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Mattioli, quella pazzia chiamata serie A 

Il presidente spallino già la scorsa estate sentiva aria di impresa

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FERRARA. La gioia per la presentazione del libro fotografico che celebra la cavalcata della formazione di mister Leonardo Semplici in serie B. E l'attesa, il pensiero fisso relativo ad un'altra possibile promozione, vicina, probabile ma non ancora agguantata matematicamente. Era questo il clima che si respirava ieri alla presentazione del volume “Insieme per il Sogno” con il presidente della Spal Walter Mattioli che ha colto l'occasione al balzo per sciorinare battute a destra e a manca.
«Il primo che ha parlato di sogno è stato quel soggetto strano del presidente - ha aperto Mattioli parlando di se stesso -: abbiamo fatto qualcosa di straordinario l'anno scorso come celebra questo bellissimo libro. Per alcuni può sembrare già vecchio, visto quello che stiamo facendo anche quest'anno ma non è così perché è una raccolta che tutti i tifosi della Spal devono avere in casa. All'inizio doveva essere “Insieme per un sogno” poi lo abbiamo cambiato in corso d'opera perché quello che avevamo in testa e nel cuore era “il” sogno. Ora ne abbiamo un altro, sembra che stia per andare in porto ma nel calcio non si può mai dire visto che abbiamo ancora alcune cose da fare». E poi, rivolto a mister Semplici accanto a lui al tavolo: «Vero mister?». Semplici sorride, annuisce con un grande sorriso e dice «giusto».
«Questi giocatori stanno facendo grandi cose - continua Mattioli -: quando questa estate solo io dicevo certe cose su “un altro sogno” mi ricordo bene che i patron Francesco e Simone Colombarini mi dicevano “ti a tie mat”: tu sei matto. Ora si sono ribaltate le cose con patron Francesco che dice apertamente certe cose sulla promozione in A mentre sono io a fare il pompiere. Simone è sempre molto attento nel parlare, abbiamo visto tante cose nel mondo del calcio e dobbiamo essere bravi a non mollare mai. In nessun momento, in nessuna occasione».
«Uno dei segreti del nostro gruppo - ha proseguito il direttore sportivo Davide Vagnati - è ben rappresentato nella copertina del libro: gli occhi di un signore di 38 anni come Cottafava danno la perfetta definizione di che cosa fosse il nostro gruppo dell'anno scorso che rivedo in quello di quest'anno. C'è solo da ringraziare la famiglia Colombarini e il presidente Walter Mattioli che ci mettono nelle migliori condizioni per lavorare: stiamo facendo qualcosa di assolutamente straordinario, vogliamo arrivare fino in fondo al percorso. Vedere due giocatori come Giani e Zigoni che sono con noi da tanto segnare martedì al Cittadella è stata una grandissima soddisfazione per me. Sono simboli del nostro gruppo, non abbiamo budget come altre realtà, ognuno deve lottare fino alla morte ed è bellissimo vederli a questi livelli».
Anche mister Leonardo Semplici era presente: «In questi due anni e mezzo abbiamo percorso e stiamo percorrendo una strada importante e stanno arrivando risultati straordinari. Di tutto questo io non posso fare altro che ringraziare la proprietà della famiglia Colombarini, il presidente Mattioli, il direttore sportivo Davide Vagnati che mi ha voluto qui a Ferrara e tutti i ragazzi che hanno condiviso questo percorso con noi. Vedere questa pubblicazione mi rende orgoglioso e spero davvero che prossimamente ne potremo avere tra le mani anche un'altra di questo tipo. La Spal è una società importante, ci stiamo prendendo soddisfazioni ed è una squadra molto simpatica quando se ne parla sui media nazionali».
Marcello Cottafava, uno degli indiscussi leader del gruppo dell'anno della Lega Pro è l'uomo copertina: «Io sono stato uno degli ultimi arrivati qui, ma la Spal per me è sempre stata come una famiglia. Questa foto scelta è molto rara perché io sono uno che non sono mai andato troppo in carriera a esultare dopo una rete. Un po' perché generalmente le reti venivano segnate molto lontano rispetto alla mia posizione e c'era troppo da correre per arrivare là in fondo e poi rientrare (dice con il sorriso sulle labbra; ndr)e poi perché generalmente dopo una rete segnata c'è un calo di attenzione e cercavo di parlare con il portiere e richiamare l'attenzione dei compagni. Quella è stata una delle poche occasioni in cui ho raggiunto i compagni ed è una bellissima foto. Qui alla Spal all'interno del sogno più grande, c'è anche il mio sogno, ho chiuso la carriera vincendo un campionato, è stata una ciliegina perfetta. Ci sono giocatori con carriere più importanti della mia che non hanno avuto questo finale. Nel calcio però non ci si ferma mai: l'attenzione di tutti è già sulla partita di La Spezia».
Andrea Tebaldi

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