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«Pochi ritocchi di gran qualità e squadra fatta» 

«Pochi ritocchi di gran qualità e squadra fatta» 

Bergossi indica la strada della salvezza «Puntare su questo gruppo vincente» 

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FERRARA. Alberto Bergossi a Ferrara ha lasciato il segno, diventando un vero e proprio beniamino del pubblico nelle stagioni disputate a inizio anni Ottanta. Da diversi anni ormai, è uno dei procuratori italiani più attivi, in particolare sui giovani.
Bergossi, a fine febbraio aveva detto che la Spal avrebbe potuto ambire alla promozione diretta e così è stato. Qual è stato il segreto di questo miracolo sportivo?
«In quel periodo l’avevo vista giocare e avevo capito – come del resto tanti altri – che si era formato un gruppo positivo, che remava tutto dalla stessa parte, guidato da un allenatore molto preparato e da una società importante, con un presidente competente e attaccato ai colori. Il mercato di gennaio, poi, ha aiutato l’impresa, perché sono arrivate un paio di ciliegine sulla torta, che sono andate a valorizzare un impianto già quasi perfetto, con una grande organizzazione generale e con giocatori che hanno dimostrato tutto il loro attaccamento alla maglia».
Che effetto le fa sapere di una Spal in serie A?
«Mi fa davvero piacere, essendo un simpatizzante biancazzurro. Quando uno gioca nella Spal capisce subito il significato e si lega automaticamente a questa città, ricca di tradizione calcistica. Sono convinto che anche nella massima serie la Spal potrà fare una bella figura. Poi, vedremo se arriveranno anche i risultati sperati».
L’importanza del rinnovo di Semplici?
«La mossa di prolungare il contratto all’allenatore è stata fondamentale. Il mister darà anche in A la sua impronta e si rivelerà fondamentale. La sua presenza è già importante, perché la squadra sarà costruita con idee ancora più chiare».
Come deve operare una squadra che arriva in serie A da un doppio salto di categoria?
«In generale, una società che fa il doppio salto non stravolge la squadra, perché punta sul gruppo che è stato vincente, anche se va detto che la serie A è davvero un altro mondo. Credo che la Spal manterrà gran parte dell’organico, inserendo tre quattro giocatori importanti per fare i titolari: magari uno per reparto. Orientativamente, credo che sarà così. Non penso a voli pindarici o indebitamenti, perché la dirigenza è intelligente. Credo piuttosto che, nei limiti del possibile, sarà portata ancora avanti la politica dei giocatori italiani».
Tra i suoi assistiti c’è anche Giacomo Poluzzi. Rimarrà?
«Ha altri due anni di contratto. Il suo sogno è quello di rimanere, l’esperienza è tutta dalla sua parte e in una rosa di serie A ci può stare benissimo. Aspettiamo di avere un confronto definitivo con la società».
Quali sono i giocatori attuali che a suo parere potranno dire la loro il prossimo anno e quali sono i tasselli mancanti?
«Beh credo che i vari Lazzari, Mora, Schiattarella, Vicari, gli attaccanti Floccari e Antenucci abbiano tutte le carte in regola per giocare in serie A, perché hanno dimostrato sul campo il proprio valore e sarà bello vederli misurarsi con la nuova categoria. Poi, credo, come detto prima, che la Spal non si snaturerà molto, ma porterà in squadra un titolare per reparto. Il mercato è lungo e variegato: vedremo anche con gli scambi come opereranno».
Alessio Duatti

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