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festa rinviata

Spal gagliarda a La Spezia ma è 0-0

Marco Nagliati
Spal gagliarda a La Spezia ma è 0-0

Ripresa con diverse occasioni per i ragazzi di Semplici, la A sempre più nel mirino

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LA SPEZIA. Nell'estremo levante, il vessillo spallino sventola per un punto d'oro: un altro passo verso l'Olimpo. Il risultato in bianco non è riso scotto sulla tavola biancazzurra, semmai antipasto promettente per un futuro che profuma sempre più di serie A. Sul malmostoso Picco di La Spezia, dove scorrevano vene tese per alcuni torti arbitrali, i ragazzi di Semplici hanno confezionato una gara saggia. Compatti, tosti il giusto, con l'obiettivo di non scoprirsi le spalle e – qualora accadesse – pungere. Non era ieri, il pomeriggio per festeggiare la promozione matematica ma ormai ci siamo. Senza Schiattarella, dopo 45' complessi, nel prosieguo della “carrera” la Spal è salita di tono anche in fase offensiva. La colonna sonora è stata Spezia a ruminare gioco, biancazzurri ad avere le palle gol più succose e clamorose: al 18' con Arini che ha incredibilmente sparato alto a due metri dalla porta sguarnita; al 27' col moto perpetuo Lazzari che ha chiuso fuori dopo una meravigliosa combinazione Mora-Antenucci. La ripresa è stata da brividi e controbrividi, con occasioni nate da tante palle volanti. I liguri qualcosa hanno avuto (mitico Meret su bordata all'incrocio di Piccolo al 28), in linea di massima comunque Spal di personalità.

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Avvio elettrico: le aquile bianche sono nervose. La Spal non si scompone: sangue freddo per reggere ad una sfuriata iniziale che era prevista. Come s'era intuito alla vigilia, Schiavon parte dall'inizio e si affianca a Lazzari sul fianco destro dello schieramento estense. In generale, per una buona mezz'ora, lo Spezia produce poco. Molta fuffa, ché Meret non è sostanzialmente chiamato in causa. I locali giocano ad elastico: difesa a tre con palla lontana, poi le linee chiudono il castello passando a quattro ed a cinque con pallone sulla trequarti. Migliore “cura” Lazzari, mentre Maggiore bracca Mora: Di Carlo vuole bloccare alla foce del gioco gli incursori spallini. Due-tre sussulti sul finale di tempo: botta di Migliore (33'), tiraccio di Diokovic (34'). Al 35' Piccolo si lascia andare in area: nulla di che, però è l'innesco per accendere un pubblico avvelenato con i fischietti. Intervallo e Spal che davanti ha prodotto quasi nulla.

Molto meglio la ripresa, con partita che rimane viva. Sempre. Se uno dei due contendenti abbassa la guardia, sicuro che gli arriva il colpo del ko. Le aquile bianche di casa spingono, forzano molto sulla corsia di destra. In mezzo Arini copre ogni buco, Schiavon è inesauribile. Soprattutto, nel cuore dell'area, Vicari è un totem. Dopo 13' entra Floccari, impatto lieve dopo l'infortunio. Ci sta. La Spal comunque prende campo, Costa a sinistra e Lazzari a destra escono dal guscio. Occasionissima di Arini su angolo. Lo Spezia replica con un paio di colpi di testa (Vignali) e tiri da fuori ma lo specchio lo centra solo Piccolo con Meret che risponde da predestinato. Tra una replica e l'altra dei liguri, ci sta pure la chance che Lazzari getta via. Dopo la mezz'ora Semplici toglie Costa, sposta Mora sulla linea dei difensori e Schiavon a sinistra. Spezia a spremere le ultime energie, in cerca del colpo da novanta e dei punti playoff. Spal che non barcolla, tranne al 38' su sanguinosa palla persa da Cremonesi che quasi innesca un contropiede letale. Non poteva arrivare la beffa, la Spal non lo meritava. La Spal, piuttosto, mette un altro timbro nel cammino verso la gloria.

 

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