i prossimi avversari dei biancazzurri
Spezia, ambiente bollente: arbitri, chiediamo rispetto
FERRARA. Aria di burrasca a La Spezia. Meteorologicamente, ieri pioggia a dirotto sull’allenamento dei liguri, e psicologicamente: la rete non vista martedì sullo 0-0 a Frosinone ha scaldato gli...
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FERRARA. Aria di burrasca a La Spezia. Meteorologicamente, ieri pioggia a dirotto sull’allenamento dei liguri, e psicologicamente: la rete non vista martedì sullo 0-0 a Frosinone ha scaldato gli animi. «D'accordo con il presidente Stefano Chisoli abbiamo deciso il silenzio stampa per la squadra» dice l'amministratore delegato dello Spezia Luigi Micheli riferendosi a quanto avvenuto al “Matusa”.
«È il terzo episodio negativo in questa stagione - ha aggiunto Micheli -: due gol non visti, uno a Frosinone e uno a Brescia e un gol annullato inspiegabilmente, proprio all'andata sempre col Frosinone. Non chiediamo niente più di quello che ci spetta. La nostra società fa sacrifici e si comporta bene, è sana, però tutto questo impegno viene vanificato da episodi come questo. Non si può non vedere una palla dentro di mezzo metro. Se non c'è la malafede, allora c'è incompetenza e allora questi arbitri come Pinzani vanno fermati. Diamo rispetto e vogliamo rispetto. Chiediamo la massima attenzione, ora dovremmo essere a 61 punti».
E dopo lo sfogo a caldo, lo Spezia ha pure diramato un comunicato stampa: «È nello stile dello Spezia Calcio rispettare e non commentare le decisioni arbitrali, evitando di esprimere pubblicamente il proprio disappunto, preferendo far sentire la propria voce presso le sedi opportune, in virtù dell'educazione e del rispetto delle regole che da sempre contraddistinguono la nostra società. Tuttavia, dopo quanto accaduto al “Matusa”, ennesimo inaccettabile episodio, dopo il playoff falsato dello scorso anno, dopo Frosinone nella gara di andata e dopo Brescia solo poche giornate fa, episodi che non hanno bisogno di interpretazione, ma di pura e semplice constatazione, la società intende esprimere il proprio disappunto e la propria preoccupazione, chiedendo a gran voce maggior attenzione e rispetto verso i sacrifici che proprietà, società, staff tecnico, calciatori e tifosi fanno quotidianamente. Il rischio che la passione evapori, che la fiducia nelle istituzioni lasci campo al dubbio, che la ferma certezza del giusto si crepi, è rischio concreto. Ne usciremmo tutti sconfitti se ciò dovesse accadere”.
Il risveglio in casa Spezia ha dunque un sapore amaro e Follo (il centro sportivo), coperto da un cielo plumbeo e carico di pioggia che a tratti si riversa con forza, ben si sposa con l'umore del gruppo di mister Di Carlo. Sul terreno del Comunale i bianconeri si sono da subito divisi tra chi è sceso in campo contro i frusinati (per loro lavoro di scarico in piscina) e il resto del gruppo (esercitazioni di attivazione muscolare a secco e forza, poi tecnica e circolazione palla, infine lavoro atletico con palla e finalizzato alle conclusioni a rete). Per oggi è in programma una seduta di lavoro a Follo che verrà svolta a porte chiuse.
«È il terzo episodio negativo in questa stagione - ha aggiunto Micheli -: due gol non visti, uno a Frosinone e uno a Brescia e un gol annullato inspiegabilmente, proprio all'andata sempre col Frosinone. Non chiediamo niente più di quello che ci spetta. La nostra società fa sacrifici e si comporta bene, è sana, però tutto questo impegno viene vanificato da episodi come questo. Non si può non vedere una palla dentro di mezzo metro. Se non c'è la malafede, allora c'è incompetenza e allora questi arbitri come Pinzani vanno fermati. Diamo rispetto e vogliamo rispetto. Chiediamo la massima attenzione, ora dovremmo essere a 61 punti».
E dopo lo sfogo a caldo, lo Spezia ha pure diramato un comunicato stampa: «È nello stile dello Spezia Calcio rispettare e non commentare le decisioni arbitrali, evitando di esprimere pubblicamente il proprio disappunto, preferendo far sentire la propria voce presso le sedi opportune, in virtù dell'educazione e del rispetto delle regole che da sempre contraddistinguono la nostra società. Tuttavia, dopo quanto accaduto al “Matusa”, ennesimo inaccettabile episodio, dopo il playoff falsato dello scorso anno, dopo Frosinone nella gara di andata e dopo Brescia solo poche giornate fa, episodi che non hanno bisogno di interpretazione, ma di pura e semplice constatazione, la società intende esprimere il proprio disappunto e la propria preoccupazione, chiedendo a gran voce maggior attenzione e rispetto verso i sacrifici che proprietà, società, staff tecnico, calciatori e tifosi fanno quotidianamente. Il rischio che la passione evapori, che la fiducia nelle istituzioni lasci campo al dubbio, che la ferma certezza del giusto si crepi, è rischio concreto. Ne usciremmo tutti sconfitti se ciò dovesse accadere”.
Il risveglio in casa Spezia ha dunque un sapore amaro e Follo (il centro sportivo), coperto da un cielo plumbeo e carico di pioggia che a tratti si riversa con forza, ben si sposa con l'umore del gruppo di mister Di Carlo. Sul terreno del Comunale i bianconeri si sono da subito divisi tra chi è sceso in campo contro i frusinati (per loro lavoro di scarico in piscina) e il resto del gruppo (esercitazioni di attivazione muscolare a secco e forza, poi tecnica e circolazione palla, infine lavoro atletico con palla e finalizzato alle conclusioni a rete). Per oggi è in programma una seduta di lavoro a Follo che verrà svolta a porte chiuse.
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