Higuain salva la Juve all’ultimo respiro
Il Torino segna con Ljajic, poi resta in dieci e nel recupero si fa raggiungere. Per i bianconeri festa scudetto rinviata
2 MINUTI DI LETTURA
TORINO. In pieno recupero, alla sua maniera, Gonzalo Higuain ha rimesso in equilibrio un derby che Adem Ljajic aveva improvvisamente griffato con un capolavoro di arte varia. Per la quantità di occasioni create e sciupate, per il tipo di partita condotta, sarebbe stato per lo meno curioso se la Juventus avesse perso, anche se gli errori commessi in fase realizzativa non possono rappresentare un alibi. Va pure sottolineato che il pareggio bianconero è giunto con il Torino in inferiorità numerica, per l’espulsione di Acquah, contestatissima, in particolare da Mihajlovic, cacciato pure lui. L’uno a uno non aggiunge e non toglie nulla alla lotta scudetto, così come non aggiunge e non toglie nulla alla stagione dei granata.
Allegri ha cambiato otto uomini rispetto al successo di Monaco, oltre all’assetto di gioco, un insolito ma collaudato 4-4-2, eppure - come niente fosse - la Juventus ha dettato legge con l’intenzione di chiudere la pratica il più presto possibile per destinare tutte le energie al ritorno di Champions League. Una traversa (Benatia), alcune paratissime di Hart (su Sturaro e Lichtsteiner, soprattutto su Dybala), l’erroraccio di Bonucci a pochi metri dalla linea di porta hanno consentito al Torino di limitare i danni. La squadra di Mihajlovic non ha quasi mai potuto e saputo reagire, inchiodata nella propria trequarti.
La ripresa è cominciata con la punizione favolosa di Ljajic che ha scassato l’equilibrio della gara, un tiro bello e imprendibile, l’1-0 che nessuno immaginava. La reazione della Juventus è stata immediata con la combinazione Khedira-Mandzukic e con la solita chance sprecata dai bianconeri. Poi c’è stato l’episodio che ha trasformato una partita normale in un derby autentico, ovvero l’espulsione di Acquah per un’entrata su Mandzukic e sul pallone, con sceneggiata isterica di Mihajlovic allontanato dal campo non prima di aver messo la sua faccia davanti a quella del quarto uomo e aver cercato il contatto in campo con l’arbitro Valeri. Il quale, va detto, non è sembrato in un sabato di massima ispirazione.
Nonostante la superiorità numerica, la Juve ha continuato a sprecare l’insprecabile, vedi alla voce Khedira, mentre Allegri ha inserito Higuain e Pjanic. Bonucci si è iscritto per la seconda volta alla lista degli spreconi a dieci minuti dalla fine quando ormai il match si era trasformato in assedio. Poi ci ha pensato Higuain, quando il popolo granata aveva già intonato i cori di festa.
Allegri ha cambiato otto uomini rispetto al successo di Monaco, oltre all’assetto di gioco, un insolito ma collaudato 4-4-2, eppure - come niente fosse - la Juventus ha dettato legge con l’intenzione di chiudere la pratica il più presto possibile per destinare tutte le energie al ritorno di Champions League. Una traversa (Benatia), alcune paratissime di Hart (su Sturaro e Lichtsteiner, soprattutto su Dybala), l’erroraccio di Bonucci a pochi metri dalla linea di porta hanno consentito al Torino di limitare i danni. La squadra di Mihajlovic non ha quasi mai potuto e saputo reagire, inchiodata nella propria trequarti.
La ripresa è cominciata con la punizione favolosa di Ljajic che ha scassato l’equilibrio della gara, un tiro bello e imprendibile, l’1-0 che nessuno immaginava. La reazione della Juventus è stata immediata con la combinazione Khedira-Mandzukic e con la solita chance sprecata dai bianconeri. Poi c’è stato l’episodio che ha trasformato una partita normale in un derby autentico, ovvero l’espulsione di Acquah per un’entrata su Mandzukic e sul pallone, con sceneggiata isterica di Mihajlovic allontanato dal campo non prima di aver messo la sua faccia davanti a quella del quarto uomo e aver cercato il contatto in campo con l’arbitro Valeri. Il quale, va detto, non è sembrato in un sabato di massima ispirazione.
Nonostante la superiorità numerica, la Juve ha continuato a sprecare l’insprecabile, vedi alla voce Khedira, mentre Allegri ha inserito Higuain e Pjanic. Bonucci si è iscritto per la seconda volta alla lista degli spreconi a dieci minuti dalla fine quando ormai il match si era trasformato in assedio. Poi ci ha pensato Higuain, quando il popolo granata aveva già intonato i cori di festa.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
