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dopo la retrocessione in prima 

Mesola, un pieno di amaro L’analisi di Grillenzoni

Mesola, un pieno di amaro L’analisi di Grillenzoni

MESOLA . Ragionamenti su una retrocessione. All'indomani della fine del campionato chiuso con una sconfitta per 3-1 a Casumaro, ma in realtà una settimana prima, dopo che la caduta interna contro il...

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MESOLA . Ragionamenti su una retrocessione. All'indomani della fine del campionato chiuso con una sconfitta per 3-1 a Casumaro, ma in realtà una settimana prima, dopo che la caduta interna contro il Conselice ne aveva decretato la matematica retrocessione in 1ª categoria dopo due anni di Promozione, nell'ambiente del Mesola si è diffusa una mestizia per la perdita della categoria. Numerose le motivazioni per una debacle giunta al termine di una stagione peraltro difficile e per questo la retrocessione non era forse inaspettata, ma si sperava di raggiungere almeno i playout. Ci credeva, l'allenatore Mauro Grillenzoni: « È vero che sono arrivato a stagione molto avanzata e con una situazione già abbastanza compromessa - dice amareggiato il tecnico biancazzurro -, ma sinceramente pensavo di portare la squadra perlomeno ai playout; il mese di marzo, con alcuni positivi risultati, ci aveva illusi. Poi, nel momento più importante della stagione, per infortuni e vari problemi ci sono mancati molti giocatori. Purtroppo devo anche dire però che alcuni non hanno dimostrato grande professionalità e dedizione; non voglio criminalizzare nessuno ma in alcuni è mancata la voglia e la capacità di soffrire per una società che avrebbe meritato di più e che ha dato tanto, sono mancate le risposte da parte di alcuni elementi. C'erano limiti notevoli in questa squadra, ma credevo si potesse accedere agli spareggi».
Si può affermare che la sconfitta chiave è stata quella in casa contro il Casalecchio? «Certamente è stata una partita pesante, che poi la settimana successiva ci ha costretti a giocare contro il Basca con l'obbligo di fare risultato e con defezioni importanti. Aggiungo, come ho già detto, che ho visto alcune situazioni arbitrali in campo che mi hanno lasciato perplesso. Però, se una squadra vuole uscire da questa condizione, deve essere più forte di tutte queste cose». I freddi numeri parlano di sessanta reti subite. «Il reparto difensivo è risultato deficitario, questi numeri parlano chiaro, nonostante abbiamo provato in tutti i modi a subire meno gol. Giocando, ad esempio, con la squadra alta in modo che il pallone fosse lontano dalla nostra porta. In attacco, invece, eravamo migliorati: nelle prime 25 partite questa squadra aveva realizzato 17 reti, dopo il mio arrivo in 9 gare ne ha segnate 15 ma questo non è bastato. Infatti sono convinto che in attacco questa rosa abbia bisogno solo di ritocchi mentre dal centrocampo in giù ci sia da lavorare in modo importante con 5-6 innesti. Se si pensa che Codignola ha fatto 11 reti, Finotti 10, ma in sole 15 partite, e Casini non ha potuto giocare molto per infortuni, ritengo che abbia un attacco importante per una 1ª categoria». Parla ancora come allenatore del Mesola... «Ancora niente è deciso, stiamo parlando».
Lorenzo Gatti

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