Addio a De Sisti gran maestro di basket e vita
Immenso cordoglio nella pallacanestro Furlani: mi sono abbeverato del suo sapere
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FERRARA. Ci ha lasciati ieri mattina un genio del basket: all’età di 76 anni, dopo una lunga malattia, è mancato il grande maestro di pallacanestro e di vita Mario De Sisti. I funerali si terranno martedì alle 15 nella chiesa dell’Immacolata di piazzale Dante. Figura storica della pallacanestro estense e nazionale, De Sisti aveva cominciato la sua carriera nella seconda metà degli anni Sessanta alla guida della Standa Ferrara, formazione femminile di serie A; nel 1975 era passato al maschile. Era il decano degli allenatori, aveva guidato Udine, Treviso, Gorizia, Trieste, Roma, Torino, Sassari, Livorno, Napoli, Venezia, Pistoia, Rovereto, passando per l’Italia under 18, la Svizzera, l’Uruguay, la Repubblica Centraficana. Moltissimi i messaggi di cordoglio da ogni parte d’Italia.
Antonio Pozzati è cresciuto assieme a De Sisti: «Ho iniziato con lui all’allora Standa Ferrara femminile e l’ho seguito sempre. Ci frequentavamo, facevamo cene e feste. Di lui ho moltissimi ricordi, di recente l’avevo visto e mi pareva quasi migliorato: la sua scomparsa è stata come un fulmine a ciel sereno. Pensava al basket sempre, aveva già in programma di fare un camp a Treviso, guardava avanti. Ho perso un amico, siamo cresciuti assieme, andavamo alle scuole medie insieme».
Adriano Furlani era legatissimo a De Sisti: «Ci sono due aspetti, uno sportivo e l’altro personale. Nonostante la differenza d’età, ci eravamo avvicinati nell’ultimo periodo: viene a mancare una persona cara, quasi di famiglia. Sotto il profilo sportivo, beh, non posso raccontarlo io: mi ricordo che in un suo libro disse che ero suo figlio illegittimo. Mi sono abbeverato del suo sapere, della sua intelligenza cestistica, in ogni occasione e momento. Anche la scorsa settimana mi parlava di basket. Mario è un personaggio che mancherà a me tantissimo, come alla pallacanestro italiana: è uno dei grandi del nostro basket che ci lascia».
Marcello Perazzetti, coach a Ferrara per anni, ora procuratore, ha ricordato il coach come «un amico e un tecnico geniale».
Luigi Moretti, numero 1 della 4 Torri, è stato l’ultimo presidente a lavorare con De Sisti: «Ci eravamo sentiti da pochi giorni e mi dispiace moltissimo la sua scomparsa. Di ricordi ce ne sarebbero molti: per noi è stato un maestro, ha lasciato tanto ai nostri ragazzi, ci ha insegnato tanto. Contagiava tutti con la sua passione per la pallacanestro, non era geloso di nessuno, ma sempre disponibile a insegnare. Grande mente, inventava soluzioni poi sfruttate dai grandi allenatori».
Federico Buffa aveva incontrato De Sisti in occasione del suo recente spettacolo teatrale: «Eravamo molto legati, quando sono venuto a Ferrara mi aveva chiesto di andare a mangiare assieme i cappellacci, aveva dovuto cambiare idea, ma ci raggiunse e snocciolò ricordi di quando il nostro basket era realmente il secondo sport nazionale: Mario De Sisti è diventato il primo globetrotter italiano ad allenare per davvero. Andò in Africa e non solo. De Sisti era veramente un luminare del gioco, ciò che faceva lo insegnava per davvero: molte volte gli ho visto prendere il tovagliolo e buttare giù due schemi, come Larry Brown negli States. Di quella generazione, Mario è stato il più analitico e scientifico di tutti. Una vita per un gioco. De Sisti ha finito la missione che aveva, ha fatto tutto ciò che nella vita voleva fare».
«L’ultima volta che ci siamo visti - scrive su Facebook l’assessore allo sport Simone Merli - mi hai detto: «Grazie d’essere venuto. Siamo amici, per te, se hai bisogno, ci sono sempre». Buon viaggio, Amico mio, buon viaggio grande coach Mario De Sisti. Lo sport ferrarese e nazionale ti è grato per ciò che hai con fermezza e tanto amore e passione insegnato».
Lorenzo Montanari
Antonio Pozzati è cresciuto assieme a De Sisti: «Ho iniziato con lui all’allora Standa Ferrara femminile e l’ho seguito sempre. Ci frequentavamo, facevamo cene e feste. Di lui ho moltissimi ricordi, di recente l’avevo visto e mi pareva quasi migliorato: la sua scomparsa è stata come un fulmine a ciel sereno. Pensava al basket sempre, aveva già in programma di fare un camp a Treviso, guardava avanti. Ho perso un amico, siamo cresciuti assieme, andavamo alle scuole medie insieme».
Adriano Furlani era legatissimo a De Sisti: «Ci sono due aspetti, uno sportivo e l’altro personale. Nonostante la differenza d’età, ci eravamo avvicinati nell’ultimo periodo: viene a mancare una persona cara, quasi di famiglia. Sotto il profilo sportivo, beh, non posso raccontarlo io: mi ricordo che in un suo libro disse che ero suo figlio illegittimo. Mi sono abbeverato del suo sapere, della sua intelligenza cestistica, in ogni occasione e momento. Anche la scorsa settimana mi parlava di basket. Mario è un personaggio che mancherà a me tantissimo, come alla pallacanestro italiana: è uno dei grandi del nostro basket che ci lascia».
Marcello Perazzetti, coach a Ferrara per anni, ora procuratore, ha ricordato il coach come «un amico e un tecnico geniale».
Luigi Moretti, numero 1 della 4 Torri, è stato l’ultimo presidente a lavorare con De Sisti: «Ci eravamo sentiti da pochi giorni e mi dispiace moltissimo la sua scomparsa. Di ricordi ce ne sarebbero molti: per noi è stato un maestro, ha lasciato tanto ai nostri ragazzi, ci ha insegnato tanto. Contagiava tutti con la sua passione per la pallacanestro, non era geloso di nessuno, ma sempre disponibile a insegnare. Grande mente, inventava soluzioni poi sfruttate dai grandi allenatori».
Federico Buffa aveva incontrato De Sisti in occasione del suo recente spettacolo teatrale: «Eravamo molto legati, quando sono venuto a Ferrara mi aveva chiesto di andare a mangiare assieme i cappellacci, aveva dovuto cambiare idea, ma ci raggiunse e snocciolò ricordi di quando il nostro basket era realmente il secondo sport nazionale: Mario De Sisti è diventato il primo globetrotter italiano ad allenare per davvero. Andò in Africa e non solo. De Sisti era veramente un luminare del gioco, ciò che faceva lo insegnava per davvero: molte volte gli ho visto prendere il tovagliolo e buttare giù due schemi, come Larry Brown negli States. Di quella generazione, Mario è stato il più analitico e scientifico di tutti. Una vita per un gioco. De Sisti ha finito la missione che aveva, ha fatto tutto ciò che nella vita voleva fare».
«L’ultima volta che ci siamo visti - scrive su Facebook l’assessore allo sport Simone Merli - mi hai detto: «Grazie d’essere venuto. Siamo amici, per te, se hai bisogno, ci sono sempre». Buon viaggio, Amico mio, buon viaggio grande coach Mario De Sisti. Lo sport ferrarese e nazionale ti è grato per ciò che hai con fermezza e tanto amore e passione insegnato».
Lorenzo Montanari
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