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il bomber tra caciagli e il tecnico attuale 

Pezzato: «Ci voleva un toscano come Semplici per vincere»

di Marco Nagliati
Pezzato: «Ci voleva un toscano come Semplici per vincere»

FERRARA. Il “Volpino” delle aree di rigore non ha perso il fiuto per le cose belle. Ha i colori spallini nel sottopelle, vive nel Padovano e conosce bene il Cittadella ed il suo sano laboratorio di...

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FERRARA. Il “Volpino” delle aree di rigore non ha perso il fiuto per le cose belle. Ha i colori spallini nel sottopelle, vive nel Padovano e conosce bene il Cittadella ed il suo sano laboratorio di provincia. Franco Pezzato, straordinario attaccante che a Ferrara ha vissuto emozioni da pelledoca (241 gettoni di presenza per 81 reti), guarda con occhio attento le avventure della nuova società estense. A settembre, calcando il prato del Mazza, è stato premiato: «Un gesto molto gentile nei confronti di noi ex spallini, quello di chiamarci. Un modo per legare il passato al presente, farci conoscere alle nuove generazioni - dice Pezzato -: Mattioli ci ha reso ancora protagonisti e lo ringrazio tanto». All’implacabile stoccatore degli anni Settanta, preme anche altro. «Vorrei far notare che serviva un altro toscano per riportare la Spal in alto. Noi ottenemmo risultati straordinari con Mario Caciagli (era di Pontedera; ndr), adesso c’è Leonardo Semplici che è di Firenze. Evidentemente a Ferrara, quando arriva un “toscanaccio”, ci si diverte parecchio. Lui ed i giocatori sono ormai nella storia spallina». Quando si sa cementare un gruppo... «Vedo una Spal affiatata. Si divertono, ma sanno essere duri - aggiunge Pezzato -: sono i segreti vincenti. I biancazzurri di Semplici stanno dimostrando di essere un collettivo eccezionale, lasciano un’ottima impressione. Bravo il mister che ha dato mentalità e coralità».
Ai suoi tempi, Franco, eravate tutti amici. «Quando questo accade, si realizza l’impossibile. Diventare famiglia è determinante soprattutto in un torneo duro come la B. Io ero in sintonia con i vari Donati, Mongardi, Goffi... E poi Croci, Vecchiet, Marconcini, Tartari...». Ferrara si è risvegliata ed è tornato l’orgoglio biancazzurro come ai suoi tempi: «Mamma mia, altroché se la città è tornata a pulsare di passione - esclama Pezzato -; del resto, ragazzi: ricordiamoci che davanti ci sono Antenucci e Floccari che hanno sempre segnato tanto, dei leader. Zigoni gioca meno ma lascia sempre il segno e Finotto per me sa essere importante. Però, occhio al Cittadella: sta tornando quello strepitoso di inizio torneo».

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