Juve, finale con brivido «Non facciamo drammi»
Dopo la debacle con la Roma domani c’è in palio la Coppa Italia contro la Lazio Allegri resta tranquillo: «Ma antenne dritte». Spazio al 4-2-3-1 e ai titolari
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TORINO. Nessun dramma. Il ko con la Roma, quinta sconfitta stagionale in campionato, dopo Milano (due volte), Genova e Firenze, potrebbe far suonare l'allarme in casa Juventus. Come i due punti raccolti nelle ultime tre partite in serie A - pari a Bergamo e nel derby - e i 6 gol incassati in 270' dalla difesa appena celebrata da tutta l'Europa. Probabilmente Allegri aveva messo in conto un rallentamento in vista dello sprint finale, ma forse sperava che dal turnover e da qualche rimpasto di modulo arrivassero risultati migliori. Comunque l'ottimismo e la convinzione non sono stati scalfiti «Nessuna preoccupazione; ma antenne dritte!», ha comunicato il tecnico bianconero, per infondere fiducia e richiamare all'ordine i suoi. Chi conosce il tecnico livornese sa bene che quelle cinque parole nascondono il disappunto per il ko per 3-1 rimediato a Roma.
Rammarico per la prestazione dei suoi calciatori, rei di aver steccato nel giorno che poteva essere quello del raccolto dopo una stagione passata a seminare superiorità tecnica, tattica e fisica, ma anche con se stesso e con l'eccesso di turnover che ha stravolto completamente la fisionomia della sua squadra. Ecco perché domani contro la Lazio, nella finale di Coppa Italia, il volto della Juventus sarà quello terribile e spietato che ha fatto incetta di vittorie in Italia e in Europa: 4-2-3-1 al posto del 4-3-3 sfoderato all'Olimpico con i giallorossi, i titolari tutti in campo per portare a casa il primo trofeo stagionale. Qualche dubbio rimane per Mandzukic, dolorante alla schiena. «Questo passo falso ci farà bene», aveva abbozzato nel post partita Allegri, convinto che la scossa che ha stordito la Juventus possa dare nuovi stimoli ai suoi, poco avvezzi alle sconfitte specialmente nelle partite che contano. Ed i bianconeri quest'anno non hanno mai perso due partite di fila, né steccato nelle gare più importanti. Nelle difficoltà finora la Juventus ha sempre trovato le giuste risposte: non è un caso se ad ogni sconfitta rimediata in stagione siano seguite strisce vincenti che hanno fatto dimenticare i ko e i mugugni. Il pareggio di Bergamo, quello nel derby con il Torino e il ko contro la Roma dovrebbero dare la giusta spinta a un gruppo un po’ stanco, che, fino a questo punto, ha sbaragliato la concorrenza in tutte e tre le competizioni in cui si è cimentato ma che non ha in panchina le risorse per far rifiatare i purosangue. Domani sera non ci sarà spazio per il turnover, per i cambi di modulo, per i passi falsi: «Dobbiamo mantenere la lucidità e riattaccare la spina», è il diktat di Allegri ai suoi. Da mettere in pratica.
Rammarico per la prestazione dei suoi calciatori, rei di aver steccato nel giorno che poteva essere quello del raccolto dopo una stagione passata a seminare superiorità tecnica, tattica e fisica, ma anche con se stesso e con l'eccesso di turnover che ha stravolto completamente la fisionomia della sua squadra. Ecco perché domani contro la Lazio, nella finale di Coppa Italia, il volto della Juventus sarà quello terribile e spietato che ha fatto incetta di vittorie in Italia e in Europa: 4-2-3-1 al posto del 4-3-3 sfoderato all'Olimpico con i giallorossi, i titolari tutti in campo per portare a casa il primo trofeo stagionale. Qualche dubbio rimane per Mandzukic, dolorante alla schiena. «Questo passo falso ci farà bene», aveva abbozzato nel post partita Allegri, convinto che la scossa che ha stordito la Juventus possa dare nuovi stimoli ai suoi, poco avvezzi alle sconfitte specialmente nelle partite che contano. Ed i bianconeri quest'anno non hanno mai perso due partite di fila, né steccato nelle gare più importanti. Nelle difficoltà finora la Juventus ha sempre trovato le giuste risposte: non è un caso se ad ogni sconfitta rimediata in stagione siano seguite strisce vincenti che hanno fatto dimenticare i ko e i mugugni. Il pareggio di Bergamo, quello nel derby con il Torino e il ko contro la Roma dovrebbero dare la giusta spinta a un gruppo un po’ stanco, che, fino a questo punto, ha sbaragliato la concorrenza in tutte e tre le competizioni in cui si è cimentato ma che non ha in panchina le risorse per far rifiatare i purosangue. Domani sera non ci sarà spazio per il turnover, per i cambi di modulo, per i passi falsi: «Dobbiamo mantenere la lucidità e riattaccare la spina», è il diktat di Allegri ai suoi. Da mettere in pratica.
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