La Juventus vola in finale di Champions
Mandzukic e Dani Alves liquidano la pratica Monaco, la rete di Mbappè fa rabbia soltanto alla difesa record bianconera
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TORINO. L’appuntamento è a Cardiff, per il 3 giugno, perché due anni dopo Berlino e quella notte beffarda la Juventus è di nuovo in finale di Champions League. L’unica suspence, dopo la vittoria contro il Monaco confezionata nella bolgia dello Stadium, è legata al nome dell’avversario da affrontare e battere, verosimilmente il Real Madrid. Il resto è pura cronaca, statistica, riflessioni declinate con iperboli e superlativi. Rispetto allo scontro perso con il Barcellona, stavolta i campioni d’Italia hanno più consapevolezza nei propri mezzi e più giocatori di spessore: Dani Alves, che allora fece festa, Mandzukic, Higuain e Dybala, che all’Olimpiastadion c’era ma solo nella veste di novello tifoso. In assoluto, questA Juventus è più forte di quella targata Morata-Tevez, anche se le finali - e i bianconeri ne sanno qualcosa - non sono mai scontate, nemmeno quando il pronostico sorride. Nella serata magica di ieri appena due macchioline: l’infortunio muscolare di Khedira e l’eccessiva superficialità in fase realizzativa. In entrambi i casi, il tempo per rimediare non manca. La terza è il brutto fallo di Glik nei confronti di Higuain, una cattiveria fuori contesto. E qui non esiste rimedio. La Juventus ha impiegato 20 minuti per uscire dalla bambagia, cioè dall’idea che la sfida di ritorno contro il Monaco potesse essere una sorta di allenamento, una passeggiata lungo la road to Cardiff. Fino a quando Mandzukic ha sbattuto dentro il pallone della svolta e della sicurezza. Va detto che prima della rete di Supermario, che per festeggiare si è buttato letteralmente tra i tifosi della curva, la Juventus ha continuato lo sperpero iniziato nel derby.Ma se Dybala si è divorato il raddoppio, sul corner successivo Dani Alves, con una magia incredibile, ha chiuso gioco, partita e incontro, calciando al volo da 20 metri sulla ribattuta di Subasic. La rete di Mbappè, a venti minuti dall’epilogo, ha soltanto sporcato lo stato di servizio della difesa bianconera, la meno battuta d’Europa.
«Quando nel 2015 abbiamo giocato la finale Champions, tutti credevano fosse la mia ultima. Anche io lo pensavo, anche se sotto sotto ci speravo..». A 39 anni, Gianlugi Buffon giocherà invece un'altra finale, il 3 giugno a Cardiff. «Anche stasera abbiamo passato brutti momenti - le parole del portiere bianconero- e se fossimo scesi in campo con la puzza sotto al naso, sarebbe stata ancora più dura. Invece abbiamo saputo soffrire, ed è arrivata questa finale. Ma ora non conta nulla...», la chiusura di Buffon.
«Quando nel 2015 abbiamo giocato la finale Champions, tutti credevano fosse la mia ultima. Anche io lo pensavo, anche se sotto sotto ci speravo..». A 39 anni, Gianlugi Buffon giocherà invece un'altra finale, il 3 giugno a Cardiff. «Anche stasera abbiamo passato brutti momenti - le parole del portiere bianconero- e se fossimo scesi in campo con la puzza sotto al naso, sarebbe stata ancora più dura. Invece abbiamo saputo soffrire, ed è arrivata questa finale. Ma ora non conta nulla...», la chiusura di Buffon.
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