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«È l’ora della difesa e per la Baltur sarà un vantaggio» 

«È l’ora della difesa e per la Baltur sarà un vantaggio» 

Basket B. Benedetto inquadra la semifinale di domani «La pressione è su Moncalieri, il tifo dalla nostra parte»

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CENTO. 24 ore a gara 1 di semifinale playoff. La Baltur scende in campo domani alle 18 al PalaRuffini di Torino. I biancorossi partono oggi per la tre giorni piemontese, con l’obiettivo di vincere almeno una delle due partite in programma sul parquet del Moncalieri. E sognare la finale. Nell'ambiente sale la febbre: tifosi in fermento, pullman pieni per gara 1: almeno in 150 seguiranno la squadra.
Chi riesce a vivere con tranquillità i playoff è Giovanni Benedetto, uno che di post season se ne intende. La serie B l’ha già vinta due volte, a Trapani e Latina. Rivendica anche la “vittoria” con Matera, seconda solo alla corazzata Torino, e comunque ammessa alla serie A: «Vivo questo momento con estrema serenità - conferma il coach di Cento - è il mio lavoro ed è una cosa che mi piace un sacco. Ho il privilegio di giocarli questi playoff, vivrei molto meno serenamente se non li avessi raggiunti. Ora ci siamo, in pochi giorni, ma comunque in molte partite, si decide un’intera stagione. Non sono teso, nervoso. Sono felice di esserci. Dirò di più, è il momento più bello del campionato. Qui si parla delle eccellenze della serie B, sono rimaste le migliori, le più meritevoli. Parlando dei gironi, penso che i valori siano stati rispettati, nessuna sorpresa. Nemmeno Lecco lo è; squadra alta, ben allenata, con tattiche difensive rischiose, ma che possono fare la differenza».
Benedetto ricorda i suoi trascorsi: «Spero di raccogliere anche in quest’annata a Cento quanto avuto in passato. Di playoff ne ho vinti ufficialmente due, a Trapani e a Latina, ma per me aver perso contro Torino in finale quando ero a Matera vale come una vittoria. Quell’anno a Matera per tre volte pagammo l’inesperienza, buttando vantaggi importanti. Loro erano fortissimi, c’era anche Conti, che mi ritrovo contro con Moncalieri. Rispetto alla stagione regolare cambia tutto, non puoi sbagliare».
Subito due partite in trasferta: «Può essere un vantaggio, ci sono tante pressioni e loro, giocando in casa, ne avranno di più. Immagino uno scenario particolare, un palasport grande, in cui forse si sentiranno solo i nostri tifosi. Poi, dal punto di vista delle pressioni, cambierà tutto a Cento (gara 3 venerdì alle 21, eventuale gara 4, sempre al Pala Ahrcos domenica, ndr): saremo noi in casa e a non poter sbagliare. Parliamoci chiaro, qui sulla carta ci sono tre trasferte e una la dobbiamo vincere. Che sia la prima, la seconda o l’ultima non m’interessa. La dobbiamo e la vogliamo vincere. Questi sono i playoff. Mi aspetto una guerra di nervi, una serie con tanta difesa, partite con punteggio basso; la cosa non mi dispiace, perché la difesa è il nostro marchio di fabbrica».
Il coach non svela la tattica per limitare l’esuberanza di un gruppo completo, giovane ma non solo: «Giusto esaltare la gioventù di un gruppo con 4 ragazzi campioni d’Italia under 20, ma, statene certi, quando conterà davvero, nei minuti più caldi, giocheranno i più espeti. Hanno tante soluzioni, giocatori navigati in grado di giocare per sè e per la squadra: il play Merletto (un suo pallino pur non avendolo mai allenato, ndr), Conti e Coviello sono dei punti di riferimento, Gioria e Smortov (quest’ultimo lo ha allenato a Matera, ndr) sono molto pericolosi. E poi tutti questi giovani, due lunghi e due esterni tutti talentuosi. Ma noi ci saremo. Chi puo' farci vincere la partita? Spero un giovane, mi aspetto una crescita dei meno esperti; penso a Brighi, Chiera o D’Alessandro. Di certo so quello che daranno il solito Pignatti, Benfatto, Caroldi, Sabbatino. I più esperti non deluderanno».
Simone Gagliardi

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