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Uno Schiavon ritrovato accresce il valore aggiunto

Uno Schiavon ritrovato accresce il valore aggiunto

FERRARA. Il popolo biancazzurro ha rispolverato il vecchio tormentone e si è simbolicamente iniettato una dose di Eros Schiavon. Perché fortunatamente ci sono ancora calciatori che prima di tutto...

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FERRARA. Il popolo biancazzurro ha rispolverato il vecchio tormentone e si è simbolicamente iniettato una dose di Eros Schiavon. Perché fortunatamente ci sono ancora calciatori che prima di tutto manifestano il loro essere uomini fuori dal campo ed entrano quindi di diritto nel cuore della gente. Uno di questi è proprio Eros Schiavon, centrocampista duttile, con la Spal da sempre nel cuore. Il ritorno alla base biancazzurra l’ha atteso per mesi, forse per anni, ma dal suo rientro a Ferrara (in rosa ufficialmente dal 4 gennaio 2016) Schiavon ha lasciato vari segni indelebili, nonostante i tanti fastidiosi guai fisici che ne hanno compromesso partite, prestazioni e condizione fisica. In quel caso lui, seppur soffrendo nel rinunciare al terreno di gioco, ha fatto quadrato, portando tutta la sua intelligenza, la sua esperienza, la sua saggezza e il suo carisma nello spogliatoio. Perché Eros sa cosa significa la Spal, sa cosa sono i suoi tifosi e sa che tutta Ferrara merita i palcoscenici attuali e futuri.
Parliamo di Schiavon, perché abbiamo ancora stampato nella mente l’ingresso in campo con i suoi occhi, quelli delle tigre, nell’ultima partita della “Liberazione” con il Cittadella. Un assist al bacio per il “Cobra” Zigoni, tanta sostanza e incalcolabile sacrificio in tutte le zone del centrocampo (anche largo a destra). Eros Schiavon, non avrà i ritmi degli anni migliori, ma non è mai banale quando entra a gara in corso o quando parte da titolare.
Quest’anno per lui sono state (fino a questo momento) 12 le apparizioni in campionato (quasi 500 minuti totali) e due in Coppa Italia, entrambe da titolare in estate con Messina e Cagliari. Nel mezzo, ossia durante tutto il girone d’andata, il lungo forfait e la sofferenza nel non poter dare il proprio contributo alla causa estense. Poi, il timido segnale di speranza con il dono della prima convocazione alla vigilia di Natale e il vero regalo delle festività con la titolarità ritrovata al “San Nicola” di Bari, dove il centrocampista nativo di Piove di Sacco ha disputato 81 minuti di enorme dedizione alla maglia, dopo mesi di inattività, sfiorando anche il gol. Da lì in poi sono da sottolineare le prestazioni di Salerno e di Carpi, che hanno testimoniato che la rosa di mister Semplici era effettivamente diventata lunga, anche grazie a prestazioni offerte da ragazzi impiegati meno.
Poi, quella serata magica, la prima delle cinque attuali gioie consecutive e decisive: è appena iniziato il recupero di Spal-Novara, Schiavon entra per Castagnetti e, dopo neanche due giri d’orologio, mette in freezer la partita segnando il 2-0 sotto la Ovest. Un gol di massima importanza, che fa tornare la mente a un anno fa e a quella pesantissima rete segnata dal centrocampista veneto nel fondamentale 1-2 di Ancona, preludio della festa “B” nel tardo pomeriggio di San Giorgio. Schiavon nella scorsa stagione collezionò oltre 1300 minuti (comprensivi di tutte le manifestazioni) e realizzò, inoltre, la quarta perla con cui la Spal ebbe la meglio del Benevento nella prima partita di Supercoppa di Lega Pro.(a.d.)

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