. La squadra Alfa sa quello che vuole. E lo prende con cinismo. Azzanna e scrolla: la forza della capolista in modalità “decollo definitivo”. In un pomeriggio soleggiato, ma infastidito da un vento frescolino, accade tutto al minuto 68. A Latina, su inarrestabile accelerata di Lazzari, Antenucci pianta la banderilla del 2-1 nel cuore dei nerazzurri laziali. A Terni, i rossoverdi passano sul Frosinone. Traduzione: Spal a segnare l’andatura in classifica con 8 lunghezze di vantaggio sulla terza. A cinque turni dalla fine. Si alzano i decibel al “Francioni”: la curva estense è in delirio e canta. Canta. Canta... “Sei la cosa più bella che c'è”. Per chi ha visto la D, andare in A è emozione spacca-anima.
Nell'undici biancazzurro di partenza Bonifazi rientra al fianco di Cremonesi e Vicari, mentre a centrocampo mister Semplici punta su Arini in vece di Castagnetti. Davanti confermata la coppia Antenucci-Finotto. Il Latina è ultimo, ma non si consegna alle barricate: ritmo accettabile. Il problemuccio sta a centrocampo: i ragazzi di Semplici lasciano fare un filino di troppo. Bandinelli ha spazio e tempo per pensare, manca mordente nel cuore del prato. E all’11’, su palla persa da Schiattarella (lancio lunghetto) e Arini (tackle non chirurgico) ecco la frittata: Insigne “imbuca” per Corvia, che taglia centrale e infila di diagonale. Movimento leggibile dai centrali spallini, certo, ma ben fatto dai laziali. La reazione è immediata. Non fuoco e rabbia, ma baricentro più alto. Due minuti e, su corner di Costa, ecco un acrobatico Bonifazi che impatta. Per il difensore è la terza rete stagionale: dopo Vercelli e Cittadella, anche questa in viaggio. Dopo 5’, altro sussulto: su retropassaggio, Pinsoglio horror. Il portiere calcia malissimo, la passa ad Antenucci sul limitare dell'area: controllo del bomber con pallonetto però out. Il Latina non perde coraggio, macina gioco. Al 22' Bandinelli, palombella alta e apparentemente innocua. Accade che Vicari e Bonifazi si guardano e lasciano sfilare, s’insinua il folletto Insigne, che arriva davanti a Meret: il portierino è in realtà portierone con una sontuosa uscita bassa. Il fraseggio spallino manca di armonia, Schiattarella incide meno e Arini gira a volume relativo. Il Latina di conseguenza rimane leonino: Insigne mette una palla insidiosa dalla trequarti (27'), colpo di testa di De Giorgio che Meret blocca sicuro. Intervallo: qualche allarmuccio suona in casa spallina.
E arriva il muso duro e tosto, acciderba se arriva. Schiattarella prende in mano la situazione. Il leader biancazzurro vede con la coda dell'occhio Costa: palla interessante ma vanificata da un controllo impreciso. All’11’ Antenucci, alto; al 12’ Finotto, parata. Altra storia. Ora è Spal di personalità. Non fosse che Bonifazi cade in un eccesso di sicurezza, controlla male e sul tentativo di recupero palla stende un rivale: secondo giallo (severo) ed è rosso. Semplici passa al 4-3-2, mette Zigoni per Finotto. Due punte conservate, bravo il mister. Lazzari e Costa arretrano, Antenucci dà una mano operaia. E al 23’, il botto: Lazzari sgomma col turbo (ciao ciao Pinato), palla in mezzo... Arriva la zampata velenosa di Antenucci. Sorpasso biancazzurro. Nell’aria passione spallina. Entra Gasparetto e di testa le prende tutte. Ora è scudo e fatica. Pane per Mora-Arini-Schiattarella. Baluardi. Si rischia niente e, comunque, Meret sprigiona sicurezza. Finisce con un tramonto che bacia la capolista.

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