Moretti si ritira
«Basta, saluto la porta Appendo i guanti e insegnerò ai ragazzi»
SANT’AGOSTINO. Marcello Moretti, portiere del Sant’Agostino, ha deciso di ritirarsi. E lo ha spiegato così, rivolgendosi alla “sua” porta: «Sei stata la mia casa per molti anni e ti ho difeso con...
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SANT’AGOSTINO. Marcello Moretti, portiere del Sant’Agostino, ha deciso di ritirarsi. E lo ha spiegato così, rivolgendosi alla “sua” porta: «Sei stata la mia casa per molti anni e ti ho difeso con tutte le mie forze e dando tutto me stesso: sei stata per me la cosa piu preziosa da difendere fin dall'etá di sei anni ed ora a 34 è arrivato il momento di dire basta. Ho ricoperto il ruolo più bello del gioco del calcio e ne vado super fiero! Mi sono tolto tantissime soddisfazioni, ma cara “porta” non ti lascio del tutto, ora ti guarderò in maniera diversa». Ha preso tantissimi ‘mi piace’ il suo post, con una porta nel mezzo, a ricordare quella seconda casa che ha difeso per quasi trent’anni.
«Ho deciso di dedicarmi ancora al calcio - spiega Marcello Moretti -, soltanto che passo dall’altra parte. Voglio fare il preparatore dei portieri e sto seguendo il corso che si sta tenendo al campo sportivo del Frutteti per prendere il patentino. E’ stata una scelta importante, giocare a calcio mi è sempre piaciuto, ma insegnare ai ragazzi è un’esperienza che voglio fare. E poi, dopo aver fatto l’Eccellenza col Sant’Agostino ho pensato che fosse il momento giusto di appendere i guanti al chiodo». I ramarri sono stati i compagni di viaggio preferiti di Marcello. «Ho giocato sei anni in biancoverde che sento come la mia società di riferimento; una dirigenza splendida e compagni con cui ho legato moltissimo. Prima, avevo giocato sette anni nella Vigaranese che mi ha permesso di assaggiare la Promozione, ma non dimentico i trascorsi all’Emmetre, a San Giovanni in Persiceto, al Mezzolara in serie D e quell’unica stagione al Gualdo Voghiera dove ho conosciuto un preparatore come Castelli. A Sant’Agostino invece ho avuto la fortuna di essere allenato da Fabio Galeotti che mi ha fatto crescere. I mister, invece, li ricordo tutti con affetto, da Reali a Rivaroli e Labardi e tutti gli altri». Particolarità di Moretti, la sua altezza, 175 cm, che lo avvicinava a Peruzzi della Juventus: «E’ sempre stato il mio punto di riferimento - chiude - fin da quando ero nelle giovanili del Frutteti».(c.m.)
«Ho deciso di dedicarmi ancora al calcio - spiega Marcello Moretti -, soltanto che passo dall’altra parte. Voglio fare il preparatore dei portieri e sto seguendo il corso che si sta tenendo al campo sportivo del Frutteti per prendere il patentino. E’ stata una scelta importante, giocare a calcio mi è sempre piaciuto, ma insegnare ai ragazzi è un’esperienza che voglio fare. E poi, dopo aver fatto l’Eccellenza col Sant’Agostino ho pensato che fosse il momento giusto di appendere i guanti al chiodo». I ramarri sono stati i compagni di viaggio preferiti di Marcello. «Ho giocato sei anni in biancoverde che sento come la mia società di riferimento; una dirigenza splendida e compagni con cui ho legato moltissimo. Prima, avevo giocato sette anni nella Vigaranese che mi ha permesso di assaggiare la Promozione, ma non dimentico i trascorsi all’Emmetre, a San Giovanni in Persiceto, al Mezzolara in serie D e quell’unica stagione al Gualdo Voghiera dove ho conosciuto un preparatore come Castelli. A Sant’Agostino invece ho avuto la fortuna di essere allenato da Fabio Galeotti che mi ha fatto crescere. I mister, invece, li ricordo tutti con affetto, da Reali a Rivaroli e Labardi e tutti gli altri». Particolarità di Moretti, la sua altezza, 175 cm, che lo avvicinava a Peruzzi della Juventus: «E’ sempre stato il mio punto di riferimento - chiude - fin da quando ero nelle giovanili del Frutteti».(c.m.)
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