Champions League - sabato a cardiff la finale contro il real
Allegri: «Juve, niente negatività. Questa centrifuga è piacevole»
TORINO. C'era una volta la psicosi finali di Coppa, in casa Juve. E forse per qualcuno c'è ancora, almeno fino a prova contraria. Sei finali perse su otto, tra Campioni e Champions; due sole...
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TORINO. C'era una volta la psicosi finali di Coppa, in casa Juve. E forse per qualcuno c'è ancora, almeno fino a prova contraria. Sei finali perse su otto, tra Campioni e Champions; due sole vittorie: nella tragica notte dell'Heysel e nel '96 ai rigori a Roma. Ed allora la prima preoccupazione di Allegri è fare piazza pulita di brutti ricordi o frustrazioni latenti. «La Juve ha perso sei finali? Io dico che ne ha giocate ott, ed arrivare in finale non è facile: è straordinario. E' vero - continua il tecnico - quando sono arrivato qui c'era un alone di negatività che faceva paura. Ma arrivare a una finale di un evento mondiale come la Champions, che vale il Superbowl, è straordinario. Certo, se si vince siamo tutti più felici, ma l'importante è esserci. E la Juventus è al posto giusto nel momento giusto. Tutta quest'ansia e negatività mi dà un fastidio...».
E allora avanti «senza ansia, con equilibrio» fino a sabato, «affrontando - sottolinea Allegri - questi giorni come fosse una settimana normale. Di speciale ci sarà la notte di sabato. E per me è una gioia immensa potersi sedere su una panchina nella partita che assegna la Champions». La settimana che porta a Cardiff e alla sfida con il Real Madrid si è aperta con un allenamento aperto alla stampa - un centinaia di giornalisti da tutta Europa - in uno Stadium invaso dal caldo e dall'afa. Per centrare il triplete manca il bersaglio più importante e gli ultimi precedenti con il Real sono di buon auspicio per la Juve, da ultimo le semifinali vinte due anni fa, sulla rampa di lancio per Berlino. «Sento dire che la Juventus è favorita - osserva l'allenatore della Juventus - l'ottimismo ci deve essere, ma si tratta di una finale di Champions: da una parte c'è la Juve, alla seconda finale in tre anni, dall'altra il Real che ha vinto le ultime due su tre e giocato le ultime tre su quattro. I favoriti sono loro. Zidane ha ottenuto risultati che non sono da tutti: ha dato grande equilibrio e allenare le grandi squadre non è così facile come potrebbe apparire dall'esterno. La tattica non è l'unica cosa che conta, ci sono mille sfaccettature che possono indirizzare una stagione in una direzione o nell'altra».
Di certo, alla Juve non basterà partecipare: '«I ragazzi sono stati fantastici, ci manca l'ultimo sforzo - incoraggia il tecnico livornese -: da Berlino a oggi è cresciuta la consapevolezza, l'autostima. Adesso siamo dentro questa piacevole centrifuga».
E allora avanti «senza ansia, con equilibrio» fino a sabato, «affrontando - sottolinea Allegri - questi giorni come fosse una settimana normale. Di speciale ci sarà la notte di sabato. E per me è una gioia immensa potersi sedere su una panchina nella partita che assegna la Champions». La settimana che porta a Cardiff e alla sfida con il Real Madrid si è aperta con un allenamento aperto alla stampa - un centinaia di giornalisti da tutta Europa - in uno Stadium invaso dal caldo e dall'afa. Per centrare il triplete manca il bersaglio più importante e gli ultimi precedenti con il Real sono di buon auspicio per la Juve, da ultimo le semifinali vinte due anni fa, sulla rampa di lancio per Berlino. «Sento dire che la Juventus è favorita - osserva l'allenatore della Juventus - l'ottimismo ci deve essere, ma si tratta di una finale di Champions: da una parte c'è la Juve, alla seconda finale in tre anni, dall'altra il Real che ha vinto le ultime due su tre e giocato le ultime tre su quattro. I favoriti sono loro. Zidane ha ottenuto risultati che non sono da tutti: ha dato grande equilibrio e allenare le grandi squadre non è così facile come potrebbe apparire dall'esterno. La tattica non è l'unica cosa che conta, ci sono mille sfaccettature che possono indirizzare una stagione in una direzione o nell'altra».
Di certo, alla Juve non basterà partecipare: '«I ragazzi sono stati fantastici, ci manca l'ultimo sforzo - incoraggia il tecnico livornese -: da Berlino a oggi è cresciuta la consapevolezza, l'autostima. Adesso siamo dentro questa piacevole centrifuga».
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