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Bertoni, il doppio ex Cara Spal meriti la A 

di Paolo Negri
Bertoni, il doppio ex Cara Spal meriti la A 

«Tifo biancazzurro, ho allenato Vagnati: è il suo capolavoro» 

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FERRARA. Alessandro Bertoni, tre stagioni alla Spal, uomo-mercato nell’estate del ’90 quando passò al Venezia. Segni particolari: ha giocato sia con i biancazzurri che con la Ternana, avversario della Spal nel 92/93 in serie B. Allenatore, storico “vice” di Cuoghi, prima guida del Messina e ora tecnico del settore giovanile (al Carpi). A lui, doppio ex e occhio clinico da allenatore, il compito di inquadrare la sfida di sabato, ed anche di una panoramica a 360 gradi sui biancazzurri.
Bertoni, cuore e colore: per chi tiferà sabato?
«Sono due squadre che ho dentro. In realtà tifo per entrambe, ma se devo fare un nome solo dico Spal. Per i tre anni vissuti a Ferrara, e per altro».
Sveliamolo, questo altro...
«Davide Vagnati è stato un “mio” giocatore. L’ho guidato a Pisa, quando ero in nerazzurro come secondo di Cuoghi e abbiamo vinto la serie D riportando il Pisa tra i professionisti. Davide era il capitano di quella squadra, un leader, centrocampista di personalità, capace anche di fare gol, un lusso per la categoria. Sono felice della carriera dirigenziale che sta compiendo. Direi che alla Spal non ha sbagliato un colpo, guardate dove l’ha portata. Questa probabile, vicina, promozione in serie A non se l’aspettava nessuno, non così presto. Nemmeno Vagnati, forse».
Siete in contatto?
«Ci vediamo, in giro per stadi. Di recente in occasione di Sassuolo-Sampdoria».
Venendo alla sfida di sabato: gara decisiva per entrambe le squadre.
«Direi che la Ternana ha bisogno di punti più della Spal. I biancazzurri potrebbero andare in A anche perdendo tutte e due le restanti partite. La Spal è più vicina al traguardo, la Ternana per salvarsi deve sudare ancora. Se i biancazzurri avessero battuto la Pro Vercelli e fossero stati promossi già domenica scorsa, allora il compito per la Ternana sarebbe stato più semplice, questione di motivazioni. Così invece la Spal non potrà “regalare” niente».
Ma che partita sarà?
«Tirata, equilibrata, non agevole nemmeno per la Spal. La Ternana ha vissuto una stagione di grandi difficoltà ma ultimamente si è messa a correre, è in una fase molto positiva, è in forma. Spero che al di là del risultato di sabato le due squadre centrino i rispettivi obiettivi».
A Ferrara c’è fibrillazione...
«Lo immagino. Sono molto contento che la Spal vada in A, dico così anche se non è ancora fatta matematicamente ma le combinazioni favorevoli sono tante. Dopo 49 anni di attesa sarebbe una gioia immensa per tutta la città. La piazza merita, vive di calcio, lì ti senti giocatore vero. Ma anche a Terni sono molto legati alla squadra, è stato bello giocarci».
Ha visto all’opera la Spal?
«Certo, più di una volta. Spesso in tv, altre volte dal vivo. Come a Carpi, dove mi ha fatto una grandissima impressione: solida, con meccanismi oliati alla perfezione, capace di giocare a memoria e con entusiasmo, e con elementi di alto livello. Floccari e Antenucci se stanno bene fanno la differenza, ma penso ad altri».
A chi?
«Meret ha un futuro. E Bonifazi è uno dei difensori più forti in assoluto tra quelli in circolazione. Fortissimo, fortissimo. Un capolavoro di Vagnati, visto che a Caserta non giocava».
Da ex difensore come lo descriverebbe?
«Personalità, destro e sinistro, capacità di uscire palla al piede, un falso lento in realtà dotato di velocità e grande forza, e non perde mai la calma. Il paragone con Bonucci? Lo juventino ha più lancio, ma Bonifazi come marcatore è più forte. A Carpi contro Di Gaudio, uno che nel breve ti salta sempre, non è mai andato in difficoltà. E nemmeno contro Lasagna. Però...».
C’è un però?
«Sì, credo che la vera anima della Spal siano quei giocatori che sono lì da qualche anno: Castagnetti, il magnifico Lazzari che mi piace molto, che ha qualità atletiche e tecniche e che è esaltato da questo modulo. E soprattutto penso a Mora, il cuore e il leader della squadra. L’avevo visto ai tempi dell’Alessandria e non pensavo potesse arrivare a tali livelli. Invece... È lui il simbolo della Spal».
In definitiva?
«Spero che la Spal chiuda il discorso presto...».

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