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Longhi lancia il Sasso e affonda l’Argentana 

Longhi lancia il Sasso e affonda l’Argentana 

Un colpo di testa del difensore ospite regala la vittoria ai bolognesi Mister Marchini dà spazio ai giovani, il portiere Bracchetti evita il raddoppio

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ARGENTA . Al “Mongardi” di Argenta va in scena la classica partita di fine stagione tra una squadra ampiamente e meritatamente salva e una compagine che ha bisogno di una vittoria per garantirsi la continuazione di un sogno. I novanta minuti di gioco seguono un copione classico, con l'Argentana volonterosa ma poco pericolosa in fase offensiva e un Sasso Marconi sornione, abile a colpire nel primo tempo e a gestire il vantaggio che porta i bolognesi diretti allo spareggio playoff contro la seconda del girone A di Eccellenza, la Folgore Rubiera. Marchini dà spazio a Maione, mentre Grazhdani agisce alle spalle di Alberi impiegato come attaccante boa. D'altra parte c'è il classico 4-2-3-1 di Moscariello, con il giovane Garni mobile riferimento centrale e un trio di lusso dietro la punta composto da Arbizzani, Noselli e Benatti. L'Argentana parte bene, ma la prima occasione è ospite. Al 5' un corner di Cortese da destra viene solo sfiorato dalla testa di Arbizzani, ben posizionato in area di rigore. Marchini chiama i suoi all'ordine e dopo una manovra avvolgente Grazhdani scaglia un sinistro che sibila accanto al palo destro della porta difesa da Lazzari. Il gol che decide il match arriva al 19' quando è ancora un calcio piazzato a creare difficoltà all'Argentana. Il solito Cortese pennella sempre da destra per la testa di Longhi che indirizza di testa sul palo opposto con una traiettoria che beffa Bracchetti scavalcandolo. L'occasione del pareggio capita al 29' quando Alberi lavora un gran pallone in area e fa sponda per l'accorrente Maione che per il dispiacere del pubblico di casa spara un piattone alto da ottima posizione. Nella ripresa il Sasso copre bene il campo, Marchini dà spazio ai giovani e solo Bracchetti salva i suoi dal raddoppio ospite, salvando due volte prima su Hinek e poi su Noselli.
Alessandro Ferri
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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