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Baltur, un calice d’amaro «Ma sapremo ripartire» 

Baltur, un calice d’amaro «Ma sapremo ripartire» 

Bergamo venerdì ha vinto anche “gara tre” eliminando la formazione centese Il presidente Fava però è pronto a rinnovare le ambizioni: noi vogliamo la A

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CENTO. La scena, purtroppo, è sempre la stessa: avversari a festeggiare a Cento. Un anno fa Forlì, oggi Bergamo che con cinismo e, diciamolo pure, con merito venerdì ha chiuso 3-0 la serie di finale playoff al termine di una partita pazza. Prima vinta dalla Baltur, poi persa, ripresa in mano con una reazione ammirevole ed incredibilmente buttata negli ultimi 9”: un epilogo che rappresenta un'intera stagione. Iniziata con un sogno, vissuta tra mille difficoltà, ricostruita con il cambio dell'allenatore (da Giordani a Benedetto) e finita male. La Baltur fa, la Baltur disfa e l'urlo del Pala Ahrcos (encomiabile, inimitabili gli Old Lions che quest'anno si sono macinati migliaia di chilometri) resta strozzato in gola.
L'impressione è che questa squadra, con qualche mancanza o doppione, abbia veramente fatto il massimo perché certi limiti, soprattutto offensivi, erano evidenti; suppliti a febbraio con l'arrivo di Vico, che purtroppo si è infortunato dopo appena 40', e via via colmati da Benedetto con la costruzione di una difesa da favola. È stata la prima stagione di Gianni Fava presidente. Lucido e sereno, analizza un campionato in cui ne ha viste di tutti i colori: «È stato un anno molto particolare - ammette Fava -, diciamo che ho fatto un corso accelerato. La sconfitta è dura da digerire, potevamo vincere e andare avanti nella serie; venerdì c'è stato un passaggio a vuoto nel terzo periodo, prima della rimonta. Nel finale bastava più attenzione, sarebbe stato sufficiente arrivare al supplementare: loro erano senza uomini».
«La stagione, più in generale, ha avuto luci e ombre: il cambio dell'allenatore, i tanti infortuni, l'affare Bianchi che si pensava di aver risolto con l'ingaggio di Vico. Non avremo mai la controprova, ma sono convinto che con Vico questo campionato si sarebbe vinto. Comunque per me è stata un'esperienza importante».
«Ci rimbocchiamo le maniche e ripartiamo - aggiunge Fava -, per migliorarci e raggiungere la serie A il prossimo anno; garantiremo alla città un altro campionato di vertice. Ho preso questo impegno con l'obiettivo di vincere il campionato, anche il prossimo anno cercheremo di raggiungere la serie A».
Si riparte da Pulidori, confermato nel ruolo di ds, e con l'intenzione di trattenere Benedetto. Di ufficiale ancora nulla, per ora una stretta di mano: «Ho trovato un gruppo che con attenzione e dedizione si è donato per migliorare - afferma il giorno dopo coach Benedetto -; sapevamo i limiti che c'erano, con un pizzico di presunzione dico che siamo arrivati al limite massimo: di più non si poteva. Singolarmente si potevano vincere tutte e tre le partite della serie con Bergamo; ci è sempre mancata la zampata vincente. Io non credo alla fortuna e alla sfortuna, quando si vince o si perde c'è dell'altro». Sul suo futuro: «Ne stiamo parlando, sono qui da tre mesi, questo posto mi ha rapito il cuore. La gente è splendida, mai vista una roba del genere: c'è un'intera città che spinge la squadra. Cento mi ha stregato». Dovrebbero restare Vico, Pignatti, Chiera e molto probabilmente Benfatto.
Simone Gagliardi

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