«Reno, verdetto ingiusto a Medicina»
Dirani: ko immeritato, fuorigioco sul loro gol e rigore non dato a Righini
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RENO CENTESE. Metabolizzare una delusione non è mai facile. Anche se questa delusione è stata addolcita dall’impressione che il Reno Centese abbia, a tratti, annichilito la sua avversaria diretta dei playoff: il Medicina. La partita dello scorso febbraio, quando il Reno subì lungamente le sfuriate giallorosse, domenica è stata solo un lontanissimo ricordo. La formazione bluazzurra ha fatto la partita, con un approccio all’incontro determinato e pressoché perfetto. Rimettendo in piedi uno spareggio che stava immeritatamente perdendo, a dieci minuti dalla fine, e lottando fino all’ultimo istante dei supplementari. Quando i crampi hanno fermato alcuni degli indomiti protagonisti del match, vedi capitan Matteo Matteuzzi.
«Un gruppo di ragazzi straordinari - ha ricordato a fine gara il tecnico, Andrea Dirani -, che ha dominato 120 minuti in casa del Medicina (cambiando modulo di gioco, passando dal 4-3-3 al 4-2-4, senza subire mai) e che, con Colino e Buganza, ha avuto le occasioni per chiuderla. È come se avessimo preparato il match in tre anni di lavoro - dice il trainer - e la prestazione, in questo caso, lenisce il risultato. Che poteva essere diverso, anche per il fuorigioco del loro giocatore in occasione del gol e per il rigore che era parso netto su Righini».
Ma la dura legge dello scontro a eliminazione diretta prevede che sia soltanto una, alla fine, la squadra che può alzare le braccia al cielo. Per l’altra, iniziano inevitabilmente le analisi del dopo-stagione. Più che lusinghiera quella del Reno Centese, secondo il suo presidente Orlando Simonati: «La squadra ha fatto un buonissimo campionato - conferma il marrsimo dirigente -. Dispiace avere mancato l’obiettivo all’ultimo, ma ci tenevamo a fare i playoff e ci siamo arrivati. Poi, abbiamo in un certo senso buttato via noi il campionato, perdendo punti con le formazioni di coda (Mesola, Sesto Imolese e Basca, ndr), punti che potevano fare la differenza, ma sono comunque cose che ci possono stare nell’arco di un campionato. I ragazzi sono stati bravi e siamo contenti di quello che hanno saputo fare».
Lecito, adesso, interrogarsi sul futuro: «L’anno prossimo - rivela il presidente - qualche cambiamento ci sarà di sicuro. Stiamo valutando in questi giorni il da farsi, ma è chiaro che in un triennio un ciclo si è chiuso. Lavoreremo per fare un torneo sulla falsariga di quest’anno, perché la nostra categoria è questa».
Mirco Peccenini
«Un gruppo di ragazzi straordinari - ha ricordato a fine gara il tecnico, Andrea Dirani -, che ha dominato 120 minuti in casa del Medicina (cambiando modulo di gioco, passando dal 4-3-3 al 4-2-4, senza subire mai) e che, con Colino e Buganza, ha avuto le occasioni per chiuderla. È come se avessimo preparato il match in tre anni di lavoro - dice il trainer - e la prestazione, in questo caso, lenisce il risultato. Che poteva essere diverso, anche per il fuorigioco del loro giocatore in occasione del gol e per il rigore che era parso netto su Righini».
Ma la dura legge dello scontro a eliminazione diretta prevede che sia soltanto una, alla fine, la squadra che può alzare le braccia al cielo. Per l’altra, iniziano inevitabilmente le analisi del dopo-stagione. Più che lusinghiera quella del Reno Centese, secondo il suo presidente Orlando Simonati: «La squadra ha fatto un buonissimo campionato - conferma il marrsimo dirigente -. Dispiace avere mancato l’obiettivo all’ultimo, ma ci tenevamo a fare i playoff e ci siamo arrivati. Poi, abbiamo in un certo senso buttato via noi il campionato, perdendo punti con le formazioni di coda (Mesola, Sesto Imolese e Basca, ndr), punti che potevano fare la differenza, ma sono comunque cose che ci possono stare nell’arco di un campionato. I ragazzi sono stati bravi e siamo contenti di quello che hanno saputo fare».
Lecito, adesso, interrogarsi sul futuro: «L’anno prossimo - rivela il presidente - qualche cambiamento ci sarà di sicuro. Stiamo valutando in questi giorni il da farsi, ma è chiaro che in un triennio un ciclo si è chiuso. Lavoreremo per fare un torneo sulla falsariga di quest’anno, perché la nostra categoria è questa».
Mirco Peccenini
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