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I vip sfidano la scaramanzia con l’Orlando, selfie e auspici

Loro, i tifosi vip, avevano provato anche a sfidare la scaramanzia, pur di preparare adeguatamente i festeggiamenti, ma ieri non è bastato. Così «e quelle giornate che aspetti da una vita» postato su...

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Loro, i tifosi vip, avevano provato anche a sfidare la scaramanzia, pur di preparare adeguatamente i festeggiamenti, ma ieri non è bastato. Così «e quelle giornate che aspetti da una vita» postato su Fb dal super tifoso Andrea Sax Poltronieri già ieri mattina, ha finito per essere la colonna sonora di un’occasione mancata.
Non era stato da meno il sindaco Tiziano Tagliani, che poco prima del fischio d’inizio aveva twittato una foto dello stadio con una strofa “adattata” dell’Orlando Furioso, «Le cortesiae le audaci imprese io canto di quando in A si torni dopo aver atteso TANTO»: tanto sprezzo del pericolo non è stato ricompensato.
E che dire del segretario regionale Pd, Paolo Calvano, che alla mattina era a Roma ad applaudire la seconda incoronazione di Matteo Renzi, con la sciarpa della Spal al collo (Dario Franceschini, più scaramantico, non indossava nemmeno una spilletta e diceva in giro «aspettiamo, aspettiamo...»); alle 15 ha preso il Frecciarossa e a tempo di record, alle 17.40, è sbucato in tribuna laterale al Mazza, avendo perso solo una manciata di minuti del match. «Una sfortuna tremenda, ma ci stiamo già organizzando per andare a Terni con Tagliani, Modonesi, Merli, Turri...» ha rilanciato Calvano subito dopo il fischio finale. Merli è l’assessore allo Sport, che prima della partita era sbucato sui social con un selfie in sciarpa biancazzurra assieme alla giocatrice di pallamano Katia Soglietti e altri tifosi, ma per il resto è rimasto come tutti in attesa di un gol mai arrivato. Il collega Aldo Modonesi ha twittato anche dopo il classico #ForzaSpal, mentre l’altro assessore comunale, Caterina Ferri, ci aveva provato un po’ timidamente prima del match. Al triplice fischio, naturalmente, i social sono stati invasi da chi individuava in questo o quel segnale l’annuncio del pomeriggio funesto (non festoso, meglio), e si è scatenata la caccia all’oggetto porta-sfortuna: ha vinto il palco per i festeggiamenti montato in anticipo sul Listone.

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