Spal, lo sforzo finale dopo un anno durissimo
Il condottiero biancazzurro: «Raschiamo il fondo del barile per l’obiettivo» Le energie iniziano a scarseggiare ora è necessario produrre lo strappo decisivo
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FERRARA. «Dobbiamo raschiare anche il fondo del barile per cercare di tirar fuori le ultime energie e arrivare al nostro obiettivo». La citazione è del condottiero biancazzurro (mister Leonardo Semplici) e risale a qualche settimana, ed esattamente al momento in cui la Spal ha deciso di mettersi sempre di più “in proprio” conquistando una serie di vittorie che con tutta probabilità si riveleranno fondamentali per urlare di gioia al termine di questo indimenticabile campionato di serie B.
La citazione
La citazione, sopra riportata, ha un significato estremo e non è stata buttata a caso. Semplici voleva spronare, motivare e caricare ulteriormente i suoi ragazzi nel gettare ancor di più il cuore oltre l'ostacolo. Perché? Perché dopo la doppia sconfitta patita contro Frosinone e Avellino, l’allenatore aveva visto una squadra stanca. Non tanto fisicamente, bensì mentalmente. Perché la serie B è un campionato infinito, dispendioso e che evidenzia strascichi positivi e negativi per periodi, momenti e giornate. I turni infrasettimanali sono stati dei propri macigni di fatiche. Gli anticipi e i posticipi anche, soprattutto se consideriamo anche il ravvicinato periodo di attività sotto le feste di Natale, con tanti saluti a panettoni e spumanti. Le trasferte lunghe e logisticamente non comode. I recuperi tra partite e allenamenti, con fattibilità sempre meno agevole.
Questo è stato ed è ancora tuttora il campionato cadetto che la Spal sta comandando guardando tutti dall'alto verso il basso. Un qualcosa di maestoso, perché se è vero che la testa fa muovere le gambe, allora vuol proprio dire che alla guida di questa corazzata di splendidi ragazzi, c'è un allenatore che - assieme ai suoi collaboratori e al direttore generale Davide Vagnati - ha plasmato un gruppo che riesce ad andare oltre a schemi, guai fisici, moduli tattici di avversari che impostano partite per non farti giocare e ogni altra variabile di questo sport.
Crescita fisica
La Spal vista a La Spezia è apparsa fisicamente la migliore Spal delle ultime recenti settimane, dove paradossalmente aveva ottenuto sempre i tre punti, tirando fuori artigli, personalità e raschiando quel famoso barile che però è ancor pieno di motivazioni e carattere. Contro Latina e Cittadella i biancazzurri erano parsi meno brillanti, ma in terra ligure il punto conquistato è stato anche merito della tanta corsa - soprattutto proposta intelligentemente e in maniera collaudata - che hanno messo in campo tutti gli undici, con il bellissimo sacrificio delle due punte (Antenucci-Zigoni), l'inesauribile spinta degli esterni (Lazzari e Costa) e il tosto lavoro di una linea mediana (Schisvon-Arini-Mora) che - va assolutamente sottolineato - ha giocato ancora una volta senza Pasquale Schiattarella, un altro che di motivazioni mentali ne sa qualcosina, visto che rappresenta l'icona del trascinatore in campo e l'esempio per i più giovani. Non resta che attendere la prossima sfida alla Pro Vercelli. La tecnica motivazionale della settimana dovrebbe essere semplice, perché certe partite si preparano da sole.
Alessio Duatti
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
La citazione
La citazione, sopra riportata, ha un significato estremo e non è stata buttata a caso. Semplici voleva spronare, motivare e caricare ulteriormente i suoi ragazzi nel gettare ancor di più il cuore oltre l'ostacolo. Perché? Perché dopo la doppia sconfitta patita contro Frosinone e Avellino, l’allenatore aveva visto una squadra stanca. Non tanto fisicamente, bensì mentalmente. Perché la serie B è un campionato infinito, dispendioso e che evidenzia strascichi positivi e negativi per periodi, momenti e giornate. I turni infrasettimanali sono stati dei propri macigni di fatiche. Gli anticipi e i posticipi anche, soprattutto se consideriamo anche il ravvicinato periodo di attività sotto le feste di Natale, con tanti saluti a panettoni e spumanti. Le trasferte lunghe e logisticamente non comode. I recuperi tra partite e allenamenti, con fattibilità sempre meno agevole.
Questo è stato ed è ancora tuttora il campionato cadetto che la Spal sta comandando guardando tutti dall'alto verso il basso. Un qualcosa di maestoso, perché se è vero che la testa fa muovere le gambe, allora vuol proprio dire che alla guida di questa corazzata di splendidi ragazzi, c'è un allenatore che - assieme ai suoi collaboratori e al direttore generale Davide Vagnati - ha plasmato un gruppo che riesce ad andare oltre a schemi, guai fisici, moduli tattici di avversari che impostano partite per non farti giocare e ogni altra variabile di questo sport.
Crescita fisica
La Spal vista a La Spezia è apparsa fisicamente la migliore Spal delle ultime recenti settimane, dove paradossalmente aveva ottenuto sempre i tre punti, tirando fuori artigli, personalità e raschiando quel famoso barile che però è ancor pieno di motivazioni e carattere. Contro Latina e Cittadella i biancazzurri erano parsi meno brillanti, ma in terra ligure il punto conquistato è stato anche merito della tanta corsa - soprattutto proposta intelligentemente e in maniera collaudata - che hanno messo in campo tutti gli undici, con il bellissimo sacrificio delle due punte (Antenucci-Zigoni), l'inesauribile spinta degli esterni (Lazzari e Costa) e il tosto lavoro di una linea mediana (Schisvon-Arini-Mora) che - va assolutamente sottolineato - ha giocato ancora una volta senza Pasquale Schiattarella, un altro che di motivazioni mentali ne sa qualcosina, visto che rappresenta l'icona del trascinatore in campo e l'esempio per i più giovani. Non resta che attendere la prossima sfida alla Pro Vercelli. La tecnica motivazionale della settimana dovrebbe essere semplice, perché certe partite si preparano da sole.
Alessio Duatti
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