La Nuova Ferrara

Sport

Spal, promozione A un passo

di Paolo Negri
Spal, promozione A un passo

Il sogno 49 anni dopo. Sfida decisiva contro la Pro Vercelli: 3 punti e l’impresa diventa matematica

3 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. 12 maggio 1968. 7 maggio 2017. Due date simbolo. Quella dell’ultima partita - fino ad ora - della Spal in serie A (0-1 con la Juventus). E quella del possibile, auspicato, ritorno dei biancazzurri nella massima categoria. Dopo 49 anni di attesa. Mezzo secolo. Un’eternità.


Seneca affermava che non è vero che non abbiamo tempo, ma sì che ne perdiamo troppo. Ecco, la Spal di tempo ne ha perso tanto, un’infinità. La serie A poteva essere riconquistata prima: nel 75/76 (ultimo anno del regno di Paolo Mazza), o all’inizio degli anni ’80 e - più avanti - nei ’90 se gestioni prima tecnico/economiche e poi societarie non avessero impedito la pianificazione vincente. Dopo una lunga traversata del deserto la Spal è rinata sotto l’egida Colombarini-Mattioli-Vagnati, (ri)partendo dal gradino più basso del professionismo ed arrivando in appena quattro stagioni ad un passettino dall’agognata serie A. Che, appunto, può essere celebrata oggi.

[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:site:1.15302047:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/image/contentid/policy:1.15302047:1650620071/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Appuntamento con la storia: ore 17.30, stadio “Paolo Mazza”, contro la Pro Vercelli. Una vittoria ed è fatta. Matematicamente. Complice il pareggio interno del Perugia venerdì con lo Spezia, se la Spal batte la Pro va a +16 sullo stesso Perugia, ora 4º in classifica, e con le successive ultime due giornate da disputare, nella peggiore delle ipotesi (due sconfitte, altrettante affermazioni degli umbri) terminerebbe con 10 lunghezze di vantaggio sul Grifone. Il margine necessario per evitare i play off e salire di categoria anche arrivando 3ª.
Insomma, quella odierna è un’occasionissima per chiudere anticipatamente i conti. Per celebrare. Per dare vita a festeggiamenti “pazzeschi”. Per sancire la rinascita, il ritorno nel grande calcio, il riappropriarsi di un posto che il calcio italiano aspettava con impazienza di riconsegnare ad una delle sue interpreti più nobili. La grande utopia del presidente Walter Mattioli - ricalcare le orme di Paolo Mazza - sta per diventare realtà. Manca l’ultimissimo sforzo. Che non sarà semplice, più sotto il profilo mentale, psicologico, che tecnico e fisico, per quanto l’usura del campionato sia palpabile.


La Spal “deve” vincere. Ne sarà condizionata? O giocherà con determinazione totale? Con la concentrazione ma anche la libertà di chi sa di essere sul portone della gloria?


Difficile dare risposte perentorie. La storia di questo gruppo però insegna che regolarità, qualità, identità, “fame”, capacità di ripartire dopo qualche stop, solidarietà, massimo slancio nella ricerca dell’obiettivo hanno rappresentato i principali capisaldi della truppa che mister Leonardo Semplici ha forgiato e guidato con maestria unica, artefice di una progressiva e perentoria crescita suscettibile di sfociare in due promozioni consecutive.
Formazione? Tutti disponibili tranne Pontisso. Quindi si può ipotizzare il rientro di Schiattarella a centrocampo come la presenza di Floccari, pure recuperato ma che potrebbe partire dalla panchina dopo il ritorno part time a La Spezia e l’affaticamento che per qualche giorno ha fatto temere guai più seri: possibile che al fianco di bomber Antenucci giostri Zigoni, pedina sempre preziosissima e strettamente legata alla storia spallina: di suo padre Gianfranco il gol della Juve che timbrò la retrocessione biancazzurra dalla serie A nel 1968; sua, di Gianmarco, la rete che l’anno scorso contro l’Arezzo firmò il ritorno in B. Chissà che oggi il cerchio non si chiuda. Ma chiunque segni, sarà festa. Con la A maiuscola.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google