Lo Squalo ammette: ho pagato le crisi di Blockhaus e Oropa
Nibali si deve accontentare del podio: «Il Tour? Ora riposo» E spunta la febbre di Quintana: «Non potevo attaccare»
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MILANO. Due delusi per aver perso un Giro d’Italia da un olandese, peraltro non tra i favoritissimi, che li ha fatti ammattire a cronometro, ha retto in montagna e peraltro li ha battuti, nel durissimo Giro delle cento edizioni per 31” e 40”? Beh, delusi un po’ Nibali e Quintana sono; del resto, che potesse andare a finire così l’ultima tappa del Giro l’avevano capito alla vigilia sull'altopiano di Asiago. Eppure per prima cosa fanno i complimenti al rivale. Staccarlo in montagna è stato quasi impossibile.
Partiamo da Vincenzo Nibali. Un anno fa, sul podio a Torino, la figlia Emma aveva visto volare sopra il papà i coriandoli rosa dopo la remuntada di Sant’Anna di Vinadio, ieri ha visto il suo eroe salire sul terzo gradino del podio e poi ricevere il Trofeo Bonacossa, quello con cui viene premiata la più bella impresa del Giro, ovviamente quella di Bormio, con quella discesa folle da stropicciarsi gli occhi dello Squalo. Niente vittoria però. Nibali lo sa: «Ero venuto qui - ha chiarito subito - per salire sul gradino più alto del podio al Giro, ma Dumoulin è stato più forte e si è meritato questa vittoria». Lo ripete più volte Nibali: «Di più non potevo fare, abbiamo sempre cercato di attaccare, ma alla fine della corsa le energie erano quelle che erano. E poi, va detto, le cronometro sono state il vero ago della bilancia della corsa rosa».
Sa Vincenzo di aver perso terreno nelle prove contro il tempo da Dumoulin, e questo era preventivabile dal vicecampione olimpico della specialità, ma sa anche che in salita in due occasioni ha pagato più del dovuto: «Blockhaus e Oropa: sulla salita abruzzese ho perso 30/40 secondi di troppo, sopra Biella ho perso nel finale, ho commesso degli errori che sono stati decisivi. Il livello di questo Giro è stato altissimo». Il Tour de France? Guarda la bimba. «Mi ha chiesto di tornare a casa, ora intanto penso a recuperare energie», sorride lo Squalo, che però non chiude la porta alla Grande Boucle dove ritroverebbe, tra gli altri, Nairo Quintana, il grande sconfitto di giornata. «Abbiamo lavorato tanto per vincere - ha detto Nairo - nei giorni di montagna, certo, avrei potuto attaccare ma per alcuni giorni ho avuto la febbre, non sono mai stato al cento per cento della mia forma in questo Giro e così attaccare è dura. Ho fatto il massimo. Sapevamo che per poter stare tranquilli a cronometro avremmo dovuto staccarlo di più in montagna, ma non ci siamo riusciti. E poi 70 km a cronometro in un Giro per me sono troppi contro gli specialisti». Il Tour? «Amo l'Italia, qui c'è la corsa più bella, ma adesso tenterò di vincere in Francia».
<LG4,4,0,0,0,TWITTER,8,0,19.9,19.9,0>@simeoli1972. ©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Partiamo da Vincenzo Nibali. Un anno fa, sul podio a Torino, la figlia Emma aveva visto volare sopra il papà i coriandoli rosa dopo la remuntada di Sant’Anna di Vinadio, ieri ha visto il suo eroe salire sul terzo gradino del podio e poi ricevere il Trofeo Bonacossa, quello con cui viene premiata la più bella impresa del Giro, ovviamente quella di Bormio, con quella discesa folle da stropicciarsi gli occhi dello Squalo. Niente vittoria però. Nibali lo sa: «Ero venuto qui - ha chiarito subito - per salire sul gradino più alto del podio al Giro, ma Dumoulin è stato più forte e si è meritato questa vittoria». Lo ripete più volte Nibali: «Di più non potevo fare, abbiamo sempre cercato di attaccare, ma alla fine della corsa le energie erano quelle che erano. E poi, va detto, le cronometro sono state il vero ago della bilancia della corsa rosa».
Sa Vincenzo di aver perso terreno nelle prove contro il tempo da Dumoulin, e questo era preventivabile dal vicecampione olimpico della specialità, ma sa anche che in salita in due occasioni ha pagato più del dovuto: «Blockhaus e Oropa: sulla salita abruzzese ho perso 30/40 secondi di troppo, sopra Biella ho perso nel finale, ho commesso degli errori che sono stati decisivi. Il livello di questo Giro è stato altissimo». Il Tour de France? Guarda la bimba. «Mi ha chiesto di tornare a casa, ora intanto penso a recuperare energie», sorride lo Squalo, che però non chiude la porta alla Grande Boucle dove ritroverebbe, tra gli altri, Nairo Quintana, il grande sconfitto di giornata. «Abbiamo lavorato tanto per vincere - ha detto Nairo - nei giorni di montagna, certo, avrei potuto attaccare ma per alcuni giorni ho avuto la febbre, non sono mai stato al cento per cento della mia forma in questo Giro e così attaccare è dura. Ho fatto il massimo. Sapevamo che per poter stare tranquilli a cronometro avremmo dovuto staccarlo di più in montagna, ma non ci siamo riusciti. E poi 70 km a cronometro in un Giro per me sono troppi contro gli specialisti». Il Tour? «Amo l'Italia, qui c'è la corsa più bella, ma adesso tenterò di vincere in Francia».
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