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I consigli di Cantagallo «Meret e innesti mirati» 

I consigli di Cantagallo «Meret e innesti mirati» 

Il portiere degli anni ’60: il ragazzo è stato decisivo ed è pronto per la serie A «Vivo un sogno. Salvezza possibile senza rivoluzioni e con quattro acquisti»

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FERRARA. Gabriele Cantagallo, classe 1943, non solo è stato portiere della Spal in serie A negli anni '60 ma è anche un ferrarese d'adozione. Ed è sempre un grande appassionato di calcio che ha seguito la cavalcata trionfale della Spal attuale e lunedì era presente tra il pubblico in Biblioteca Ariostea all'incontro in cui i giornalisti ferraresi hanno raccontato "le loro Spal". Con lui, nella redazione della Nuova Ferrara, abbiamo fatto una chiacchierata a tutto campo sulla Spal tra presente e futuro.
Cantagallo, a suo avviso da dove deve partire la Spal nella costruzione della squadra per la A?
«Come prima cosa cercherei di avere Meret anche per la prossima stagione. È stato uno degli artefici principali della promozione. Non voglio sminuire i meriti di altri giocatori ma lui ha fatto davvero bene, è cresciuto tanto nel corso della stagione. Temevo all'inizio che potesse essere inesperto, non è stato così e nel momento più importante della stagione è risultato decisivo. Quello del portiere è sempre un ruolo molto delicato e io penso che sarebbe un'ottima cosa per la Spal riuscire a riaverlo. Per me è pronto per la serie A, assieme a Donnarumma e Perin è tra i tre portieri più importanti in Italia che si giocheranno la fase del dopo-Buffon anche se oggi ad onor del vero portieri forti in giro non ne vedo tanti».
Le altre priorità quali devono essere?
«Io penso che non si debba stravolgere la squadra che ha conquistato la promozione. Sarebbe un errore rivoluzionare una rosa che ha fatto benissimo: con alcuni acquisti mirati questa squadra può fare bene anche in A. La priorità è acquistare un centrocampista, un giocatore importante in mezzo al campo, che detti i tempi. La cosa più importante però è stata fatta qualche settimana fa e mi riferisco al rinnovo del contratto di mister Leonardo Semplici. Questo fatto rappresenta una garanzia, Semplici ha dimostrato sempre di sapere tenere in mano la squadra, ci sono stati tanti cambi di formazione però mai un malumore nel gruppo. Significa che i giocatori accettano le scelte dell'allenatore».
In attacco come vede Antenucci, Floccari e Zigoni?
«Antenucci e Floccari sono di proprietà e li vedo molto bene non solo per i gol ma per il contributo di esperienza che possono portare alla squadra, credo che ora si debba cercare un altro attaccante che possa garantire sulla carta una decina di gol. Non mi dispiacerebbe nemmeno se si riuscisse a tenere Zigoni, per me lui è il tipico centravanti nel senso vero che si dava una volta a questa parola».
Lazzari, Mora, Schiattarella possono far bene pure in A?
«Lazzari è un giocatore fantastico, mi ricorda le ali di una volta. Con la sua velocità ha messo in difficoltà tanti avversari e può ripetersi, è un giocatore che mi auguro possa rimanere a lungo alla Spal, ovvio che se poi dovesse arrivare un giorno un'offerta irrinunciabile è logico e giusto che la società ci possa pensare. Mora e Schiattarella per me sono due giocatori che si completano: quando sono in campo insieme rendono sempre di più, le volte che ho visto la Spal senza uno o l'altro chi era in campo ha reso meno del suo solito. Io credo davvero che non ci sia molto da stravolgere, ci sono molti giocatori attuali che possono stare anche in A: se si riesce a riavere Meret, con un paio di difensori centrali importanti, un regista in mezzo al campo e un altro attaccante da gol, la squadra è fatta».
Avrebbe mai immaginato di rivedere la Spal in serie A?
«Era difficile pensarlo. E qui vorrei fare le mie congratulazioni a questa società che da anni, passo dopo passo, sta portando avanti al meglio il suo progetto. Una crescita continua e se mi si chiede una parola per definire questa proprietà direi "serietà". Era il regalo più bello che mi si potesse fare quello di rivedere la Spal in serie A, ci ho sperato ed ora mi sembra di vivere un sogno. Il bello è che stanno anche rafforzando il settore giovanile, questo è un aspetto importantissimo, bisogna investire sul vivaio per le squadre del futuro e questa proprietà lo sta facendo».
Si può credere nella conquista della salvezza in A?
«La Spal si può sicuramente salvare se non stravolge la squadra. Con qualche innesto mirato e questo allenatore ci sono tutte le basi per fare bene. Bisogna crederci fino all'ultimo minuto dell'ultima partita».
Andrea Tebaldi

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