I segreti della Spal svelati ai giovani
Domande a raffica per i biancazzurri: vita, sport, sacrifici
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VOGHIERA. Clima di grande festa, ieri mattina al polo scolastico di Voghiera, dove si è tenuto un incontro tra la Spal e gli studenti di elementari e medie. Diverse centinaia i presenti, che hanno applaudito nel giardino della struttura, patron Simone Colombarini e i due giocatori della prima squadra Michele Castagnetti e Mattia Finotto, in una giornata animata, tra musica e gag, dal noto show-man ferrarese Andrea Poltronieri.
«È bello ogni anno ripetere questa iniziativa - ha aperto il patron della Spal -, anche a campionato finito ci abbiamo tenuto a fare questo incontro. Sono convinto che qui tra voi ci siano tanti ragazzi che ambiscono a diventare dei calciatori della Spal: ovviamente per tutti non sarà possibile, l’importante comunque è impegnarsi in tutto quello che si fa, con la priorità che rimane quella dell’andare bene a scuola».
Entusiasmo alle stelle dei ragazzi che, aizzati da Poltronieri, intonavano un “eh già lo so che l’anno prossimo gioco all’Olimpico”, per poi lasciare spazio a un più verace “chi non salta è un bolognese!”. Microfono poi a Finotto e Castagnetti.
«È davvero bello essere qui in mezzo a tutti questi ragazzi - ha aperto l’attaccante biancazzurro -, abbiamo vissuto e stiamo vivendo di certo un bel sogno, godiamocelo tutto».
«È meraviglioso - ha proseguito il centrocampista - vedere le nuove generazioni che si appassionano alla Spal, si era perso molto di questo entusiasmo negli anni passati».
Poi, spazio alla irrefrenabile curiosità, con i giovanissimi studenti che hanno posto ai due giocatori una serie di domande di ogni tipo. Partenza ovviamente da quel giorno a Terni: «Di sicuro - analizza Castagnetti - ce lo ricorderemo a lungo, non capita sempre di andare in serie A. Stavamo perdendo, molti di noi stavano già pensando al punto o ai punti che avremmo dovuto fare all’ultima giornata con il Bari, ma poi è arrivato il gol del Benevento che ci ha tolto un bel peso dallo stomaco. È stato un grande momento».
L’impegno: «Quello che dev’essere chiaro - ha sottolineato Finotto - è che devi lavorare sempre al massimo, perché anche se il mister ti chiama anche per soli cinque minuti di partita, quelli li devi fare al meglio. I risultati arrivano con il lavoro e da noi sono arrivati».
Tra le domande più curiose, anche un “quando avete un calo di zuccheri cosa fate?”: «Ci danno gli integratori e ci riprendiamo», la pronta risposta, col sorriso, di Finotto. E “quel gol contro la Pro Vercelli era da annullare?”: «Quel gol non si annulla mai», la replica di Castagnetti, in riferimento al millimetrico fuorigioco contestato a Zigoni.
Anche il distacco dalla propria città, amici e famiglia tra i temi trattati: «Penso che quello sia il passo più grande da fare - ha detto Castagnetti -, però, quando l’ho fatto, ho pensato, vado a fare quello che mi piace, ossia giocare a calcio, e quindi sono partito». «Io sono uscito di casa a 17-18 anni, penso che sia un’esperienza che ti fa crescere», la risposta di Finotto.
Chiusura con l’intervento del sindaco di Voghiera, Chiara Cavicchi: «Uno dei messaggi educativi dello sport è che nulla arriva per caso e tutto si conquista con il sacrificio. Ringrazio la famiglia Colombarini per questa giornata e doniamo un’opera d’arte con le nostre eccellenze». Il patron biancazzurro ha ricambiato con un pallone firmato da tutti i giocatori spallini e un gagliardetto.
Andrea Tebaldi
«È bello ogni anno ripetere questa iniziativa - ha aperto il patron della Spal -, anche a campionato finito ci abbiamo tenuto a fare questo incontro. Sono convinto che qui tra voi ci siano tanti ragazzi che ambiscono a diventare dei calciatori della Spal: ovviamente per tutti non sarà possibile, l’importante comunque è impegnarsi in tutto quello che si fa, con la priorità che rimane quella dell’andare bene a scuola».
Entusiasmo alle stelle dei ragazzi che, aizzati da Poltronieri, intonavano un “eh già lo so che l’anno prossimo gioco all’Olimpico”, per poi lasciare spazio a un più verace “chi non salta è un bolognese!”. Microfono poi a Finotto e Castagnetti.
«È davvero bello essere qui in mezzo a tutti questi ragazzi - ha aperto l’attaccante biancazzurro -, abbiamo vissuto e stiamo vivendo di certo un bel sogno, godiamocelo tutto».
«È meraviglioso - ha proseguito il centrocampista - vedere le nuove generazioni che si appassionano alla Spal, si era perso molto di questo entusiasmo negli anni passati».
Poi, spazio alla irrefrenabile curiosità, con i giovanissimi studenti che hanno posto ai due giocatori una serie di domande di ogni tipo. Partenza ovviamente da quel giorno a Terni: «Di sicuro - analizza Castagnetti - ce lo ricorderemo a lungo, non capita sempre di andare in serie A. Stavamo perdendo, molti di noi stavano già pensando al punto o ai punti che avremmo dovuto fare all’ultima giornata con il Bari, ma poi è arrivato il gol del Benevento che ci ha tolto un bel peso dallo stomaco. È stato un grande momento».
L’impegno: «Quello che dev’essere chiaro - ha sottolineato Finotto - è che devi lavorare sempre al massimo, perché anche se il mister ti chiama anche per soli cinque minuti di partita, quelli li devi fare al meglio. I risultati arrivano con il lavoro e da noi sono arrivati».
Tra le domande più curiose, anche un “quando avete un calo di zuccheri cosa fate?”: «Ci danno gli integratori e ci riprendiamo», la pronta risposta, col sorriso, di Finotto. E “quel gol contro la Pro Vercelli era da annullare?”: «Quel gol non si annulla mai», la replica di Castagnetti, in riferimento al millimetrico fuorigioco contestato a Zigoni.
Anche il distacco dalla propria città, amici e famiglia tra i temi trattati: «Penso che quello sia il passo più grande da fare - ha detto Castagnetti -, però, quando l’ho fatto, ho pensato, vado a fare quello che mi piace, ossia giocare a calcio, e quindi sono partito». «Io sono uscito di casa a 17-18 anni, penso che sia un’esperienza che ti fa crescere», la risposta di Finotto.
Chiusura con l’intervento del sindaco di Voghiera, Chiara Cavicchi: «Uno dei messaggi educativi dello sport è che nulla arriva per caso e tutto si conquista con il sacrificio. Ringrazio la famiglia Colombarini per questa giornata e doniamo un’opera d’arte con le nostre eccellenze». Il patron biancazzurro ha ricambiato con un pallone firmato da tutti i giocatori spallini e un gagliardetto.
Andrea Tebaldi
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