La Nuova Ferrara

Sport

«Alla Baltur serve la gara perfetta» 

«Alla Baltur serve la gara perfetta» 

Basket serie B. Pignatti, mister finale e la serie con la Co.Mark Bergamo

3 MINUTI DI LETTURA





CENTO. Chi di finali se ne intende parecchio è Luca Pignatti, l’anima della Baltur, vero allenatore in campo. Quello che ci si aspettava quando, dopo una finale persa proprio contro di lui, fu subito ingaggiato dalla Baltur. Perché “Pigna” è questo. Da sempre visto come un vincente (d’altronde i numeri parlano chiaro), in realtà il suo rapporto con le finali non partì benissimo; tre sconfitte nei primi tre anni da senior tra Cento (l’anno di Castelletto), Cremona e Riva del Garda (sempre finali playoff di serie B). Da lì in poi, però, sempre e solo soddisfazioni e vittorie: a Mirandola con coach Tinti allo spareggio e negli ultimi due campionati tra Siena e Forlì alle final four, sempre allo spareggio della seconda giornata. Ora, sulla strada di Cento, c’è la Co.Mark Bergamo.
«Giocare le finali è un privilegio, io ne ho vinte ma ne ho anche perse. Esserci è già importante - afferma Pignatti -, sono partite in cui spesso i valori in campo si equivalgono e vengono cancellati dall’ambiente. Vince la squadra più unita, quella che ci crede di più, quella che difende meglio, perché sono convinto che anche questa serie si vince in difesa. Quale il segreto per vincere una serie finale? Essere perfetti... è un po’ il segreto di Pulcinella, ma ogni errore si paga a caro prezzo. Ti giochi una stagione intera, tanti sacrifici. È molto bello esserci, ma noi adesso abbiamo un sogno».
Pignatti conferma di averci sempre creduto, anche quando le cose non giravano: «Siamo comunque un gruppo costruito per arrivare in fondo, ambizioso. Non è stato un anno molto fortunato, ci siamo fatti male tutti uno dopo l’altro, Vico l’abbiamo avuto pochissimo. Quando si cambia l’allenatore, poi, o ti butti giù del tutto o reagisci: abbiamo fatto quadrato e siamo in finale. Esattamente dove volevamo essere. Benedetto ci ha messo lo zampino. È anche strano quello che può succedere nella dinamica dei giocatori quando si cambia in corsa: i risultati adesso sono dalla nostra, lui ci ha dato delle regole difensive, qualche problemino lo abbiamo risolto. Magari in attacco segniamo un po’ meno, ma facciamo segnare meno anche i nostri avversari. I playoff si vincono in difesa».
Da oggi si studia Bergamo, uno squadrone: «Squadra lunga e competitiva, completa, con tante soluzioni. Ghersetti è la stella - continua “Pigna” -, il miglior giocatore del campionato in assoluto. Però non pensiamo che Bergamo sia solo Ghersetti. È una squadra costruita per vincere, ha rispettato il pronostico, tante frecce e pochi difetti. Bisogna giocare bene, c’è poco da dire. Bergamo e Orzinuovi erano le più accreditate, e sono lì. Ma ci siamo anche noi».
Con un sogno nel cassetto. Interminabile il viaggio per salire di categoria, perché chi vince la finale accede alle final four di Montecatini, dove solo tre regine su quattro saliranno in serie A: «Adesso pensiamo solo a Bergamo. Le regole sono queste, anche se vinci devi restare sul pezzo perché non è finita. Ho vinto gli ultimi due campionati al secondo giorno delle finali, ricordo quando ero a Siena e perdemmo nettamente con la Fortitudo, lo scorso anno Udine. Poi per fortuna abbiamo vinto gli spareggi».
Tutta la sua esperienza al servizio della Baltur. Per ora è solo un sogno. Che potrebbe diventare realtà.
Simone Gagliardi

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google