gioca la beneamata
A un centimetro dal cuore un girotondo di pensieri
di Marco Nagliati
A un passo dal cuore, c’è un gran batticuore. Un girotondo di pensieri avvolge l’universo Spal. Sul terreno umbro del “Liberati” di Terni, la Beneamata scende in campo giocandosi un’altra carta per...
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A un passo dal cuore, c’è un gran batticuore. Un girotondo di pensieri avvolge l’universo Spal. Sul terreno umbro del “Liberati” di Terni, la Beneamata scende in campo giocandosi un’altra carta per la promozione in serie A. La prima, quasi uno “scartino”, è finita sul tappeto verde di La Spezia ma - trattandosi di ipotesi remota - è caduta senza lasciare tracce. La seconda, ben più pesante, i biancazzurri l’hanno estratta dal mazzo la settimana scorsa: il pari con la Pro Vercelli (che ha lasciato un gusto di amarognolo, quanto invece il punto di La Spezia è stato succoso) ha impedito che si alzasse il sipario sul salone delle danze. Nulla di irrimediabile, benché un filo di ansia cresca al pari con l’attesa. Rimangono due chances: Terni e giovedì 18 con il Bari.
Oggi, Ferrara si ferma. Trattiene il fiato. Il popolo che ha potuto scende in Umbria, il popolo rimasto si accovaccia davanti a televisori e maxi schermi. Ognuno con i propri riti, le scaramanzie segrete e quelle più evidenti. Non c’è un ferrarese che, almeno un po’, non si senta spallino nell’anima ha detto l’altro giorno il nostro concittadino doc Massimo Magnani. Il mondo virtuale della serie A dell’italico pallone dista più di una generazione: quarantanove anni. Eppure, mai come in questa vibrante primavera, il luccichio dorato appare vicino. A portata di mano. Perfezione di una stagione partita col cuore in gola, da matricola timida. Cresciuta un passaggio alla volta, una respinta convinta. Un contropiede e un gol. La Spal non è stata travolta dall’improvvisa ascesa delle aspettative e del benessere da classifica. Per questo c’è da credere che non sarà schiacciata dalla pressione. C’è qualcosa di bello nell’aria, sussurra l’assessore Merli. A un centimetro dal cuore, c’è una gran voglia di “annusare” sorrisi.
Oggi, Ferrara si ferma. Trattiene il fiato. Il popolo che ha potuto scende in Umbria, il popolo rimasto si accovaccia davanti a televisori e maxi schermi. Ognuno con i propri riti, le scaramanzie segrete e quelle più evidenti. Non c’è un ferrarese che, almeno un po’, non si senta spallino nell’anima ha detto l’altro giorno il nostro concittadino doc Massimo Magnani. Il mondo virtuale della serie A dell’italico pallone dista più di una generazione: quarantanove anni. Eppure, mai come in questa vibrante primavera, il luccichio dorato appare vicino. A portata di mano. Perfezione di una stagione partita col cuore in gola, da matricola timida. Cresciuta un passaggio alla volta, una respinta convinta. Un contropiede e un gol. La Spal non è stata travolta dall’improvvisa ascesa delle aspettative e del benessere da classifica. Per questo c’è da credere che non sarà schiacciata dalla pressione. C’è qualcosa di bello nell’aria, sussurra l’assessore Merli. A un centimetro dal cuore, c’è una gran voglia di “annusare” sorrisi.
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