Spal, un poker da delirio: e il sogno è a un passo
Sabato a Latina è arrivata la quarta vittoria consecutiva: record stagionale. Ora due gare contro rivali agguerrite. La prima martedì al Mazza col Cittadella
FERRARA. Se si vincono anche partite come quella di Latina, in cui dal punto di vista del gioco non si è di certo brillato come in altre occasioni, allora viene davvero da dire che anche questo, dopo quello passato, è un nuovo anno “giusto” per la Spal. I sei punti ottenuti in rimonta prima al Mazza contro il Trapani e quelli di sabato a Latina rappresentano mattoni pesantissimi nella classifica della formazione di mister Leonardo Semplici.
I numeri spesso sono freddi, ma rendono al meglio l’idea sul campionato che sta facendo la formazione biancazzurra: 70 punti, più cinque rispetto al Verona secondo, più otto sul Frosinone terzo, più tredici sul Cittadella quarto. Il tutto a cinque giornate dalla fine: un tesoretto molto importante.
Sono principalmente tre le immagini da ricordare di questa sfida in terra laziale.
Primo scatto: la rete del 2-1 della Spal. Dopo un primo tempo obiettivamente non esaltante nel quale si è lasciato troppo spazio al Latina in occasione del vantaggio - si poteva di certo fare meglio nella fase di chiusura difensiva - nel momento più difficile del secondo tempo quando la Spal era rimasta in dieci da poco, due dei suoi giocatori simbolo di questa stagione, Lazzari e Antenucci hanno creato dal nulla un gol importantissimo che ha consentito di conquistare tre punti di piombo. Se contro il Trapani era stato l’asse Schiattarella-Antenucci a piazzare la stoccata decisiva, questa volta il tutto è nato dalla freccia destra della Spal che sta disputando una stagione sontuosa. Se accanto alle consuete doti di corsa e polmoni dopo essere migliorato tantissimo anche in fase difensiva, Lazzari riesce ad essere preciso anche negli assist è a tutti gli effetti da serie A. Di Antenucci ormai non c’è altro da dire: 17 reti, sempre al posto giusto nel momento giusto. Qualità, esperienza, carisma. Da vero leader.
Seconda immagine della giornata, lo spettacolare settore ospiti dello stadio Francioni. A lungo è sembrato di giocare in casa per la mole di entusiasmo, anche se va evidenziato che la precaria situazione di classifica dei laziali ha tenuto ormai lontani molti appassionati di una squadra le cui possibilità di salvezza sono ora ridotte al lumicino. “Ce ne andiamo in serie A, ce ne andiamo in serie A” è stato il coro cantato dai 400 tifosi biancazzurri al termine della partita dopo l’abbraccio collettivo con i giocatori. Da brividi. Davvero. Sia per chi c’era anche ai tempi della serie D e degli anni bui e anonimi in Lega Pro. Sia per chi è arrivato ora.
La terza immagine è legata a uno dei principali artefici di questa continua ascesa della Spal: mister Leonardo Semplici. Anche questa volta il condottiero biancazzurro ha avuto ragione e la sua emozione, quasi commozione, in sala stampa è il segnale più chiaro che è stato compiuto un passo davvero di rilievo. Se non decisivo poco ci manca. La sua squadra non ha fornito una prestazione da incorniciare, ma se c’è una cosa che non manca alla formazione biancazzurra è la grinta, la voglia di reagire anche nelle situazioni negative.
Ora la Spal ha sempre di più il destino nelle proprie mani.
Cinque partite alla fine: tre in casa contro Cittadella, Pro Vercelli e Bari e due fuori a La Spezia e Terni. Mister Semplici alla vigilia di Latina aveva dichiarato: «Dobbiamo viverle come se fossero sei finali ma dipende da noi e possono essere anche di meno». La prima finale è stata vinta, ora in pochi giorni la Spal è attesa da altre due contro squadre in piena zona playoff come Cittadella, reduce da un roboante successo sul Carpi, e Spezia, in quella che al momento sembra la sfida più dura da qui alla fine del campionato. A Latina si è ottenuto il quarto successo di fila, ed è record stagionale. Martedì col Cittadella si prova la quinta. Per la Storia. Con la esse maiuscola.
Andrea Tebaldi
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