Copparese e la linea Baiesi «Strutture, vivaio, mezzi»
Il manager: le priorità sono queste, poi penseremo ad allenatore e squadra «Ma il tecnico non sarò io. Quella del nuovo trainer sarà l’ultima delle scelte»
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COPPARO. Intervistare Alessandro Baiesi è quasi sempre impresa titanica. Non è tanto una questione di carattere più o meno scostante, dato che Baiesi è persona piacevolissima. Il problema è che, quando qualcuno considera, come lui, la risposta «può darsi» lunga, completa, articolata ed esaustiva, diventa difficile strappargli informazioni. Perchè lui, di solito, parla pochissimo.
Allora, Baiesi, la prima domanda. È vero che sarà il nuovo allenatore della Copparese?
«No».
Attimo di silenzio. Poi, impietosito, continua:
«L'allenatore della Copparese sarà probabilmente l'ultima cosa a cui penseremo, adesso stiamo seguendo altre priorità ed un percorso che ha portato la società ad altre scelte. Per esempio sistemare gli impianti e curare lo sviluppo del settore giovanile. Per quanto riguarda la prima squadra partiremo tra poco, e lo faremo secondo le intenzioni del presidente».
Quali intenzioni?
«Essere sicuri della qualità e quantità delle risorse a disposizione, puntare sullo sviluppo delle nostre giovanili e ragionare, come lo scorso anno, su un gruppo di giovani che abbia magari una intelaiatura di giocatori di esperienza. Però consideriamo che lo scorso anno la squadra era decisamente giovane ed è andata bene: non ci fossero capitate partite importanti in rapida successione mentre avevamo molti giocatori infortunati, magari a questo punto parlavamo di Eccellenza. Ma ne avremmo parlato con le stesse modalità e gli stessi programmi».
Non si rischia di partire tardi?
«Non credo. Se parti con delle sicurezze perdi molto meno tempo. Diciamo che a noi piacerebbe riconfermare tutti quelli dello scorso anno, per tante ragioni. Siamo consapevoli che qualcuno probabilmente non resterà, ma è importante puntare sui giovani, sul gruppo e guardare avanti».
Dicono che Marongiu piaccia nel Bolognese...
«Credo sia normale. È un ottimo giocatore e viene da un buon campionato. Logico che piaccia. A proposito: suo fratello minore, Filippo, centrocampista classe 2001 con già diverse presenze in questa ultima stagione, nei giorni scorsi è andato in prova all'Entella per tre giorni. Non è soddisfazione da poco».
Quindi, il vostro programma, ora, è consolidare la società ed il settore giovanile, confermare per quanto possibile il gruppo e poi assemblare la nuova squadra andando a cercare elementi utili?
«Esatto. Ho molti giocatori sott'occhio, ma la prima fase è sapere come ci potremo muovere. Poi vedere quanti confermeremo, ed io spero saranno tanti, quindi cercare rinforzi. Facendo il passo lungo come la gamba, garantendo le condizioni e non esagerando. E alla fine vediamo».
Ci può fare un identikit del tecnico ideale?
«A questo punto sarebbe parlare di niente, è prematuramente. Ripeto che il tecnico sarà un passaggio successivo».
Lo scorso anno si puntò sul giovane ed emergente Marzola, che infatti è passato al settore giovanile spallino dopo questa stagione positiva. Ora l'unica certezza è che si punterà principalmente sui giovani.
Alessandro Bassi
Allora, Baiesi, la prima domanda. È vero che sarà il nuovo allenatore della Copparese?
«No».
Attimo di silenzio. Poi, impietosito, continua:
«L'allenatore della Copparese sarà probabilmente l'ultima cosa a cui penseremo, adesso stiamo seguendo altre priorità ed un percorso che ha portato la società ad altre scelte. Per esempio sistemare gli impianti e curare lo sviluppo del settore giovanile. Per quanto riguarda la prima squadra partiremo tra poco, e lo faremo secondo le intenzioni del presidente».
Quali intenzioni?
«Essere sicuri della qualità e quantità delle risorse a disposizione, puntare sullo sviluppo delle nostre giovanili e ragionare, come lo scorso anno, su un gruppo di giovani che abbia magari una intelaiatura di giocatori di esperienza. Però consideriamo che lo scorso anno la squadra era decisamente giovane ed è andata bene: non ci fossero capitate partite importanti in rapida successione mentre avevamo molti giocatori infortunati, magari a questo punto parlavamo di Eccellenza. Ma ne avremmo parlato con le stesse modalità e gli stessi programmi».
Non si rischia di partire tardi?
«Non credo. Se parti con delle sicurezze perdi molto meno tempo. Diciamo che a noi piacerebbe riconfermare tutti quelli dello scorso anno, per tante ragioni. Siamo consapevoli che qualcuno probabilmente non resterà, ma è importante puntare sui giovani, sul gruppo e guardare avanti».
Dicono che Marongiu piaccia nel Bolognese...
«Credo sia normale. È un ottimo giocatore e viene da un buon campionato. Logico che piaccia. A proposito: suo fratello minore, Filippo, centrocampista classe 2001 con già diverse presenze in questa ultima stagione, nei giorni scorsi è andato in prova all'Entella per tre giorni. Non è soddisfazione da poco».
Quindi, il vostro programma, ora, è consolidare la società ed il settore giovanile, confermare per quanto possibile il gruppo e poi assemblare la nuova squadra andando a cercare elementi utili?
«Esatto. Ho molti giocatori sott'occhio, ma la prima fase è sapere come ci potremo muovere. Poi vedere quanti confermeremo, ed io spero saranno tanti, quindi cercare rinforzi. Facendo il passo lungo come la gamba, garantendo le condizioni e non esagerando. E alla fine vediamo».
Ci può fare un identikit del tecnico ideale?
«A questo punto sarebbe parlare di niente, è prematuramente. Ripeto che il tecnico sarà un passaggio successivo».
Lo scorso anno si puntò sul giovane ed emergente Marzola, che infatti è passato al settore giovanile spallino dopo questa stagione positiva. Ora l'unica certezza è che si punterà principalmente sui giovani.
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