La Nuova Ferrara

Sport

Il pres è entrato nel salotto nobile del pallone  

di Marco Nagliati
Il presidente Walter Mattioli
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Il presidente Walter Mattioli

A Milano il debutto di Walter Mattioli nell’assemblea della Lega A: un’emozione unica

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FERRARA. La scalata è stata completata. L’ultimo atto della poderosa ascesa spallina s’è consumato ieri a Milano, via Rosellini: sede della Lega serie A. Walter Mattioli ha fatto il suo ingresso da presidente di una società di massima serie: quella biancazzurra. Spal e Verona sono state invitate in qualità di uditori, in attesa si completi in toto la stagione. Intanto, Ferrara ha fatto il suo ingresso nell’altà società del pallone italico. C’era da discutere sulla ripartizione dei diritti televisivi per il triennio 2018/2021 ed è stata una maratona: cinque ore fitte. Dalle 13 a pomeriggio inoltrato. Mattioli si è goduto tutto. Tanto.
«L’impatto con questo mondo tutto nuovo è stato ottimo - racconta in serata il massimo dirigente dei biancazzurri -; tutti si sono complimentati con me. Ovvero hanno fatto le congratulazioni alla famiglia Colombarini e alla Spal tutta: io ero lì per rappresentare la società. E un’intera città: perché non dimentichiamo che i nostri successi sono i successi di Ferrara».
«Certo mi ha fatto un po’ impressione essere accolto da Marotta della Juventus - sottolinea Mattioli -; così come Baldissoni della Roma. Ho parlato a lungo con De Laurentiis del Napoli: insomma è stata una grande soddisfazione essere stato accolto dai dirigenti più importanti d’Italia, coloro che fino all’altro giorno avevo visto soltanto in televisione. Ho avuto anche modo di entrare in contatto col nuovo management del Milan e ad accompagnarli c’era lo storico avvocato dei rossoneri Cantamessa. Insomma, via: in casi come questi un po’ di emozione c’è sempre».

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Svanita in fretta, perché a Mattioli l’esperienza gestionale e calcistica non manca. Il presidente ride: «Pensate che De Laurentiis mi si è avvicinato iniziando a darmi consigli su come gestire i dipendenti. Tutte cose scherzose naturalmente. E che sapevo già».
Messo piede nel salotto che conta, la Spal ha davanti un’estate fitta di lavoro. Ieri non s’è parlato di mercato in Lega, però... «Però tutti i presidenti mi hanno detto che sono pronti ad ascoltarci qualora avessimo qualche trattativa da poter imbastire. Le porte sono aperte: “Mattioli, se hai bisogno...”. Me l’hanno detto in tanti e direi che è un bel segnale». Posto che di molto dovrà occuparsi il direttore generale Vagnati, al presidente in questo momento c’è altro che preme con urgenza: «Sì, la questione stadio. Anche in Lega mi hanno chiesto come siamo messi, cosa faremo... C’è da darci dentro: la cosa più importante, adesso, è il Mazza. Ogni giorno ci sono riunioni». L’ennesima è prevista anche per oggi.

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Tornando a ieri, durante l’assemblea Mattioli era fianco a fianco col gruppo delle società emiliane. Joey Saputo presidente del Bologna il più vicino, poi il dirigente rossoblù Claudio Fenucci.
È stata una giornata simbolica, per certi versi, ieri in casa Spal. Al Centro Fabbri di via Copparo la squadra e mister Semplici chiudevano il vittorioso libro cadetto; parallelamente a Milano, il presidente Mattioli apriva il volume serie A. Un’assenza lunga quarantanove anni, ma dall’affetto riscosso ieri sembra che non sia trascorso che un giorno appena.

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