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Tra Reno e San Carlo prove di fusione 

Tra Reno e San Carlo prove di fusione 

Calcio dilettanti. E in futuro anche il Santa Maria Codifiume potrebbe raggiungere un’intesa con il Molinella Reno

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FERRARA. Come sempre a fine stagione (o quasi) il primo argomento all’ordine del giorno si chiama fusioni, una delle pratiche ormai sempre più diffuse nel calcio dilettantistico. E quest’anno Ferrara non dovrebbe rimanere estranea alla vicenda e con club di alto livello. Partiamo dall’operazione avviata da più tempo, quella fra Reno Centese e San Carlo. Abbiamo già scritto dei problemi di carenza di volontariato nella società centese, che oltre a gestire un club in Promozione e relativa Juniores regionale, organizza anche la rinomata Sagra del tortellino. Ebbene, l’ultima riunione fatta in casa Reno Centese per capire se potevano subentrare forze nuove nella dirigenza è andata malissimo, ma il segretario Maurizio Simonati appare non intenzionato a far sì che il Reno si unisca al San Carlo. Eppure, stante la volontà di lasciare il calcio dello storico presidente Orlando Simonati (padre di Maurizio), l’ex presidente e direttore sportivo Andrea Filippini aveva lavorato con il San Carlo, portando praticamente a termine un progetto che vedrebbe Reno ospitare ancora la squadra di Promozione con una nuova società, presieduta da Domenico Vitulli (attuale presidente del San Carlo) con direttore generale Filippini e da valutare l’aspetto tecnico, non escludendo possa rimanere uno fra i due mister dell’ultima stagione, Andrea Dirani e Leonardo Rossi.
L’altra società che sta pensando ad una fusione è il Santa Maria Codifiume, dove il peso della gestione societaria ora è tutto sulle spalle del direttore sportivo Marco Righetti. Il matrimonio potrebbe realizzarsi con il Molinella Reno che, come recita il nome, già rappresenta l’unione fra il rinato Molinella e l’Us Reno, società di settore giovanile nata tra Ospital Monacale e Codifiume la cui sede da alcune stagioni è stata trasferita in toto a Molinella. Sul piano tecnico entrambe le squadre militano in Promozione, bisogna vedere se il Codifiume arriverà a lasciare di fatto il calcio dopo tante stagioni ad ottimo livello, partendo dalla Terza categoria. Un segnale in tal senso è la possibile rinuncia ad organizzare il torneo estivo di calcio a sette. E in tutto questo vortice di fusioni (tante quelle vociferate anche in provincia di Bologna ed in Romagna) ci sarebbe un club, il Crevalcore, interessato a reiscriversi in Promozione dopo la cocente delusione della retrocessione.
In conclusione altre voci non positive legate a club storici della nostra provincia, entrambi pare intenzionati ad abbandonare l’attività agonistica, Bevilacquese e Nuova Aurora: nella prima ci sono problemi legati alle condizioni di salute del presidente Franco Roncarati, vera anima della società, nella seconda oggettivi problemi di forze per portare avanti sia il calcio giocato che le tante feste organizzate.(d.b.)

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